Rubrica dedicata ai Viaggi, dal mensile Gienne di novembre.

Cosa aspettarsi da un viaggio in Vietnam?

30/10/2013 in Turismo
A Affi
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Di Redazione

Non è pro­prio il caso di par­tire per il Viet­nam por­tan­dosi dietro rem­i­nis­cen­ze storiche o cin­e­matogra­fiche ormai decisa­mente datate: chi vi andasse per cer­care i seg­ni del­la ter­ri­bile “guer­ra del­la giungla” rimar­rebbe sicu­ra­mente delu­so.

Non per­ché non vi siano, ma per­ché non fan­no più parte del quo­tid­i­ano e rap­p­re­sen­tano ormai attrazioni che inter­es­sano soltan­to i tur­isti.

In questo lem­bo di sud-est asi­ati­co si sono, infat­ti, con­su­mate di recente e in breve tem­po due gran­di neme­si del­la sto­ria: i sol­dati scalzi han­no bat­tuto e umil­ia­to la mag­gior poten­za del mon­do, ma poi i dol­lari si sono pre­si presto la riv­inci­ta.

Oggi il Paese vive una nuo­va riv­o­luzione, ma ques­ta vol­ta Karl Hein­richVladimir, Il’ič Ul’­janov Lenin e com­pag­ni non c’entrano, anzi: è la cor­sa sfre­na­ta da parte di una delle nazioni più povere ver­so il benessere cap­i­tal­is­ti­co, dove i gio­vani parte­ci­pano in pri­ma fila e con incred­i­bile entu­si­as­mo.

A Saigon, come a Hanoi e a Pechi­no, le nuove parole d’ordine non sono più gri­date alle folle nelle piazze, ma occhieg­giano dai cartel­loni pub­blic­i­tari o dalle inseg­ne al neon. Come da noi.

Né pote­va essere diver­sa­mente: dopo sec­oli di guerre, di fame e di sten­ti, di comu­nis­mo duro e puro, autarchico e repres­si­vo, i viet­na­mi­ti ora han­no voglia di pace, di lib­ertà e di benessere. Il famoso sen­tiero di Hồ Chí Minh che per decen­ni ha ali­men­ta­to la guer­riglia, oggi è diven­ta­to l’autostrada del con­tra­b­ban­do, per fornire alla gente i beni che chiede.

Par­tire per il Viet­nam cer­can­do il pas­sato (tra l’altro parec­chi dei mon­u­men­ti stori­ci sono andati dis­trut­ti nei vari con­flit­ti) vuole dire andare incon­tro ad un delu­sione assi­cu­ra­ta: molto meglio allo­ra cer­care di capire le ragioni del pre­sente, mag­a­ri per evitare di ripetere in futuro errori tragi­ci. Per­ché se una riv­o­luzione non inseg­na qual­cosa, che riv­o­luzione è?

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Ovvi­a­mente soprav­vive anco­ra anche un altro Viet­nam, quel­lo stu­pen­do e affasci­nante del­la vec­chia Indoci­na, delle tribù del Nord dalle tradizioni mil­lenar­ie, dei tem­pli e delle pagode, dei mer­cati gal­leg­gianti nel delta del Mekong, delle risaie geo­met­riche con le con­ta­dine dai cap­pel­li coni­ci di paglia, i bufali che tira­no gli ara­tri, gli uomi­ni scalzi con i bilancieri sulle spalle, le spi­agge incan­tevoli e ster­mi­nate, le baie col­or smer­al­do pun­teggiate da isole e scogli, le giunche poli­crome dei pesca­tori. Due mon­di par­al­leli e com­ple­men­tari, almeno per il momen­to, ma entram­bi con tut­to il fas­ci­no dell’Oriente.

Il Viet­nam, grande più dell’Italia e abi­ta­to da 87 mil­ioni di per­sone con una den­sità ele­vatis­si­ma e rad­doppi­a­ta nell’ultimo mez­zo sec­o­lo, occu­pa il lato ori­en­tale del­la peniso­la indoci­nese con una for­ma ad S lun­ga 1.600 km; con­fi­na a nord con la Cina, a ovest con Laos e Cam­bo­gia e si affac­cia con 3.260 km di coste ad est sul Mar Cinese merid­ionale (gol­fo del Tonchi­no) e a sud sul gol­fo del Siam.

Per tre quar­ti mon­tu­oso, pre­sen­ta a nord mon­tagne alte oltre i 3.000 metri che lo sep­a­ra­no dal­l’Yun­nan cinese e dal Laos. Le foreste trop­i­cali plu­vi­ali, dove vivono orsi, ele­fan­ti, cervi, tigri, leop­ar­di e scim­mie, un tem­po assai estese e rigogliose ora occu­pano meno del 30 %. Il ter­ri­to­rio pro­tet­to copre il 4,2 % con 5 parchi nazion­ali e 87 ris­erve. L’Unesco riconosce 5 siti e 6 ris­erve del­la bios­fera.

La mor­folo­gia piut­tosto varia com­prende tre diverse regioni: l’ampio nord, cul­la del­la civiltà Viet, attorno al baci­no del fiume Rosso, la stret­ta striscia costiera cen­trale, e la fer­tile Cocinci­na a sud con la fer­tile pia­nu­ra sul delta del Mekong.

Anche il cli­ma mon­son­i­co varia di parec­chio in con­nes­sione con la geografia. L’economia si basa soprat­tut­to su agri­coltura e pesca, pri­mo pro­dut­tore al mon­do di riso, con frut­ti trop­i­cali a noi del tut­to sconosciu­ti.

La stra­grande mag­gio­ran­za di etnia e lin­gua viet­na­mi­ta prat­i­ca una reli­gione sin­cret­i­ca, dove si mescolano bud­dis­mo, tao­is­mo, con­fu­cianes­i­mo e ani­mis­mo, nata nel II sec.
Oltre 5 mil­ioni apparten­gono a mino­ranze etniche, stanzi­ate soprat­tut­to sulle imper­vie mon­tagne del nord, di orig­i­ni, lin­gua e prove­nien­za diver­sa, apparte­nen­ti a 53 dif­fer­en­ti etnie Kmer, tibetane, cine­si, thai, e altro: sono ani­misti e antigov­er­na­tivi, prat­i­cano una prim­i­ti­va agri­coltura semi­no­made che com­prende oppio e mar­i­jua­na e cus­todis­cono gelosa­mente le pro­prie tradizioni e cul­ture ataviche rif­lesse nell’abbigliamento, con cos­tu­mi pecu­liari che li con­trad­dis­tin­guono.

Un pos­si­bile itin­er­ario parte da Hanoi, la sev­era cap­i­tale del nord bel­la metropoli con un mil­len­nio di sto­ria alle spalle, che con­ser­va anco­ra le carat­ter­is­tiche architet­toniche colo­niali france­si d’inizio ‘900, fuci­na del­la mit­i­ca guer­riglia antifrancese, anti­giap­ponese e anti­amer­i­cana di Hồ Chí Minh che ha por­ta­to alla lib­er­azione e all’unificazione del Paese.

Ci si spos­ta quin­di tra le mon­tagne del nord, al con­fine con Cina e Laos, per vis­itare i vil­lag­gi e i col­ori­ti mer­cati di alcune mino­ranze etniche. Tra risaie si rag­giunge la scenografi­ca baia di Halong, pun­teggia­ta da migli­a­ia d’iso­lette e faraglioni, dor­men­do una notte in giun­ca per esplo­rar­la, quin­di Hoa Lu, carat­ter­iz­za­ta da curiose for­mazioni roc­ciose pun­teggiate da grotte.

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In aereo si rag­giunge Danang, con i resti dell’antica civiltà Cham, poi il por­to di Hoi An con gli edi­fi­ci di stile cinese a tes­ti­mo­ni­an­za del suo impor­tante pas­sato mer­can­tile, quin­di Hue, l’antica cap­i­tale impe­ri­ale del­la dinas­tia Nguyen dichiara­ta dall’Unesco pat­ri­mo­nio dell’umanità, con le splen­dide tombe degli imper­a­tori, le raf­fi­nate pagode e i resti del­la cit­tadel­la.

In volo si rag­giunge infine Ho Chi Minh City, la vec­chia Saigon cap­i­tale del sud, la mag­giore cit­tà viet­na­mi­ta costru­i­ta rical­can­do le metropoli france­si, al cen­tro di una pia­nu­ra non trop­po lon­tana dal mare, da dove si com­pirà un’escursione in bat­tel­lo nel carat­ter­is­ti­co delta del Mekong e poi una visi­ta al curioso mer­ca­to gal­leg­giante di Cai Rang.

L’operatore milanese “I Viag­gi di Mau­r­izio Levi” (tel. 02 34 93 45 28, www.viaggilevi.com), spe­cial­iz­za­to in tur­is­mo cul­tur­ale di scop­er­ta etno­grafi­ca, pro­pone in Viet­nam un tour di 15 giorni ded­i­ca­to alle prin­ci­pali attrazioni da nord a sud.

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Per infor­mazioni: I Viag­gi di Mau­r­izio Levi, tel. 02 34934528, sito www.viaggilevi.com e mail  info@viaggilevi.com

Gia­co­mo Dane­si

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