Colture transgeniche Lonato a favore di una agricoltura senza manipolazioni

Con l’assessore Paolo Marcoli

21/11/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

Agri­coltura trans­geni­ca? Un no deciso arri­va anche da Lona­to. Nei prog­et­ti dell’assessore Pao­lo Mar­coli, che oltre a seguire il del­i­ca­to com­par­to del com­mer­cio lonatese (alle prese con la grande dis­tribuzione) deve ved­er­sela anche col mon­do agri­co­lo, questo divi­eto diven­terà un impeg­no con­cre­to. E comunque questo sarà il pri­mo tema forte che sarà affronta­to dal­la com­mis­sione Agri­coltura, che è sta­ta cos­ti­tui­ta pro­prio in questi giorni. A pre­sieder­la c’è lo stes­so asses­sore alle Attiv­ità pro­dut­tive Pao­lo Mar­coli, che sarà in com­pag­nia di Mar­co Boschet­ti in rap­p­re­sen­tan­za del con­siglio comu­nale, e di Inno­cen­zo Mena­pace, agri­coltore di Esen­ta col com­pi­to di rap­p­re­sentare la . Poi anco­ra Agosti­no Lana, tito­lare di un’azienda agri­co­la a Madon­na del­la Scop­er­ta e rap­p­re­sen­tante del­la Con­fed­er­azione ital­iana agri­coltori, e infine Pieri­no Bare­si che colti­va i campi alla Bet­to­la e rap­p­re­sen­ta l’Unione provin­ciale agri­coltori. Nes­suna dis­crim­i­nazione, come vedi­amo, nei con­fron­ti delle sigle sin­da­cali. «Ci met­ter­e­mo presto al lavoro — assi­cu­ra l’assessore — per fotogra­fare la realtà agri­co­la lonatese. I sin­goli prob­le­mi, le aspet­ta­tive delle varie imp­rese, le lamentele e le richi­este. Insom­ma, un dial­o­go che io voglio riaprire con un set­tore che rap­p­re­sen­ta anco­ra una disc­re­ta fet­ta dell’economia locale». Lona­to, in effet­ti, è da sem­pre ter­ra di con­fine arric­chi­ta da moltepli­ci realtà, con una econo­mia feb­brile e sfac­cetta­ta. Ecco così con­vi­vere l’acciaieria con le serre, la mega dis­cote­ca con le cave, la stal­la mod­el­lo con gli inse­di­a­men­ti arti­gianali. E l’agricoltura con­ser­va comunque un cer­to ruo­lo. Cinquant’anni fa gli addet­ti era­no il 55 per cen­to del­la popo­lazione atti­va; il 24 era cos­ti­tu­ito dagli addet­ti all’industria e alle costruzioni, men­tre il 10 dagli addet­ti al com­mer­cio. Ora i rap­por­ti sono com­ple­ta­mente cam­biati e l’agricoltura assorbe cir­ca il 15 per cen­to del­la man­od­opera. L’amministrazione comu­nale vuole però un’agricoltura di qual­ità, e soprat­tut­to «puli­ta», rispet­tosa degli equi­lib­ri eco­logi­ci e pos­si­bil­mente con un min­i­mo impiego del­la chim­i­ca. «Vogliamo diventare — con­clude Mar­coli — un Comune anti­trans­geni­co, così come altre cit­tà in tut­ta Italia stan­no già sceglien­do pre­cisi ind­i­rizzi in ques­ta direzione. Cer­to, l’ultima paro­la spet­terà al con­siglio comu­nale, che dovrà val­utare l’intero prog­et­to». Non bisogna infine trascu­rare che Lona­to potrebbe avere un ruo­lo pilota, ospi­tan­do già la sede dell’associazione lom­bar­da per l’agricoltura bio­log­i­ca e bio­d­i­nam­i­ca «». Pro­prio un mese fa, il min­istro delle Politiche agri­cole e fore­stali Alfon­so Pec­o­raro Scanio, pre­sen­zian­do all’inaugurazione dei locali dell’associazione, dichiarò l’interesse cres­cente che lo Sta­to colti­va nei con­fron­ti di chi pro­duce bio­logi­co, e in gen­erale rispet­to alle tec­niche pro­dut­tive a bas­so impat­to ambi­en­tale. Rober­to Darra

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