Studio del politecnico di Milano sulla Penisola assediata dalle auto e dai pullman. Ora si cercano le soluzioni. Ventimila turisti la domenica. Che fare? Stop alle auto, più navette e posteggi

Così il centro soffoca di traffico

26/02/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Le soluzioni per­ché il cen­tro stori­co di Sirmione pos­sa soprav­vi­vere ad un des­ti­no, che non è cer­to ottimisti­co, ci sono. Ma ci vuole una buona dose di cor­ag­gio e, soprat­tut­to, lan­cia­re una sfi­da. Per­ché si trat­ta di scegliere una vocazione tur­is­ti­ca di élite ? e allo­ra occor­rerà appli­care restrizioni ed incre­men­ti tar­if­fari tali da scor­ag­gia­re il tur­ista “mor­di e fug­gi” ? oppure di con­tin­uare la filosofia dei pic­coli inter­ven­ti di sal­va­guardia che, però, rin­vierebbe solo il prob­le­ma. Quale futuro, dunque, aspet­ta il tur­is­mo di Sirmione? L’altra sera l’équipe del grup­po Poliedra del Politec­ni­co di , con la col­lab­o­razione del Cra di Sirmione, ha pre­sen­ta­to lo stu­dio «Sfi­da», acron­i­mo di «Sis­tema final­iz­za­to all’integrazione del­la dimen­sione ambi­en­tale — che com­prende anche i comu­ni di Poz­zolen­go e Padenghe -. Uno stu­dio che ha mes­so sul tap­peto, a dis­po­sizione del Comune, una serie di dati sta­tis­ti­ci indica­tivi frut­to di elab­o­razioni for­nite da vari inter­locu­tori. Ebbene, nelle domeniche di pun­ta del­la sta­gione pri­maver­ile si river­sano sui soli parcheg­gi a paga­men­to 90 bus, 3500 auto con un tem­po medio di 2 ore e mez­za, 60 camper. I mesi di mag­gior afflus­so sono luglio e agos­to, con prevalen­za di auto pri­vate e trasporto con i bat­tel­li del­la “”, a seguire i fine set­ti­mana da aprile a giug­no e in set­tem­bre con prevalen­za di pull­man. Nelle domeniche di pri­mav­era si cal­co­la che arrivano nel cen­tro stori­co di Sirmione ben 20 mila tur­isti, dis­tribuiti in tre fasce tur­is­tiche: gior­nalieri, stanziali e pos­ses­sori di sec­onde case. Insom­ma, un formi­caio che si muove in lun­go e in largo nelle uniche due stra­dine (via Vit­to­rio Emanuele e via Piana). E’ per queste ragioni che il bor­go anti­co cade spesse volte nel col­las­so se non addirit­tura in uno sta­to comatoso con prob­le­mi di sicurez­za, di ordine pub­bli­co e di vivi­bil­ità. Nel cen­tro poi ci sono 1600 posti let­to in strut­ture alberghiere, e 1500 lavo­ra­tori, for­n­i­tori di mer­ci e servizi e 300 res­i­den­ti che van­no ad aggre­gar­si al formi­caio di tur­isti gior­nalieri. Ma adesso vedi­amo, sec­on­do lo stu­dio di «Sfi­da», come ci si arri­va nel cen­tro del­la local­ità in una domeni­ca di pun­ta. Almeno 10 mila in auto, 3.500 in pull­man, altri mille con la Nav­i­gar­da, 2.000 a bor­do di natan­ti, 500 con camper, bici­clette, moto, e, infine, 2.500 con le navette di col­lega­men­to. Numeri, dunque, mostru­osi per­ché bisogna ten­er con­to che tra il Castel­lo e pun­ta Staffa­lo c’è uno spazio ridot­tis­si­mo sia per i veicoli sia per i pedoni. Già per­ché un tur­ista rara­mente sceglie una local­ità di vil­leg­giatu­ra che somiglia più ad una bol­gia che ad una stazione cli­mat­i­ca e rilas­sante. Ecco­lo, dunque, il ris­chio che Sirmione mag­gior­mente corre e su cui ammin­is­tra­tori, asso­ci­azioni di cat­e­go­ria, cit­ta­di­ni devono riflet­tere. Ci sono, però, pos­si­bili azioni per scor­ag­gia­re l’afflusso dis­or­di­na­to di tur­isti, per sal­vare il ter­ri­to­rio e l’ambiente di Sirmione. Tutte soluzioni sulle quali si aprirà cer­ta­mente un dibat­ti­to, comunque, non facile. Per esem­pio, intro­ducen­do mis­ure rigide negli acces­si di veicoli, aumen­tan­do le tar­iffe di sos­ta, vietan­do l’accesso alle auto di pos­ses­sori di sec­onde case, dei cli­en­ti di alberghi, dei lavo­ra­tori, e con­sen­ten­do­lo invece ai soli res­i­den­ti purchè dotati di parcheg­gio pri­va­to. Il tut­to, però, real­iz­zan­do parcheg­gi, poten­zian­do il trasporto col­let­ti­vo con bus elet­tri­ci e navette, oltre che con moto­scafi poco inquinanti.

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