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Canè «re» a Brescia: vince la sua decima Mille Miglia

Il pilota bolognese e la moglie ancora una volta trionfatori sul traguardo affollato di viale Venezia Canè «re» a Brescia: vince la sua decima Mille Miglia Daniele Bonetti Battuto il rivale di sempre Luciano Viaro, dopo che venerdì si era già arreso l’avversario più pericoloso Giovanni Moceri
Autore: 
Daniele Bonetti
Fonte: 
Bresciaoggi
Data pubblicazione: 
Dom, 09/05/2010 - 19:37

Dopo Roma, Giuliano Canè conquista anche Brescia. Il bolognese vince la sua decima Mille Miglia, quella della «stella», raggiunge un obiettivo che inseguiva da anni e si conferma il più grande regolarista della storia. Di più: ha vinto contro il suo grande rivale Luciano Viaro, accreditato di una vettura con un coefficiente migliore, ha vinto nell’anno dove tutti i migliori erano in gara. Canè ha perso il venerdì il suo rivale più pericoloso, quel Giovanni Moceri tradito da un tappo del carburatore inspiegabilmente allentatosi a metà della seconda giornata di gara. «Era l’avversario più pericoloso», commentò amaro Canè. Ma la lotta è stata comunque durissima, da Roma fino a Brescia, da Vico fino a Fiorano.
Dopo la prima prova di Vico e complice l’annullamento delle altre quattro per un preoblema tecnico, il bolognese si è ritrovato con 158 punti su Viaro e 209 su Bruno Ferrari, 221 sul bresciano Fabio Salvinelli che aveva chiuso in testa la prima giornata di gara. Ben più significative le tre prove di Radicofani: Viaro accorcia le distanze, si ritrova a sole 52 lunghezze di distanza dal grande rivale bolognese che non infila tre prove spettacolari. Dietro il grande duello, saliva l’argentino Juan Tonconogy e quindi il modenese Gilberto Mozzi che con la sua Aston Martin del ’33 si presentava nelle zone della graduatoria. Quinto posto per Roberto Vesco, sempre a ridosso dei migliori ma mai in grado di dare la zampata decisiva per la zona podio.
LA LOTTA non è cessata nemmeno nelle dolci colline toscane: a Montalcino Canè mette ancora un po’ di fieno in cascina, conquista qualche punto più di Viaro e porta a 106 lunghezze il margine. Nella regolarità, un’inezia: al terzo posto, nell’infinito valzer per l’ultimo gradino del podio Giordano Mozzi, eroe di giornata ma ormai staccato di 690 punti e quindi fuori dai giochi per la vittoria. Al quarto posto Tonconogy seguito da Viaro e dal siciliano Enzo Ciravolo al volante della Bmw 328 del ’37. Con una differenza «infinitesimale» i due duellanti si presentano alle prove di Monghidoro dopo aver scalato Futa e Raticosa: ed è proprio in provincia di Bologna, su quelle strade che Canè conosce come e meglio delle sue tasche che il bolognese firma il capolavoro: Viaro «stecca» e si ritrova secondo, staccato di 754 lunghezze, alle spalle anche del sempre più sorprendente Mozzi a 742 punti da Canè. In corsa per il podio anche Ciravolo, quarto, e Vesco, quinto. Fuori dai giochi per il podio Ferrari, settimo, oltre a Salvinelli, sceso fino all’ottavo posto. Buon decimo Gaburri seguito da uno straordinario Michele Cibaldi, il migliore in assoluto per numero di penalità ma «fermato» da un coefficiente poco premiante.
A Loiano, con la vittoria quasi in cassaforte, Canè non chiude la partita: Viaro si avvicina a 77 punti, Ciravolo sale sul podio virtuale «spodestando» un ottimo Mozzi. L’ultima prova, nel circuito Ferrari di Fiorano. vede Canè controllare la situazione, tiene i nervi saldi e si mette in tasca la sua decima Mille Miglia. Un sogno che si realizza nella corsa che l’ha fatto conoscere al grande pubblico. Gloria anche per i bresciani: in quattro, Salvinelli, Ferrari, Vesco e Gaburri, chiudono nei primi dieci.