Il presidente della Comunità del Garda Mongiello lancia l’appello. Sabato un incontro. Ne discuteranno gli amministratori di Brescia, Trento e Verona

«Coordinare i soccorsi sul Garda»

17/03/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Davide Cordua

Non esiste una per­sona giuridi­ca che abbia il coor­di­na­men­to gen­erale del sis­tema di nell’area garde­sana. È questo uno dei prob­le­mi prin­ci­pali che il pres­i­dente del­la Giuseppe Mongiel­lo esporrà agli Ammin­is­tra­tori pub­bli­ci di Bres­cia, Verona e Tren­to nel con­veg­no di saba­to al Palaz­zo dei Con­gres­si a Gar­da. Il prob­le­ma del­la sicurez­za impel­lente soprat­tut­to durante l’alta sta­gione non solo sulle acque del Bena­co, ma anche sulle strade e durante le man­i­fes­tazioni sportive del­la zona. Un prob­le­ma che si trasci­na da quan­do nel 1999 venne isti­tui­ta la sul , l’unica esistente su acque interne in Italia. Da allo­ra per sei anni in via sper­i­men­tale la Guardia Costiera pat­tuglia 24 ore su 24 per sei mesi (da mag­gio a otto­bre) il lago di Gar­da, sen­za però aver mai ottenu­to dal­lo sta­to un riconosci­men­to isti­tuzionale che san­cisse la Cap­i­tane­r­ia di Por­to a coor­di­na­tore gen­erale del sis­tema di sicurez­za del lago. È nec­es­sario super­are il frazion­a­men­to che esiste tra le regioni — ha det­to Mongiel­lo — e isti­tuire una figu­ra che fac­cia da coor­di­na­tore delle varie forze di sicurez­za. Il Pres­i­dente del­la Comu­nità del Gar­da chiede che ven­ga real­iz­za­to un cen­trali­no diret­to in loco per le emer­gen­ze, dal momen­to che fino ad oggi è il 118 che sup­por­ta tutte le oper­azione di soc­cor­so; un tema che inciderà molto sul pro­to­col­lo inter­re­gionale delle cen­trali 118 e il prog­et­to estate sicu­ra che ver­ran­no esposti durante l’incontro ai prefet­ti delle cit­tà e agli asses­sori provin­ciali e region­ali di san­ità e pro­tezione civile di Tren­to, Bres­cia e Verona. Il tema del­la sicurez­za è sem­pre sta­to un pun­to cal­do negli ulti­mi anni sul lago di Gar­da. Una zona che è sta­ta teatro di diver­si inci­den­ti sia sulle acque (Gor­la 2003) che sulle strade. «La nos­tra filosofia è quel­la che non il paziente deve venire da noi ma noi dob­bi­amo andare dal paziente — ha spie­ga­to Pao­lo Mar­zol­lo, respon­s­abile del 118 di Bres­cia. Per questo moti­vo quest’anno abbi­amo aumen­ta­to la pre­sen­za delle autoam­bu­lanze nel­la zona, ma soprat­tut­to abbi­amo deciso di uti­liz­zare sem­pre di più le moto soc­cor­so per evitare le code e gli ingorghi». Infine la Comu­nità del Gar­da ha annun­ci­a­to che a mag­gio ver­rà effet­tua­ta un’esercitazione del 118, sim­u­lan­do un naufra­gio di un moto­scafo con a bor­do 20 persone.