Ciambelle di soccorso: la Comunità del Garda invita i Comuni a imitare Sirmione. Interessato il Sebino: così si salvano vite umane

«Copiate quei salvagente»

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Di Luca Delpozzo
Valentino Rodolfi

Annegare in pochi metri d’acqua, mag­a­ri sot­to lo sguar­do impo­tente dei pas­san­ti che non han­no la forza o il cor­ag­gio di get­tar­si nel lago per tentare un sal­vatag­gio. Può suc­cedere, e purtrop­po è suc­ces­so molte volte anche sul Gar­da. Sono notizie che si leg­gono il giorno dopo sul gior­nale, per capire trop­po tar­di che sarebbe bas­ta­to poco per sal­vare una vita umana. Mag­a­ri, sarebbe bas­ta­to lan­cia­re un sal­vagente, se ce ne fos­se sta­to uno a dis­po­sizione. L’avvenire promette che sim­ili tragedie pos­sano non accadere più sui laghi bres­ciani; o che, almeno„si pos­sa lenire il rimor­so per la man­ca­ta pre­ven­zione. La e la Comu­nità mon­tana del Sebi­no bres­ciano han­no infat­ti deciso di copi­are il sis­tema adot­ta­to dall’anno scor­so a Sirmione, dove sulle rive sono instal­late postazioni con sal­vagente a sgan­cio rapi­do, che qualunque pas­sante può lan­cia­re a bag­nan­ti in dif­fi­coltà. Un soc­cor­so imme­di­a­to, in gra­do di evitare dis­gra­zie, e che una un cos­to tut­to som­ma­to poco sig­ni­fica­ti­vo rispet­to al suo ele­va­to val­ore sociale. A Sirmione le ciambelle rosse si trovano, oltre che sul lun­go­la­go, anche all’attracco del bat­tel­lo e in tut­ti i por­ti tur­is­ti­ci del capolu­o­go, del­la Lugana e di Colom­bare. E’ un’idea che con­vince. In una cir­co­lare invi­a­ta a tut­ti i sin­daci del­la spon­da bres­ciana, la Comu­nità del Gar­da scrive che «al fine di una effi­cace tutela di ospi­ti e res­i­den­ti, si ritiene meritev­ole del­la mas­si­ma atten­zione la pro­pos­ta con­cer­nente l’installazione di attrez­za­ture di sal­vatag­gio da posizionar­si sul lun­go­la­go o su altri luoghi idonei. Questo ente è disponi­bile a coor­dinare l’intera oper­azione, fun­gen­do da ter­mi­nale tra le sin­gole ammin­is­trazioni comu­nali e la dit­ta for­ni­trice». E’ una «spon­soriz­zazione» forte, ma del resto i sal­vagente sono un «prodot­to locale» garde­sano: sono dis­tribuiti infat­ti da un sirmionese, Mari­no Gabel­la, che attra­ver­so la sua dit­ta — la Red Res­cue — ha l’esclusiva nazionale del dis­pos­i­ti­vo di sal­vatag­gio. «L’idea mi è venu­ta leggen­do Bres­ciaog­gi ­ rac­con­ta Gabel­la -. Sono rimas­to col­pi­to dal­la notizia del­la ragaz­za rus­sa che, due anni fa, annegò davan­ti al lun­go­la­go di Sirmione, il mio paese, sen­za che nes­suno potesse inter­venire: i pochi pas­san­ti che videro la sce­na non sape­vano nuotare, e purtrop­po la ragaz­za morì affo­ga­ta. «Allo­ra mi venne in mente che a Pari­gi — con­tin­ua Gabel­la — lun­go un ponte sul­la Sen­na ave­vo vis­to dei sal­vagente fis­si, e mi sono mes­so a lavo­rare su un mio prog­et­to, adat­tan­do delle ciambelle da bar­ca per postazioni su ter­rafer­ma con una sago­la a gan­cio rapi­do: lan­cian­do il sal­vagente si sro­to­la una cor­da, che poi si può usare per tirare a riva la per­sona in dif­fi­coltà. Sto pro­po­nen­do la cosa ad enti pub­bli­ci, ma anche a pri­vati come alberghi, cir­coli nau­ti­ci eccetera». Gabel­la scom­mette sul suo prodot­to, ma a quan­to pare non è il solo. La Comu­nità del Gar­da preme sui sin­daci, e la Comu­nità del Sebi­no ha già fis­sato dei sopral­lu­oghi per indi­vid­uare i pun­ti in cui instal­lare le postazioni. E se le ciambelle salver­an­no anche solo una vita, sarà sta­ta una buona idea.

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