Dopo il Monte Corno un’altra area verde si prepara a S.Francesco

Convegno sull’ambiente a Desenzano

Di Luca Delpozzo
m.to

A palaz­zo Tode­s­chi­ni di Desen­zano si è tenu­to ieri un con­veg­no sull’ambiente e sul ter­ri­to­rio, con la «benedi­zione» del Par­co del Monte Corno, 514 ettari di bosco con essen­ze arboree ed una fau­na invidi­a­bili. Ma un’al­tra grande area verde si sta preparan­do a diventare realtà. E’ quel­la di San Francesco, tra Riv­oltel­la e Sirmione, che si estende sul litorale garde­sano. Ne ha par­la­to nel suo inter­ven­to l’assessore Rodol­fo Bertoni, nel cor­so del­la ses­sione pomerid­i­ana del con­veg­no. Si trat­ta di un prog­et­to di oasi nat­u­ral­is­ti­ca che deve solo rice­vere il riconosci­men­to (scon­ta­to) del­la Provincia.L’oasi di San Francesco ha una super­fi­cie di qua­si 140 mila metri qua­drati, di cui 26 mila a can­neto e 31 mila a verde attrez­za­to. «La creazione dell’oasi nat­u­ral­is­ti­ca in ques­ta zona da parte dell’Amministrazione — ha spie­ga­to Bertoni — nasce dal con­vinci­men­to che il ter­ri­to­rio cos­ti­tu­isce una risor­sa ambi­en­tale preziosa, una ric­chez­za da non dis­si­pare, uno spazio di cui ci si deve riap­pro­pri­are per un con­tat­to diret­to con la natu­ra, trop­po spes­so trascu­ra­to». In effet­ti ci tro­vi­amo in una zona di eccezionale val­ore nat­u­ral­is­ti­co e pae­sag­gis­ti­co, con ris­erve botaniche e fau­nis­tiche inter­es­san­ti, che pos­sono fornire con­tem­po­ranea­mente oppor­tu­nità educa­tive e sci­en­ti­fiche sia per la popo­lazione che per i tur­isti. Nell’area a can­neto, per esem­pio, ven­gono descritte tes­ti­mo­ni­anze di carat­teri mor­fo­logi­ci ed ambi­en­tali orig­i­nari: nel­la zona sarà vieta­ta qual­si­asi opera di trasformazione.Nell’area a verde attrez­za­to, assi­cu­ra l’assessore, «ver­rà con­sen­ti­ta esclu­si­va­mente la creazione di spazi alberati e attrez­za­ti, con per­cor­si, pun­ti di sos­ta, aree per il gio­co libero con costruzioni fun­zion­ali alla fruibil­ità del verde».Ci sono inoltre altre due aree in cui sarà pos­si­bile solo ristrut­turare o miglio­rare strut­ture esisten­ti, ovvero costruzioni con un lim­ite di altez­za non supe­ri­ore ai 3,5 metri.Desenzano sta cer­can­do, e in parte c’è già rius­ci­ta, di blindare anche in futuro alcune aree pre­giate, che altri­men­ti avreb­bero potu­to finire tra le grin­fie dei «palazz­i­nari». E’ sta­to questo il sen­so del con­veg­no che ha vis­to inter­venire autorevoli ricer­ca­tori e docen­ti per difend­ere tali scelte.