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Italy & South Eastern Europe Investment Forum, a Verona organizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico
L’intervento di Fabio Bortolazzi, Presidente della Società Catullo Spa, all’interno del Italy & South Eastern Europe Investment Forum è l’occasione per tratteggiare la strategia che sarà attuata già nei prossimi mesi per lo sviluppo dello scalo veronese e bresciano. Due gli elementi cardine: diversificazione dei flussi di transito con apertura al low cost e attuazione del progetto di sistema integrato di aeroporti più grande del Sud Europa, South European Airport System, attraverso l’alleanza con gli scali milanesi.
La crisi che affligge il mercato del trasporto aereo dal 2008 (Eurocontrol
ha annunciato nel 2009 un calo del -6,6% sul traffico 2008 in Europa),
rendendo lo scenario estremamente complesso, impone scelte strategiche
molto forti sia nel breve che nel lungo periodo. Recentemente l’Aeroporto
di Verona è stato protagonista di due avvenimenti fondamentali:
l’avviamento del passaggio di status da militare a civile, con un
progressiva conversione degli spazi di proprietà dell’Aeronautica Militare
a spazi civili, e affidamento della gestione dello scalo in concessione
quarantennale alla Società Catullo Spa, registrata alla Corte dei Conti il
12 febbraio 2009. Questi due elementi sono strettamente collegati e
funzionali all’attuazione del piano di sviluppo che interesserà lo scalo
nei prossimi quattro anni con investimenti che al momento si stimano
intorno ai 78 milioni di euro complessivi per l’arco temporale indicato,
con una crescita del traffico che si attesterà nel 2014 intorno ai 4,5
milioni di passeggeri in transito.
Il piano industriale si muoverà su diverse aree quali ad esempio lo
sviluppo infrastrutturale delle aree destinate all’accoglienza dei
passeggeri e alla movimentazione dei vettori, l’aperture di nuove tratte
finalizzate alla crescita del traffico sia incoming che outgoing, e lo
sviluppo dei ricavi commerciali grazie ad un potenziamento dell’area non
aviation. In particolare, si punta ad un potenziamento dei collegamenti low
cost proseguendo l’attuale politica di diversificazione del traffico
(linea, charter e low cost). Si sta lavorando ad uno sviluppo delle
infrastrutture per differenziare il flusso di passeggeri: in questo modo
l'utenza business troverà un servizio allineato con le sue esigenze, mentre
al viaggiatore low cost verrà offerto un servizio differente in base alle
sue necessità. In particolar modo, già da quest’anno sarà pronto il
terminal dedicato al traffico low cost, così pure si punta al potenziamento
delle aree commerciali, dei servizi e dei parcheggi sempre dedicati al
viaggiatore low cost. Da evidenziare inoltre che lo scalo di Verona, dato
il cambio di status da militare a civile, con la progressiva conversione
degli spazi da militari a civili, ha una potenzialità di sviluppo di
quattro volte superiore all’attuale capacità.
Il piano di sviluppo per lo scalo Montichiari già presentato ad Enac potrà
essere attuato solo dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato (16
febbraio 2010) circa la questione della concessione. Se la Società Catullo
sarà riconosciuta unica società legittima a ricevere la concessione, si
lavorerà per sviluppare ulteriormente la vocazione cargo dello scalo
bresciano e a latere allo sviluppo progressivo dell'aviazione generale,
oltre al traffico low cost e charter fino a saturazione della capacità.
L’altro elemento chiave della strategia per lo sviluppo degli scali è il
progetto che prevede la costituzione di un unico Sistema Aeroportuale,
South European Airport System, coinvolgendo gli scali milanesi e gli scali
di Verona e Brescia. Il progetto, a cui si lavora da mesi, primo ed unico
in Italia, creerà un sistema in grado di competere con i maggiori sistemi
aeroportuali integrati del Nord Europa, riferendosi ad una catchement area
di circa 60 milioni di passeggeri e oltre un milione di tonnellate cargo
annue. L’asse attraverserà virtualmente tutto il nord Italia, creando un
link strategico e funzionale tra gli Aeroporti di Verona, Brescia e gli
scali Milanesi.
Le analisi hanno prospettato ottime opportunità economiche e commerciali,
assegnando a ciascuno scalo una propria specificità di cui si
avvantaggerebbe tutto il sistema. Verona vedrà la propria utenza business e
turistica crescere, attraverso una strategia di diversificazione (linea,
low, charter), diventando la piattaforma per il traffico passeggeri del
Nord Est, e operando in sinergia con il traffico degli scali milanesi
(soprattutto Linate, prossimo alla saturazione). Brescia sarà piattaforma
logistica d’eccellenza sfruttando a pieno la pista di 3000 metri, tenuto
anche conto delle limitazioni imposte dalla prossimità fisica con
l’aeroporto di Ghedi strategico per la difesa nazionale. Gli scali milanesi
rafforzerebbero le loro attuali specializzazioni (tratte a lungo raggio,
cargo e utenza business).
I nuovi sviluppi infrastrutturali che saranno completati nei prossimi anni
renderanno intermodalità e accessibilità agli scali ancora più veloce e
facile. Pensiamo ad esempio all’alta velocità Milano-Verona, la BreBeMi che
collegherà Brescia con Milano entro il 2012, il collegamento dell’aeroporto
di Brescia con la nuova autostrada Ospitaletto-Montichiari (la “Corda
Molle”). In questo modo il sistema aeroportuale di Verona e Brescia si
costituirà sempre più polo intermodale per lo sviluppo delle attività
produttive del bacino di riferimento.
Per entrare nella nuova fase attuativa del progetto di sistema si lavora
ora al coinvolgimento pieno della compagine azionaria per una condivisione
convinta del progetto e della sua capacità di dare rilevanti opportunità e
risultati economici e di sviluppo al territorio.
Con riferimento alla situazione attuale, il flusso di traffico nel 2009 si
è attestato intorno ai 4 milioni di passeggeri in transito dagli scali di
Verona e Brescia. I due scali offrono collegamenti di linea, low cost e
charter, per tutte le più ambite destinazioni leisure e business italiane,
europee ed extraeuropee. Verona in particolare è il secondo aeroporto
d’Italia per traffico charter.
Dai due scali operano Compagnie Aeree nazionali e internazionali, quali Air
France, Alitalia, Lufthansa, Meridiana, Ryanair, Wind Jet, Air Malta, Air
Slovakia, Blue Air, Albanian Airlines, Belle Air, Carpatair, Vueling,
Transavia e Germanwings, oltre a Air Dolomiti ed Air Italy, che hanno fatto
di Verona il loro scalo di riferimento. Verso l’area del Sud Est Europa, a
cui il territorio guarda con interesse per le opportunità commerciali da
attuare, abbiamo collegamenti con Bucarest, Chisinau, Pristina, Skopje,
Sofia e Tirana con fattori di riempimento che nel 2009 ha toccato valori
anche superiori al 70%.
Nella strategia di sviluppo degli scali, si guarda con grande interesse
anche al Sud Est Europa, che negli anni ha infittito le relazioni con il
nostro Paese. Intendiamo quindi potenziare i collegamenti di traffico, sia
passeggeri che merci, con quest’area geografica assecondando e sostenendo
le esigenze commerciali del territorio, in linea con la linea strategica
già descritta di diversificazione dei flussi e specializzazione degli
scali.





