Concerto dell’Assunta con Gonfalone d’argento a Mons. Amadori

14/08/2014 in Attualità
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Di Luigi Del Pozzo

Si svolge giovedì 14 agos­to nel cor­so del tradizionale con­cer­to del­l’As­sun­ta, nel­la chiesa Col­le­gia­ta di Arco, la solenne cer­i­mo­nia di con­seg­na dell’onorificenza al mer­i­to del gon­falone d’argento al decano del­la cit­tà, mon­sign­or Lui­gi Amadori, che da set­tem­bre lascerà la par­roc­chia per altra des­ti­nazione. Il con­cer­to, ese­gui­to da Pao­la Regano (flau­to tra­ver­so), Tar­ci­sio Bat­tisti (organo) e Isabel Lom­bana (sopra­no), inizia alle ore 20.45. L’in­gres­so è libero.

«La cit­tà di Arco intende esprimere la grat­i­tu­dine per il modo in cui mon­sign­or Lui­gi Amadori ha svolto il pro­prio servizio di decano in questo ter­ri­to­rio, nei sedi­ci anni che lo han­no vis­to impeg­na­to nel­la vita del­la comu­nità arcense. La moti­vazione si espli­ca nel riconosci­men­to da parte del­la cit­tà del fat­to che egli ha sostenu­to e favorito lo svilup­po sociale del ter­ri­to­rio arcense, dimostran­do un impeg­no ed una dedi­zione stra­or­di­nar­ie». È la moti­vazione con cui la Giun­ta comu­nale ha deciso di attribuire l’onori­f­i­cen­za a mon­sign­or Amadori.

Il pro­gram­ma del con­cer­to inizia con «Eja Mater» e con «Vir­go vir­ginum» dal­lo Sta­bat Mater di Lui­gi Boc­cheri­ni, per pros­eguire con Georg Friedrich Hän­del e la Sonata da chiesa in do mag­giore (larghet­to- alle­gro- larghet­to-alle­gro), poi il «Quia Respex­it» dal Mag­ni­fi­cat di Johann Sebas­t­ian Bach (anche con il flau­to) e il «Salve Regi­na» di Vin­cen­zo Belli­ni (anche con il flau­to); a seguire di Pietro Anto­nio Locatel­li la Sonata da chiesa in sol minore (largo-alle­gro-largo-alle­gro), di Théodore Dubois l’«Ave verum» (anche con il flau­to), di Lui­gi Maria Cheru­bi­ni l’«Ave Maria» (anche con il flau­to), di Georg Philipp Tele­mann la Sonata da chiesa in mi minore (grave-vivace-cunan­do-vivace), e in con­clu­sione di Wolf­gang Amadeus Mozart il «Tu vir­ginum» da «Exul­tate, jubi­late».

Si ricor­da che all’Uf­fi­cio relazioni con il pub­bli­co, al piano ter­ra del munici­pio, è disponi­bile un libro dove chi lo desidera può las­cia­re un mes­sag­gio o la firme, che sarà con­seg­na­to durante la cer­i­mo­nia di onori­f­i­cen­za a mon­sign­or Amadori.

monsignor_Amadori_5 Nel­la foto: mon­sign­or Amadori (pri­mo a sin­is­tra)

assieme al sin­da­co Alessan­dro Bet­ta (al cen­tro)

e all’asses­sore alla cul­tura Ste­fano Miori, all’o­ra­to­rio “San Gabriele”,

in occa­sione del­la comu­ni­cazione uffi­ciale del­l’onori­fi­cien­za

 

Mon­sign­or Lui­gi Amadori ad Arco

Decano del­la par­roc­chia di , si è inse­di­a­to ad Arco nel 1998. Durante i sedi­ci anni del suo servizio nel­la comu­nità, e rius­ci­to a costru­ire una impor­tante rete di sol­i­da­ri­età e parte­ci­pazione fra i mem­bri del­la comu­nità, diven­tan­do un impor­tante pun­to di rifer­i­men­to per l’intera cit­tad­i­nan­za. Sicu­ra­mente ha avu­to grande mer­i­to per le sue doti umane di gen­erosità e di aper­tu­ra ver­so gli altri, che rester­an­no un seg­no impor­tante fra gli arcensi, ma oltre a questo la sua attiv­ità ad Arco è sta­ta seg­na­ta da innu­merevoli azioni volte a costru­ire un sis­tema soli­do ed effi­cace di parte­ci­pazione e sol­i­da­ri­età. Oltre alle azioni di orga­niz­zazione dell’attività, mon­sign­or Amadori è rius­ci­to anche nell’ambizioso com­pi­to di ridare alla cit­tà un luo­go di incon­tro: nel 2010 ha infat­ti dato il via ai lavori di costruzione del nuo­vo ora­to­rio par­roc­chiale, e ora ques­ta strut­tura, inau­gu­ra­ta il 6 mag­gio 2012, è una realtà di grande impor­tan­za, che ospi­ta innu­merevoli attiv­ità e rap­p­re­sen­ta un pun­to di rifer­i­men­to impor­tante per i gio­vani.

«La parte­ci­pazione e il sosteg­no che mon­sign­or Amadori ha garan­ti­to alla cit­tà durante gli anni del suo servizio ad Arco è sta­ta di val­ore incom­men­su­ra­bile – spie­ga il sin­da­co Alessan­dro Bet­ta – e ogni inizia­ti­va, ogni prog­et­to real­iz­za­to ha avu­to il suo sosteg­no e il suo appog­gio, morale e prati­co. In tut­ti questi anni, davvero la cit­tà ha avu­to la percezione viva e conc­re­ta che la chiesa, l’oratorio, la canon­i­ca fos­sero un pun­to di rifer­i­men­to pre­ciso. Nei momen­ti di bisog­no come nei momen­ti di fes­ta; per la vita reli­giosa e spir­i­tuale, ma anche per i momen­ti di cul­tura e parte­ci­pazione, nelle ricor­ren­ze civili e in tutte quelle occa­sioni in cui è sem­bra­to gius­to dare un seg­no cer­to del fat­to che Arco è un’unica comu­nità, aper­ta alle per­sone di fede come ai laici, ai cit­ta­di­ni e agli stranieri che ospi­ti­amo. Il suo oper­a­to ha con­tribuito a dare il seg­no che Arco è cit­tà di accoglien­za, di cul­tura, di sol­i­da­ri­età e impeg­no, a pro­tezione dei più deboli; è cit­tà di impeg­no sociale e di parte­ci­pazione. Ed è sta­to sem­pre a fian­co dell’amministrazione comu­nale e di tutte le realtà oper­an­ti sul ter­ri­to­rio».

Un seg­no tan­gi­bile del suo impeg­no e del suo atteggia­men­to è sta­to tes­ti­mo­ni­a­to in occa­sione dei fes­teggia­men­ti per i 400 anni del­la posa del­la pri­ma pietra del­la chiesa Col­le­gia­ta: un even­to a cui tut­ta la comu­nità ha pre­so parte, che ha vis­to orga­niz­zare non tante azioni diverse, ma un uni­co grande even­to, a cui ogni realtà cit­tad­i­na ha parte­ci­pa­to con un pro­prio con­trib­u­to. Nel cor­so degli anni, mon­sign­or Amadori ha lavo­ra­to per creare un sis­tema orga­niz­za­ti­vo molto arti­co­la­to all’interno del­la par­roc­chia, in modo di garan­tire a tut­ti la pos­si­bil­ità di esprimer­si e dare il pro­prio con­trib­u­to alla vita del­la comu­nità.

Va ricor­da­ta la cos­ti­tuzione dell’associazione «Noi» all’oratorio, con l’attività a favore dei gio­vani e dei bam­bi­ni, fra cui l’animatissimo per i più pic­coli e le tante inizia­tive di sol­i­da­ri­età e parte­ci­pazione por­tate avan­ti respon­s­abi­liz­zan­do i ragazzi più gran­di. Ma anche la creazione di grup­pi di adul­ti, come le Pic­cole Comu­nità, e l’attività inten­sa e fon­da­men­tale del­la Car­i­tas decanale, a favore delle per­sone più deboli ed in dif­fi­coltà: in questo ulti­mo frangente, in par­ti­co­lare, non mere soluzioni mate­ri­ali, ma veri e pro­pri per­cor­si di inte­grazione, di recu­pero, di sosteg­no per numerose famiglie in sta­to di bisog­no, mate­ri­ale e spir­i­tuale. Una azione che, spe­cial­mente in questi ulti­mi dif­fi­cili anni di crisi eco­nom­i­ca, ha affi­an­ca­to l’azione isti­tuzionale di Comune e Comu­nità di Valle, diven­tan­do uno stru­men­to fon­da­men­tale per la sua effi­ca­cia.

Per quan­to attiene alla pro­mozione cul­tur­ale del­la cit­tà, la col­lab­o­razione di mon­sign­or Amadori è risul­ta­ta fon­da­men­tale in numerose occa­sioni: atten­to alla sto­ria e alle tradizioni cit­ta­dine, ha sem­pre favorito le man­i­fes­tazioni di pro­fon­do sig­ni­fi­ca­to cul­tur­ale e anche quelle di impor­tan­za sociale. Par­ti­co­lar­mente impor­tante da questo pun­to di vista, la sua parte­ci­pazione alla Pasqua Musi­cale Arcense, idea­ta, fra gli altri, dal suo pre­de­ces­sore mon­sign­or Lui­gi Flaim, e impronta­ta ad un’idea di dial­o­go ecu­meni­co con la Comu­nità evan­gel­i­ca. La parte­ci­pazione garan­ti­ta ha con­sen­ti­to il rin­sal­dar­si del sen­ti­men­to di ami­cizia fra le due realtà reli­giose pre­sen­ti ad Arco, e ha con­sen­ti­to un pro­gres­so cul­tur­ale impor­tante per la comu­nità arcense.

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