Danni, i soldi ci sono. Riconosciuta la calamità per i paesi colpiti dalla grandinata del 16 settembre

Contributi: domande entro il 17 febbraio

18/01/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Vincenzo Corbetta

Il Min­is­tero delle Politiche agri­cole ha riconosci­u­to il carat­tere di eccezion­al­ità del­la grand­i­na­ta, che ha col­pi­to la nos­tra provin­cia il 16 set­tem­bre scor­so. Per effet­to di questo Decre­to, pub­bli­ca­to nei giorni scor­si dal­la Gazzetta Uffi­ciale, le aziende agri­cole e le coop­er­a­tive dei Comu­ni di Desen­zano, Lona­to, Padenghe, Poz­zolen­go e Sirmione per la zona del Bena­co; di Sulzano e Mon­ti­so­la per il Sebi­no pos­sono richiedere il con­trib­u­to per i dan­ni. La doman­da va pre­sen­ta­ta entro il 17 feb­braio all’Ufficio pro­to­col­lo dell’assessorato provin­ciale all’Agricoltura, che ha sede a Bres­cia in viale Bor­na­ta (Vil­la Bar­boglio). I mod­uli si pos­sono trovare agli uffi­ci dell’assessorato, nei Comu­ni inter­es­sati e alle asso­ci­azioni agri­cole. Chi ha dirit­to a pre­sentare la richi­es­ta dovrà dimostrare di avere sub­ì­to dan­ni in quan­tità supe­ri­ore al 35 per cen­to del prodot­to lor­do, vendibile in tut­ta l’annata, al net­to delle assi­cu­razioni e dei con­tribu­ti. «Gra­zie ai sopral­lu­oghi dei nos­tri tec­ni­ci — spie­ga l’assessore provin­ciale all’Agricoltura, Giampao­lo Man­tel­li — abbi­amo indi­vid­u­a­to con pre­ci­sione le zone che pos­sono avere acces­so ai con­tribu­ti statali per i dan­ni sub­ìti a causa del­la grand­i­na­ta del 16 set­tem­bre. Il Min­is­tero non ha anco­ra stanzi­a­to una cifra. Dipen­derà dal numero delle domande e dall’entità dei dan­ni». Il paese più col­pi­to era sta­to Poz­zolen­go. Tet­ti scop­er­chiati, grondaie abbat­tute, impianti sportivi dan­neg­giati per un totale di 20 mil­iar­di di dan­ni. Desen­zano era arriva­to a 13 mil­iar­di e mez­zo, aziende); Sirmione a 14 tra edi­fi­ci, strut­ture pub­bliche, case pri­vate e aziende. La trom­ba d’aria del 16 set­tem­bre ave­va let­teral­mente mes­so in ginoc­chio i viti­coltori del­la zona del Lugana. Sec­on­do le prime val­u­tazioni, era anda­to per­du­to il 70 per cen­to del rac­colto. Solo poche aziende ave­vano già com­in­ci­a­to la . Chi ave­va prefer­i­to riman­dare anco­ra di qualche giorno, ave­va per­so tut­to, uva e piante: una cat­a­strofe sen­za prece­den­ti. «Subito dopo la grand­i­na­ta — dice Man­tel­li — ave­va­mo avvisato i sin­daci dei pae­si col­pi­ti, dicen­do loro di con­tattare le aziende più dan­neg­giate. Dopo pochi giorni, all’assessorato, sono arrivate una novan­ti­na di domande. Adesso saran­no molte di più. Solo da Poz­zolen­go ne giunger­an­no una cinquan­ti­na. Altri pae­si del­la provin­cia, come Bag­no­lo Mel­la, sono sta­ti col­pi­ti dal mal­tem­po, ma purtrop­po la legge dice che, per avere lo sta­tus di calamità nat­u­rale, il ter­ri­to­rio col­pi­to deve essere omo­ge­neo e avere una cer­ta esten­sione. Per il Gar­da e il Sebi­no — con­clude l’assessore — questi pre­sup­posti c’erano».

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