Madri, mogli, fidanzate e fans dietro le fatiche dei «bissaioli»

Cosa si respira ogni volta che si disputa una regata sul lago

23/08/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Una mag­i­ca ser­a­ta, tra­volti dai fans delle bisse, le barche da rega­ta dal­la rema­ta alla vene­ta. Un tifo per lo più al fem­minile fat­to di madri, mogli, fidan­zate e gio­vani ammi­ra­tri­ci, che ogni saba­to sera sono al segui­to del­la carovana dei rema­tori che si spos­ta da un cen­tro all’altro del lago di Gar­da. Assiepano il lun­go­la­go, cer­can­do il pos­to migliore, più vici­no all’acqua per far­si sen­tire e incor­ag­gia­re i pro­pri beni­ami­ni. Alcune si occu­pano dei riforn­i­men­ti per rifocil­lare gli atleti alla con­clu­sione di ogni sfi­da remiera. Altre invece, le mogli più gio­vani, aspet­tano invece che tut­to sia fini­to per pas­sare ai padri i figli gio­vanis­si­mi anco­ra in passeg­gi­no. «Sono dieci anni che non per­do una rega­ta», dice Marzia Bon­gio­van­ni, moglie di Mau­ro Faraoni, il rema­tore di Gar­da da un decen­nio al ter­zo remo sul­la bis­sa Bar­dolino, «e tutte le volte è la stes­sa appren­sione fino a che la rega­ta non finisce». Non è anda­ta pro­prio bene ques­ta vol­ta? «Non direi vis­to che sono sta­ti bat­tuti per poco. Sicu­ra­mente sarebbe anda­ta meglio se Mau­ro non si fos­se fat­to male al ginoc­chio. Non ha parte­ci­pa­to nem­meno al palio dell’Assunta di Gar­da per essere in for­ma per ques­ta penul­ti­ma sfi­da. Ci rifare­mo saba­to prossi­mo in modo da con­clud­ere il cam­pi­ona­to al sec­on­do pos­to». Annuisce la figlia Fed­er­i­ca che di anni ne ha undi­ci e si fa sen­tire non poco quan­do fa scattare, nei momen­ti cru­ciali del­la rega­ta, la sua trom­bet­ta-spray. «Non la las­cio mai per­ché è un portafor­tu­na», sostiene Fed­er­i­ca «e papà dice di sen­tir­la per il suono diver­so dalle altre». Com­pi­to ben pre­ciso invece quel­lo di Fioren­za, la moglie di Luciano Mon­tre­sor il diret­tore sporti­vo delle bisse del Cen­tro nau­ti­co bar­do­linese, preparare i dol­ci per ogni fine rega­ta. Da con­sumar­si per lo più in pie­di alla luce di un lam­pi­one su un qual­si­asi lun­go­la­go oppure all’angolo del parcheg­gio ove viene sis­tem­a­ta l’auto appog­gio con viveri e bevande. È uno sport povero e ognuno si arran­gia come può. «Voglio bene ai ragazzi», ammette Fioren­za ‚«come fos­sero miei figli». Non c’è da stupir­si che sia con­trac­cam­bi­a­ta viste le spe­cial­ità che sfor­na ogni saba­to. «Ques­ta alla cioc­co­la­ta l’ho prepara­ta ven­erdì sera», dice men­tre la taglia, «l’altra ques­ta mat­ti­na presto». Un hap­pen­ing nel­la sede del Cen­tro nau­ti­co in via Pre­ite ques­ta vol­ta, data la cir­costan­za che si è regata­ta nelle acque di casa con pre­sente assieme a tut­ti gli otto rema­tori e mogli del pres­i­dente del cen­tro Pier­lui­gi Poz­zani e gli stret­ti col­lab­o­ra­tori. Al par­co di Vil­la Bot­tag­i­sio Car­rara dove i rema­tori di Gar­da stan­no con­suman­do un pani­no pri­ma del­la pre­mi­azione ci sono anche Clau­dia e Glo­ria due gemelle dician­noven­ni dai capel­li scuri la pri­ma e bion­di l’altra. Alle bisse si inter­es­sano da solo un paio d’anni da quan­do i loro boys han­no incom­in­ci­a­to a remare. «Non è che li seguiamo sem­pre come vor­rem­mo», sospi­ra Clau­dia ‚«diven­ta trop­po impeg­na­ti­vo spostar­si sull’altra spon­da del lago. Vedremo se sarà pos­si­bile il prossi­mo anno». C’è fes­ta intorno all’Ichtya usci­ta vin­cente e pronta a sfer­rare, saba­to prossi­mo, il colpo finale per con­quistare per il sec­on­do anno con­sec­u­ti­vo la Bandiera del lago. Simona Mat­tei moglie del rema­tore Pao­lo Tac­coni non si fa trasportare più di tan­to dal­la gioia del grup­po. «Sarà meglio aspettare la con­clu­sione del cam­pi­ona­to», sot­to­lin­ea , «per non rimanere delusi. Se andrà tut­to bene, allo­ra si che sarà fes­ta grande».

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