Fernando Sanson presidente della Catullo spegne le polemiche sullo scalo. Obbiettivo fissato: 300 mila passeggeri nel corso del 2001

«Così il D’Annunzio decollerà»

24/03/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
G. Paolo Laffranchi

Roma e Lon­dra, char­ter e low cost, sca­lo mer­ci e vig­ili del fuo­co. Impeg­ni già pre­si e tra­guar­di da rag­giun­gere: Cat­ul­lo dice sì a tut­to. I tem­pi? Vari­abili, ma all’insegna del «pri­ma è meglio». Mon­tichiari vuol crescere e crescerà. Paro­la di Fer­nan­do San­son. Il pres­i­dente del­la soci­età che gestisce gli aero­por­ti di Verona e Bres­cia smorza le polemiche. Pun­to pri­mo: Mon­tichiari non smo­bili­ta, né si ridi­men­siona. «Gli obbi­et­tivi strate­gi­ci sono gli stes­si di quan­do siamo par­ti­ti». Per questo il D’Annunzio non rischia di perdere Roma. «Ci siamo mossi con sei mesi d’anticipo, non appe­na abbi­amo avu­to sen­tore delle inten­zioni di . Il suo pos­to non resterà vacante. Il prob­le­ma è il tipo d’aereo: per ques­ta lin­ea l’ideale sono 60–100 posti. Tro­ver­e­mo la soluzione gius­ta. Mon­tichiari con­serverà Roma così come Lon­dra e i voli a bas­so cos­to. Mi dispi­ace che la abbia scel­to Charleroi come base euro­pea: evi­den­te­mente i bel­gi han­no fat­to pon­ti d’oro… Spet­terà alle autorità comu­ni­tarie ver­i­fi­care che lo Sta­to bel­ga non abbia con­tribuito in modo deter­mi­nante». Il 30 mar­zo è in cal­en­dario a Verona un’assemblea stra­or­di­nar­ia per intro­durre nel­lo statu­to del­la Cat­ul­lo Spa le mod­i­fiche nec­es­sarie ad avviare un proces­so di pri­va­tiz­zazione. Con­dizione indis­pens­abile per una vera attiv­ità impren­di­to­ri­ale, «pun­to di parten­za per pro­gram­mare gli inves­ti­men­ti» a Mon­tichiari come a Vil­lafran­ca, è la trasfor­mazione del­la ges­tione aero­por­tuale da parziale e pre­caria in totale. Il pas­sag­gio sem­bra ormai immi­nente, annun­ci­a­to dall’atto di ind­i­riz­zo con cui il min­istro dei Trasporti Pier­lui­gi Bersani ha per­me­s­so all’Enac (Ente nazionale avi­azione civile) di definire in tem­pi rapi­di le modal­ità per il trasfer­i­men­to dei servizi dal­lo Sta­to ai pri­vati. L’autorizzazione uffi­ciale del diret­tore gen­erale Pier­lui­gi Di Pal­ma è atte­sa per i pri­mi di aprile, anche se San­son non si illude: «Nel luglio scor­so Bersani mi disse che era ques­tione di set­ti­mane… Siamo in mar­zo: aspet­to anco­ra buone notizie». Entro fine mese dovrebbe lib­er­ar­si il grande hangar vici­no allo sca­lo di Mon­tichiari, fino­ra dell’Esercito (che sta com­ple­tan­do il trasfer­i­men­to). «Gli spazi sono impor­tan­ti per creare il cen­tro car­go che rien­tra nelle nos­tre strate­gie — dice San­son — ma da soli non baster­an­no. All’Ascab e agli spedi­zion­ieri dico che man­ter­re­mo l’impegno di creare uno sca­lo mer­ci, ma le cose non nascono di pun­to in bian­co dal­la sera alla mat­ti­na. Sarà fon­da­men­tale l’apporto di un part­ner tec­ni­co e oper­a­ti­vo. Lo sceglierà la soci­età che avrà in ges­tione il D’Annunzio». Un mese fa l’aeroporto di Mon­tichiari si ritrova­va par­al­iz­za­to per una pom­pa guas­ta. «Un para­dos­so, con­sid­er­a­to che siamo gli uni­ci in Italia a pagare 150 mil­ioni al mese di tas­ca nos­tra per i Vig­ili del fuo­co». I quali fan­no gli stra­or­di­nari per garan­tire due turni di servizio (a turno 8 per gli Atr, 12 per gli Air­bus). A fine mag­gio, mas­si­mo a giug­no dovreb­bero arrivare i 48 Vig­ili del fuo­co pagati dal min­is­tero dell’Interno. «Qual­cuno però mi dovrà spie­gare per­ché li ha già ottenu­ti Cuneo, che fa 18 mila passeg­geri all’anno… Non mi spaven­tano gli inves­ti­men­ti — spie­ga San­son — quan­to gli oneri impro­pri: per il Cat­ul­lo sono 5 mil­iar­di all’anno. Un’enormità». Nel 2000 Mon­tichiari ha total­iz­za­to 164.804 passeg­geri (545 in tran­si­to, 34.615 di char­ter). Il tra­guar­do per il 2001 è fis­sato a 300 mila (100 mila su char­ter): la quo­ta dal­la quale partì la grande cor­sa di Verona nel lon­tano 1986. L’anno scor­so il Cat­ul­lo ha super­a­to i fatidi­ci due mil­ioni, con un 23 per cen­to di aumen­to rispet­to al ’99. Pre­dom­i­nan­ti i voli inter­nazion­ali, con 1.359.142 passeg­geri (455.919 di lin­ea). Il sis­tema del Gar­da si è così ass­es­ta­to al ter­zo pos­to in Italia (dopo Roma e ) per i voli char­ter. «Mon­tichiari non sarà una copia di Verona — pre­cisa San­son -. Sen­za dimen­ti­care i voli di lin­ea, pun­ter­e­mo molto sui char­ter. Li fare­mo crescere con i tour oper­a­tor, sfrut­tan­do il mar­chio di qual­ità che abbi­amo dimostra­to di mer­itare negli anni. Un mar­chio che diven­terà anche mon­te­clarense». Bres­ciano di luo­go e di scopi, il D’Annunzio resterà comunque a denom­i­nazione d’origine vene­ta. « Le polemiche non fan­no bene a nes­suno e io non ne ho mai fat­te. A volte bas­ta conoscere i prob­le­mi da vici­no per capire meglio tut­ti i pun­ti di vista. Sono con­vin­to che Bres­cia e Verona vol­er­an­no in alto insieme, anche se mi pre­oc­cu­pa la cresci­ta annun­ci­a­ta di Linate. Berg­amo ne risen­tirà sicu­ra­mente. Spero non suc­ce­da la stes­sa cosa anche a noi». Mon­tichiari spic­cherà il volo ad alta quo­ta, anche se San­son non nega le dis­cus­sioni con Provin­cia e Cam­era di Com­mer­cio di Bres­cia. «Forse i ver­ti­ci bres­ciani ave­vano sot­to­va­l­u­ta­to certe ques­tioni, cre­den­do a promesse che non mi han­no mai incan­ta­to… Ma bas­ta capir­si. In questo momen­to — assi­cu­ra il pres­i­dente del­la Cat­ul­lo — la mia inten­zione è una sola: ved­er nascere quan­to pri­ma la soci­età di ges­tione del D’Annunzio. Per con­to mio sarà cos­ti­tui­ta già il giorno dopo il rilas­cio del­la ges­tione totale. I soci che affi­ancher­an­no il Bro­let­to e la Cam­era di Com­mer­cio a Bres­cia dovran­no avere un know-how impor­tante, ma non abbi­amo preclu­sioni. Poi toc­cherà alla nuo­va com­pagine fare le sue scelte strategiche».

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