BERGAMASCHI E BETTARI: “ABBIAMO IN CANTIERE ALTRI BEI PROGETTI MA SERVONO FONDI CHE POTREBBERO ARRIVARE DALLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI CON IL CINQUE PER MILLE”

Continua la collaborazione che guarda anche al futuro

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Di Luca Delpozzo

La realtà dell’ABIO (Asso­ci­azione Bam­bi­no In Ospedale) all’Ospedale di Desen­zano è, ormai da qualche tem­po, cosa con­sol­i­da­ta e ben volu­ta dai cit­ta­di­ni. Il Pres­i­dente dell’ABIO di Desen­zano e Pri­mario di Pedi­a­tria Gio­van­ni Berga­m­aschi e la Respon­s­abile del Grup­po Volon­tari Raf­fael­la Bet­tari fan­no una sor­ta di bilan­cio del loro lavoro.“L’anno scor­so – spie­ga la Bet­tari -, l’ABIO di Desen­zano ha vin­to ben due pre­mi a liv­el­lo nazionale con altret­tan­ti prog­et­ti che si sono clas­si­fi­cati ai pri­mi due posti ed han­no riscos­so un gran suc­ces­so da parte dell’utenza. Il pri­mo clas­si­fi­ca­to, la “Borsa/Contenitore”, è una sim­pat­i­ca borsi­na utile sia al bambino/paziente, sia alla sua famiglia ed è con­seg­na­ta al momen­to dell’accettazione. In ques­ta borsi­na, oltre a diverse pub­bli­cazioni infor­ma­tive, il bam­bi­no tro­va dei pennarel­li, dei dis­eg­ni da col­orare e com­pletare rispon­den­do a delle sem­pli­ci domande, ma che per noi sono molti utili. Il sec­on­do prog­et­to si chia­ma “Bru­co­tour” è un viag­gio fan­tas­ti­co in diverse nazioni del mon­do nel quale i bam­bi­ni, che com­pon­gono ideal­mente il bru­co stes­so, com­pi­ono attra­ver­so fiabe, sto­rie, ogget­ti tipi­ci di quel luo­go. La “Borsa/Contenitore” è diven­ta­ta un pilas­tro del repar­to di Pedi­a­tria, men­tre il Bru­co­tour cercher­e­mo di ripro­por­lo anche quest’anno”.E per il futuro cos’ha in ser­bo l’ABIO a Desenzano?“Abbiamo in cantiere altri due prog­et­ti che pre­sen­ter­e­mo anche quest’anno al Con­cor­so nazionale dei prog­et­ti ABIO. Ovvi­a­mente teni­amo un cer­to ris­er­bo, ma sono due belle inizia­tive. Intan­to, han­no pre­so piede sia la pic­co­la che abbi­amo rica­va­to all’interno del­la sala giochi del repar­to, sia un pun­to giochi che è uti­liz­za­to dai bam­bi­ni che atten­dono di essere visitati”.Mi sem­bra che nel­la sala giochi sia approda­to addirit­tura un com­put­er. E’ così?“Esattamente. C’è sta­to dona­to un per­son­al com­put­er ed un mobilet­to appos­i­to che, ubi­ca­to sem­pre all’interno del­la sala giochi, crea una sor­ta d’angolo ado­les­cen­ti che sta aven­do anch’esso un cer­to successo”.Continuate anche con i cor­si di preparazione per diventare volon­tari ABIO? A quan­ti volon­tari siete arrivati?“I nos­tri cor­si di preparazione, com­pos­to di cinque incon­tri più 60 ore di tirocinio da ten­er­si in ospedale, tenu­ti l’anno scor­so, han­no for­ma­to una deci­na di nuovi volon­tari che oggi super­a­no la trentina”.Dottor Berga­m­aschi, mi sem­bra che lei ha, come pres­i­dente dell’ABIO Desen­zano, qual­cosa d’aggiungere. E’ così?“Esattamente. La sig­no­ra Bet­tari ha già det­to molto, ma vor­rei approf­ittare di quest’occasione, se è pos­si­bile, per lan­cia­re un appel­lo a tut­ti i cittadini”.Prego.“Il nos­tro repar­to di Pedi­a­tria ha in cantiere due prog­et­ti che, per la loro real­iz­zazione, richiedono una pic­co­la som­ma di denaro. I due prog­et­ti che vor­rem­mo real­iz­zare sono: la dec­o­razione del sof­fit­to del lun­go cor­ri­doio del repar­to e la sis­temazione del­la lun­ga veran­da che si sno­da lun­go tut­ta la pedi­a­tria. Ecco, pro­prio per real­iz­zare questi due prog­et­ti, desidero chiedere ai cit­ta­di­ni un gesto di gen­erosità: des­tinare nel­la loro dichiarazione dei red­di­ti il cinque per mille a favore dell’ABIO di Desen­zano (C.F. 93018150172)”.“La col­lab­o­razione tra AOD e ABIO – aggiunge il Diret­tore Gen­erale Mau­ro Borel­li -, è una delle cose più pos­i­tive e belle che io abbia incon­tra­to da quan­do sono giun­to qua a Desen­zano. Cre­do che sia gius­to invitare i cit­ta­di­ni a donare all’ABIO il cinque per mille per­ché, quest’associazione di volon­tari­a­to, fa un impor­tan­tis­si­mo lavoro ad appog­gio non solo dei bam­bi­ni che si trovano in un Ospedale, ma soprat­tut­to alle famiglie degli stes­si che spes­so, tra­volte dagli even­ti, si ritrovano sole alle prese con le loro pre­oc­cu­pazioni e paure”.

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