E' nata la nuova associazione. Insieme per il Garda.

Consorzio delle Colline Moreniche del Garda

Di Redazione

Cos­ti­tu­ito a Desen­zano il Con­sorzio delle . L’As­so­ci­azione ha lo scopo di val­oriz­zare il Lago di Gar­da e le sue terre.

Il nuo­vo organ­is­mo con­ta sul­l’ade­sione di un’ampia e sig­ni­fica­ti­va rap­p­re­sen­tan­za del com­par­to socio-eco­nom­i­co garde­sano, alcune Ammin­is­trazioni Comu­nali, per­son­al­ità ed Isti­tuzioni del mon­do cul­tur­ale ed eco­nom­i­co, asso­ci­azioni di tutela ambi­en­tale.

Gli scopi del­l’As­so­ci­azione “Con­sorzio delle Colline moreniche del Gar­da” si sin­te­tiz­zano nei seguen­ti pun­ti: dare vita ad un prog­et­to uni­tario per lo svilup­po e la sal­va­guardia del ter­ri­tori e del­l’e­cono­mia del Gar­da e delle colline moreniche; adop­er­ar­si a favore di un’u­ni­ca gov­er­nance su tut­to il ter­ri­to­rio garde­sano; avviare e svilup­pare azioni e pro­ces­si per un riconosci­men­to europeo di tutela del­l’area del Gar­da; pro­muo­vere e sostenere l’inizia­ti­va per l’avvio delle pro­ce­dure nec­es­sarie affinché il Lago di Gar­da ven­ga iscrit­to dal­l’UNESCO nel­la lista dei luoghi pat­ri­mo­nio mon­di­ale del­l’u­man­ità.

Sot­to l’aspet­to mor­fo­logi­co il grande spec­chio d’ac­qua e le sue rive, il baci­no imbrif­ero inclusi immis­sario ed emis­sario ed gli innu­merevoli rivi un tem­po costel­lati di opi­fi­ci e muli­ni, la coro­na di mon­tagne a set­ten­tri­one e quel­la delle colline moreniche sui tre lati merid­ion­ali for­mano un tut­t’uno omo­ge­neo ed armon­i­co che richiede atten­zioni coor­di­nate e pro­gram­mi con­di­visi e lungimi­ran­ti.

Vari­età dei ter­reni e pecu­liar­ità del cli­ma con­sentono, accan­to a vit­ig­ni di ele­va­ta qual­ità, la colti­vazione di piante ed alberi di specie dif­fi­cil­mente riscon­tra­bili a ques­ta lat­i­tu­dine; alcu­ni noti come gli ulivi  e gli agru­mi, altri meno quali il tartu­fo e lo zaf­fer­a­no.

I resti degli inse­di­a­men­ti umani che risal­go­no fin dal Pale­oliti­co sono anco­ra trop­po poco conosciu­ti in rap­por­to alla loro impor­tan­za e mer­i­tano appro­fondi­men­ti e val­oriz­zazione.

Sulle sponde del lago resistono ville e dimore patrizie real­iz­zate dal­la pri­ma borgh­e­sia indus­tri­ale delle cit­tà lim­itrofe e del­la pia­nu­ra nei sec­oli scor­si; assieme a  chiese ed inse­di­a­men­ti indus­tri­ali d’e­poca, limon­aie, persi­no bat­tel­li, tes­ti­mo­ni­ano un recente pas­sato di ele­va­to val­ore cul­tur­ale: sopra tut­ti, il e le ville attigue  ma anche alberghi ricer­cati,  tes­ti­moni di un tur­is­mo d’élite. Numerosi sono i comi­tati e le asso­ci­azioni che sono nati nel tem­po, spes­so per pas­sione di pochi aman­ti del bel­lo, tut­ti ani­mati da un anal­o­go spir­i­to di con­ser­vazione delle trac­ce del­la nos­tra natu­ra e del­la nos­tra nos­tra cul­tura e nel­la propo­sizione di inter­ven­ti di svilup­po ben inte­grati ed armoni­ci.

Gra­zie al loro  paziente lavoro di ricer­ca e conoscen­za, infor­mazione, coin­vol­gi­men­to e gra­zie agli inter­ven­ti leg­isla­tivi e nor­ma­tivi delle Isti­tuzioni si pos­sono con­tare nel­l’area garde­sana ormai ben undi­ci aree pro­tette esisten­ti e sei già prog­et­tate.  Oasi nat­u­ral­is­tiche preziose come quel­la di  San Francesco, a Desen­zano, dove anco­ra nid­i­fi­ca il raro airone rosso che dà il nome all’as­so­ci­azione che ne cura la con­ser­vazione e le vis­ite, e come  il sito palafit­ti­co­lo del­l’età del bron­zo del laghet­to moreni­co del Frassi­no, nel comune di Peschiera, già inclu­so nel pat­ri­mo­nio del­l’u­man­ità dal­l’UNESCO.

A breve avrà luo­go il pri­mo incon­tro fra tut­ti i cos­tituen­ti per ottem­per­are alle norme del­lo statu­to sot­to l’aspet­to orga­niz­za­ti­vo e per esam­inare le attiv­ità che il neona­to con­sorzio intende pro­muo­vere.