Cd in sette lingue per il marrone Dop. Sono quelle parlate dai genitori degli scolari

Concorso nelle scuole sulla castagna

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Di Luca Delpozzo
Antonella Traina

La sic­c­ità dei mesi scor­si fa calare del 40 per cen­to la pro­duzione ma in com­pen­so miglio­ra la qual­ità dei prodot­ti. È il parere unanime dei cas­tan­i­coltori che han­no parte­ci­pa­to nei giorni scor­si alla 29ª edi­zione del­la Fes­ta dei mar­roni di San Zeno di Mon­tagna. «Rispet­to agli altri anni sono aumen­tate anche le ven­dite seg­no che, dopo anni di pub­bli­ciz­zazione, le nos­tre castagne com­in­ciano ad essere conosciute e apprez­zate», spie­ga Ugo Bonafi­ni vinci­tore del pri­mo pre­mio nel con­cor­so Mar­ron d’Oro che ogni anno pre­mia il miglior pro­dut­tore: era­no 21 i parte­ci­pan­ti iscrit­ti quest’an­no alla gara. I mar­roni di San Zeno si ven­dono all’in­grosso a qua­si 1.000 lire in più rispet­to allo scor­so anno. Un aumen­to che piace molto ai pro­dut­tori, soprat­tut­to a quel­li che usano questo prodot­to per inte­grare il red­di­to del­la pro­pria azien­da agri­co­la. Gian­domeni­co Cam­pag­nari, all­e­va­tore di pro­fes­sione, ha un castag­ne­to di 100 piante dove pro­duce cir­ca 30 quin­tali di frut­ti l’an­no. «I mar­roni sono una risor­sa in più per­ché ormai l’al­l­e­va­men­to da solo in mon­tagna non bas­ta», dice. «Per for­tu­na la gente com­in­cia ad apprez­zare i nos­tri prodot­ti bio­logi­ci e non trat­tati, colti­vati anco­ra con i meto­di tradizion­ali. E poi da quest’an­no c’è anche la Dop che garan­tisce qual­ità e tec­niche di coltura». Il 30 agos­to di quest’an­no infat­ti sul­la Gazzetta Uffi­ciale del­la repub­bli­ca ital­iana è sta­to pub­bli­ca­to il dis­ci­pli­nare di pro­duzione. Un atto che san­cisce, da parte del­lo Sta­to ital­iano, l’at­tribuzione del­la Denom­i­nazione di orig­ine pro­tet­ta ad un prodot­to. «Ora siamo in atte­sa del­l’anal­o­go provved­i­men­to da parte del­la Cee ma siamo già sta­ti autor­iz­za­ti a fre­gia­r­ci del mar­chio», spie­ga Gia­co­mo Peretti, pres­i­dente del­l’As­so­ci­azione cas­tan­i­coltori di San Zeno di mon­tagna. Peretti è sta­to, 5 anni fa, uno dei fonda­tori del­l’as­so­ci­azione e dei pro­mo­tori del mar­chio. «Ovvi­a­mente ho rice­vu­to l’ap­pog­gio di tut­ti i cas­tan­i­coltori locali», dice. «L’ot­ten­i­men­to del mar­chio Dop era l’u­ni­co modo per ridare vig­ore ad un set­tore e a una pro­duzione di qual­ità, ma che sta­va rischi­an­do l’ab­ban­dono. Ora dob­bi­amo puntare sul­la pro­mozione e sul­la vis­i­bil­ità». Quest’anno nel­la zona Dop, che com­prende il comune di San Zeno e parte quel­li di Brenti­no e Bren­zone, sono sta­ti prodot­ti cir­ca mille quin­tali di mar­roni. «Dob­bi­amo far­ci conoscere di più», aggiunge Cipri­ano Castel­lani, sin­da­co di San Zeno. E le inizia­tive quest’an­no sono fioc­cate: l’ultima la real­iz­zazione del libro «Mar­roni di San Zeno e castag­nari del » scrit­to dal gior­nal­ista enogas­tronomo e pre­sen­ta­to al pub­bli­co nel giorni scor­si. L’am­min­is­trazione e l’as­so­ci­azione cas­tan­i­coltori han­no poi asseg­na­to una medaglia d’ar­gen­to con riprodot­to il pro­prio logo al comune di Sori­ano nel Cimi­no, Viter­bo. «Un modo per strin­gere rap­por­ti ulte­ri­ori con un paese che ogni anno parte­ci­pa alla nos­tra fes­ta e dove è forte la pro­duzione di castagne», è la spie­gazione. Ma l’inizia­ti­va a cui San Zeno ten­gono di più è una gara per l’ab­bina­men­to di tre vini ital­iani a mar­roni cot­ti a cal­dar­rosta orga­niz­za­ta con il patro­ci­no del­la fon­dazione sem­i­nario Lui­gi Veronel­li. «È impor­tante», sot­to­lin­ea Peretti, «aver ottenu­to l’im­pri­matur sui nos­tri prodot­ti da parte di uno dei mag­giori esper­ti di enogas­trono­mia ital­iana». Un’al­tra novità di quest’an­no è il coin­vol­gi­men­to delle scuole nel­la pro­mozione del prodot­to tipi­co locale. «Il castag­no e il mar­rone di San Zeno» è infat­ti il tito­lo di un con­cor­so a pre­mi diret­to ai ragazzi di ele­men­tari e medie di tut­to il com­pren­so­rio Bal­do Gar­da. Molte le sco­laresche che han­no parte­ci­pa­to con elab­o­rati di vario tipo, dis­eg­ni, temi e prodot­ti mul­ti­me­di­ali. «Si trat­ta di elab­o­rati in cui ven­gono usati vari sis­te­mi di comu­ni­cazione come il dis­eg­no, la , , e vari lin­guag­gi, dal dialet­to alle lingue straniere», spie­ga Gior­dano Mac­chiel­la, diri­gente sco­las­ti­co del plesso di . «I ragazz­i­ni han­no parte­ci­pa­to entu­si­asti», dicono all’u­nisono le inseg­nan­ti Elide Otta­viani e Angela La Stel­la. La loro classe, la 3ª C di Bar­dolino, si è aggiu­di­ca­ta il sec­on­do pre­mio per le scuole medie. «E poi con gli elab­o­rati mul­ti­me­di­ali pos­sono trovare spazio anche quegli alun­ni che han­no dif­fi­coltà a scri­vere o ad esprimer­si». Il pri­mo pre­mio è anda­to invece alle sco­laresche di San Zeno. Il loro elab­o­ra­to mul­ti­me­di­ale era basato su un Cd che con­tene­va oltre alla sto­ria del­la castagna, la traduzione di una poe­sia dialet­tale veronese in sette lingue straniere: rus­so, rumeno, arabo, cinese, por­togh­ese, inglese e tedesco. Le stesse par­late dai gen­i­tori di molti alunni.

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