Il parroco ha criticato durante le messe la gara di body-painting che ha occupato una zona del porto per due pomeriggi. Il sindaco: «Un’arte particolare: può piacere o meno ma merita rispetto»

Corpi da dipingere, è polemica

30/08/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

È polem­i­ca per i seni nudi ma dip­in­ti delle mod­elle che, ven­erdì e saba­to scor­so, sono state «col­orate» e dis­eg­nate dagli artisti del body paint­ing, a mar­gine del Fes­ti­val del Gar­da. Pro­tag­o­niste incon­sapevoli una deci­na di splen­dide mod­elle che, nei due giorni del­lo scor­so fine set­ti­mana, han­no presta­to i loro cor­pi sin­u­osi, sul penel del por­to di Tor­ri per le per­for­ma­ce di artisti e pit­tori in gara tra loro. L’esibizione è dura­ta nel pomerig­gio di ven­erdì e in quel­lo di saba­to e, di sera, i «quadri» han­no sfi­la­to sul pal­co del .In giuria, ven­er­di sera, anche la pres­i­dente del­la Pro loco, Rosan­na Zanol­li, com­po­nente anche del locale con­siglio pas­torale. Pre­sen­za ques­ta che i bene infor­mati assi­cu­ra­no sia sta­ta dura­mente con­tes­ta­ta dal par­ro­co di Tor­ri, mon­sign­or Luciano De Agostini.Da molti mesi era sta­to pre­sen­ta­to ed approva­to il pro­gram­ma del Fes­ti­val del Gar­da, la man­i­fes­tazione itin­er­ante non solo cano­ra del patron Enri­co Bian­chi­ni che si è guadag­na­ta un pos­to di rilie­vo a liv­el­lo nazionale e la cui ser­a­ta finale, il 7 set­tem­bre a Tor­bole, sarà anche quest’anno trasmes­sa da Rai Due. All’interno del­la rasseg­na era pro­gram­ma­ta anche una gara di body paint­ing, for­ma d’arte che prevede il dis­eg­no sui cor­pi di mod­elle ves­tite sola­mente con un tan­ga. Ma la cosa non è pas­sa­ta inosser­va­ta soprat­tut­to al par­ro­co don Luciano De Agos­ti­ni che fin dal­la mes­sa ves­per­ti­na di saba­to, «indig­na­to» per l’accaduto, ha denun­ci­a­to pub­bli­ca­mente dall’altare il fat­to. «Denun­cio un fat­to di moral­ità», ha det­to dal pul­pi­to il mon­signore «dato che sul por­to, alla pre­sen­za anche di bam­bi­ni, è sta­ta fat­ta ques­ta inizia­ti­va. Sono sta­to invi­ta­to da tre mamme e da un papà ad inter­es­sar­mi del­la fac­cen­da. Invi­to i respon­s­abili affinchè man­i­fes­tazioni del genere non si ripetano più».L’intervento del par­ro­co è sta­to poi ripreso in modo anal­o­go in le messe del­la domeni­ca. «Ora», affer­ma il par­ro­co «non voglio com­mentare oltre questo episo­dio, che con­sidero chiu­so. Ho già par­la­to con chi di dovere in munici­pio e mi è sta­to assi­cu­ra­to che man­i­fes­tazioni del genere a Tor­ri non accad­ran­no mai più». L’unica ulte­ri­ore nota che il reli­gioso ha volu­to aggiun­gere, oltre all’ostinato «no com­ment», è che «con la sig­no­ra Zanol­li ci siamo chiar­i­ti ed è tut­to a pos­to. Il mio inter­ven­to ha rice­vu­to inoltre molti con­sen­si e solidarietà».Chi invece dà l’idea di essere anco­ra sul­la grati­co­la è invece pro­prio la pres­i­dente del­la Pro loco, Rosan­na Zanol­li. «Asso­lu­to no com­ment», si è lim­i­ta­ta a dire ieri. Per­chè? «Per­chè non voglio entrare in polem­i­ca con nes­suno», ha sil­l­a­ba­to pri­ma del com­mi­a­to finale al telefono.Più che altro per­p­lesso per ques­ta che è con­sid­er­a­ta una «spara­ta», l’assessore alle man­i­fes­tazioni, Agosti­no Danese. «Se abbi­amo offe­so qual­cuno», affer­ma ser­afi­co «ci dispi­ace, davvero non era nos­tra inten­zione e chiedi­amo pure scusa. Il body paint­ing è comunque una for­ma d’arte, non è vol­gare e non cre­do pro­prio che abbia potu­to tur­bare i bam­bi­ni. Purtrop­po infat­ti, dalle spi­agge alla tele­vi­sione, si sono abit­uati ormai davvero a vedere di tut­to. Il 7 set­tem­bre comunque il tut­to ver­rà reg­is­tra­to a Tor­bole e, quan­do la Rai lo trasmet­terà, si rive­dran­no anche le tre splen­dide mod­elle che si sono guadag­nate a Tor­ri l’accesso alla finale».Dello stes­so tono anche le dichiarazioni del sin­da­co di Tor­ri, Gior­gio Pas­sionel­li. «Con me, con l’assessore Danese e con altri mem­bri del­la giun­ta», pre­cisa «mon­sign­or Luciano non mi risul­ta abbia par­la­to. In ogni caso non abbi­amo alcu­na inten­zione di fare polemiche. Ques­ta rasseg­na a mar­gine del Fes­ti­val del Gar­da ci è sta­ta pre­sen­ta­ta da molti mesi e quin­di, già da tem­po si sape­va che ci sarebbe sta­ta. Il body paint­ing è un’arte par­ti­co­lare, dif­fusa in tut­to il mon­do. Può piacere o meno ma cre­do che mer­i­ti comunque rispet­to. A Tor­ri è sta­ta fat­ta sul penel del por­to, un luo­go cen­trale ma defi­la­to, dove solo chi vuole andare ci arri­va. E poi le mod­elle era­no dip­inte con col­ori che con­ferivano una sor­ta di «abito» e non met­te­vano cer­to in mostra oscen­ità. In ogni caso, ques­ta man­i­fes­tazione è sta­ta fat­ta in tut­ti i pae­si del Gar­da e non è mai suc­ces­so nul­la. Qui è sta­ta evi­den­te­mente inter­pre­ta­ta diver­sa­mente da qual­cuno o forse anche stru­men­tal­iz­za­ta da chi ha volu­to fomentare il par­ro­co. Cre­do comunque che ci siano altri prob­le­mi ben più impor­tan­ti nel tes­su­to sociale che mer­i­tano di essere affrontati».Secco, infine, il com­men­to di Enri­co Bian­chi­ni, patron del Fes­ti­val del Gar­da. «Il par­ro­co di Tor­ri», com­men­ta «non ha la ver­ità in tas­ca come nes­suno di noi. Inoltre non può, a mio parere, per­me­t­ter­si di giu­di­care amorali o immorali delle ragazze che si fan­no dipin­gere per mestiere e non per dilet­to. Mi sta bene che dis­senta dal nos­tro spet­ta­co­lo ma deve avere rispet­to per tut­ti». In paese comunque la gente è parsa più diver­ti­ta per la polem­i­ca che scon­vol­ta dalle visioni del­lo scor­so week end.

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