Il circuito dove a settembre si correrà il mondiale di Formula Uno si rinnova grazie al progettista Pancera

«Così ho rifatto le chicane di Monza»

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Di Luca Delpozzo

Pri­ma e sec­on­da chi­cane rifat­te. Anco­ra una vol­ta il cir­cuito di Mon­za, inser­i­to nel cal­en­dario del cam­pi­ona­to del mon­do di For­mu­la Uno, si pre­sen­terà diver­so ai piloti che, i pri­mi di set­tem­bre, pren­der­an­no il via per la set­tan­tunes­i­ma edi­zione del gran pre­mio alle porte di Milano. Moti­vo? Esi­gen­ze di sicurez­za, spie­gano i tec­ni­ci e i com­men­ta­tori più vici­ni al mon­do delle corse, per una pista tra le più veloci dell’intero cir­cuito del­la For­mu­la Uno che, dopo gli ulti­mi lavori ter­mi­nati a fine luglio, non sarà più la stes­sa. Artefice del nuo­vo look, se così lo si può definire, è Anto­nio Pancera, topografo prog­et­tista di 56 anni res­i­dente a Peschiera del Gar­da da sem­pre. È lui, un aril­i­cense d’origine, ad aver dis­eg­na­to sul­la car­ta le due mod­i­fiche sostanziali del cir­cuito, di cui tan­to si sta dis­cu­ten­do e di cui la stam­pa spe­cial­iz­za­ta ha già ampli­a­mente illus­tra­to le carat­ter­is­tiche tec­niche. Un vet­er­a­no di Mon­za, si può dire, già artefice dei prog­et­ti per la revi­sione del­la sec­on­da di Lesmo e del cur­vone a pochi mesi dal­la morte di Ayr­ton Senna.

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