Anche quest’anno sono sopravvissuti tutti i partecipanti al 3° Raid Roma – Cartagine, la sfida è stata vinta anche stavolta

Concluso il raid Roma — Cartagine

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Di Luca Delpozzo
Luca Delpozzo

Anche quest’anno sono sopravvis­su­ti tut­ti i parte­ci­pan­ti al 3° Raid Roma – Cartagine, la sfi­da è sta­ta vin­ta anche sta­vol­ta. Tre anni fa infat­ti quan­do la ElemVi­ag­gi lan­ciò l’idea di portare delle auto d’epoca in Tunisia, la cosa venne accol­ta con un cer­to scetti­cis­mo, sem­bra­va peri­coloso portare auto così del­i­cate in Africa, un con­ti­nente che per tradizione ricor­da più i ral­ly che le prove di rego­lar­ità. I fat­ti però han­no dato ragione a chi ha avu­to l’intuizione di orga­niz­zare ques­ta man­i­fes­tazione e a chi ha avu­to il “cor­ag­gio” di parte­ci­pare. Alla con­clu­sione di ques­ta edi­zione e con la prossi­ma già in cantiere, des­ti­nazione Tabar­ka la cos­ta del Coral­lo, nel­la parte nord – ovest del­la Tunisia, le iscrizioni sono aperte e ogni infor­mazione si può trovare sul sito inter­net www.elemviaggi.it., il Raid Roma – Cartagine si sta avvian­do ver­so la piena matu­rità aven­do ormai acquis­ta­to un cer­to cred­i­to tra gli appas­sion­ati di ; equipag­gi quest’anno sono arrivati da mez­za Italia: Lom­bar­dia, Vene­to, Emil­ia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia, Cal­abria e anche dal­la Svizzera. Anche in ques­ta come nelle prece­den­ti edi­zioni la vit­to­ria nel­la gara di rego­lar­ità è anda­ta ad un equipag­gio bres­ciano quel­lo for­ma­to da Rober­to Gabur­ri e Luigia Tono­li­ni a bor­do di una Porsche cabrio 356 1600 super del 1958. Al sec­on­do pos­to si è piaz­za­to un altro bres­ciano Pao­lo Maz­zol­di con il nav­i­ga­tore romano Alessio Mer­can­ti­ni a bor­do di una Fiat 1100 del 1952 car­roz­za­ta “Stanguelli­ni”, una delle auto più ammi­rate di questo raid. Curioso il fat­to che sia Gabur­ri che Maz­zol­di appartengano alla stes­sa scud­e­ria: la “Bres­cia Corse”. Al ter­zo pos­to a tenere alto l’onore del sud si è qual­i­fi­ca­to l’equipaggio lec­cese for­ma­to dall’avvocato Raf­faele De Car­lo e da Car­la Marig­nani a bor­do di una BMW 3,0 CS Coupé. Questi equipag­gi sono sta­ti pre­miati dai rap­p­re­sen­tan­ti del gov­er­no tunisi­no che han­no con­seg­na­to loro tre targhe rap­p­re­sen­tan­ti le tre regioni toc­cate nel cor­so del raid: Cartagine, Bis­er­ta e Tunisi. Il Raid ha ritrova­to il calore del popo­lo tunisi­no e in par­ti­co­lare dei bam­bi­ni sem­pre pron­ti a far fes­ta con entu­si­as­mo e spon­taneità al pas­sag­gio delle auto, che han­no toc­ca­to local­ità diverse dal soli­to e meno conosciute come l’acquedotto romano di Zaghouan o Por­to Fari­na con le sue fortezze Arabe, non man­can­do però di fare visi­ta a Bis­er­ta, Tunisi, Cartagine, Sidi Bou Said e Uti­ca. In Tunisia il Raid Roma – Cartagine è ormai un appun­ta­men­to impor­tante e atte­so infat­ti sia la tele­vi­sione di sta­to che il prin­ci­pale quo­tid­i­ano di infor­mazione nazionale gli han­no dato grande spazio.

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