I progetti cofinanziati dalla Regione Veneto: ancora senza telecamere Torri, Brenzone e San Zeno di Montagna. I sindaci: «Ora servono anche più forze dell’ordine»

Così il lago è videosorvegliato

Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

C’è bisog­no di mag­giore sicurez­za nei pae­si del lago di Gar­da e scat­ta la cor­sa alle tele­camere. Per capire che, specie durante i mesi tra aprile e set­tem­bre, l’area lacus­tre non si sen­ta tran­quil­la dal pun­to di vista del­la sicurez­za bas­ta guardare i numeri dei fur­ti e dei reati commes­si in cias­cun cen­tro riv­ieras­co. Inoltre, a con­fer­ma di un malessere pre­sente tra la popo­lazione, basti sapere che in prat­i­ca tut­ti i sin­daci del­la spon­da veronese han­no pre­sen­ta­to alla Regione un «prog­et­to sicurez­za» con cui inten­dono dotar­si di un impianto di videosorveg­lian­za, o ampli­ar­lo, oltre che ottenere una mag­giore pre­sen­za di agen­ti di polizia munic­i­pale. Da Venezia, pro­prio in questi giorni, stan­no arrivan­do nei municipi del lago le let­tere che con­fer­mano la pos­si­bil­ità di accedere a con­tribu­ti per miglio­rare la sicurez­za. «Nel com­p­lesso», dice l’assessore regionale alla sicurez­za, il veronese Mas­si­mo Gior­get­ti, «la direzione sicurez­za pub­bli­ca e flus­si migra­tori ha stanzi­a­to due mil­ioni e 333 mila euro di con­tribu­ti, per finanziare 38 prog­et­ti in tut­to il Vene­to. Sono tut­ti prog­et­ti pro­posti da sin­goli Comu­ni o da loro con­sorzi. Di questi, 11 riguardano Verona e provin­cia, dove arriver­an­no nel com­p­lesso 880 mila euro». Ma ecco, nel det­taglio da sud a nord, nei pae­si del Gar­da chi ha richiesto ma non ha potu­to ottenere e chi sarà invece a ben­e­fi­cia­re dei sol­di. A Peschiera andran­no 19.440 euro, a fronte di una spe­sa totale di 64.800, a Bar­dolino 80 mila euro, a fronte di un cos­to di 178.316 euro, a Tor­ri del Bena­co 81 mila, a fronte di 183 mila, a Mal­ce­sine 43.750 euro, a fronte di 87.500. «Ciò che questi qual­i­f­i­can­ti prog­et­ti mira­no a con­trastare», con­clude l’esponente scaligero di An, «sono gli episo­di di micro­crim­i­nal­ità, che sono odiosi per i cit­ta­di­ni e che dan­no sen­so di insi­curez­za a res­i­den­ti e tur­isti. Dap­per­tut­to c’è sta­ta una richi­es­ta per l’installazione di tele­camere fisse per la videosorveg­lian­za, impor­tante non solo per pre­venire e dis­suadere dal com­met­tere reati, ma pure per smascher­are colpevoli, a fronte del notev­ole incre­men­to tur­is­ti­co che l’area del Gar­da subisce durante la sta­gione tur­is­ti­ca». Una scelta polit­i­ca, insom­ma, che alcu­ni sin­daci del­la spon­da veronese lacus­tre han­no deciso di fare ora e che altri ave­vano fat­to da tem­po. Per esem­pio, a Gar­da e Lazise già sono attivi impianti di videosorveg­lian­za e le ammin­is­trazioni han­no chiesto, rispet­ti­va­mente, il com­ple­ta­men­to e l’incremento del prog­et­to. Neo­fi­ti dell’occhio elet­tron­i­co sareb­bero dovu­ti essere Bren­zone e San Zeno di Mon­tagna. Purtrop­po Gar­da, Bren­zone e San Zeno non potran­no usufruire di con­tribu­ti quest’anno per­ché le domande sono arrivate fuori ter­mine. Caso a sé è il prog­et­to di Lazise, non è ammis­si­bile per­ché pros­e­cuzione di prog­et­ti già finanziati dal­la Regione nel 2004. «Quest’anno», con­fer­mano da Venezia, «le richi­este e i prog­et­ti sareb­bero dovu­ti per­venire in Regione entro una cer­ta data e, a dif­feren­za del­lo scor­so anno, a fare fede non era il tim­bro postale ma l’arrivo delle pratiche negli uffi­ci». Men­tre gli uffi­ci di Tor­ri si stan­no impeg­nan­do per trovare i 100 mila euro nec­es­sari, oltre al con­trib­u­to regionale, per dare cor­so al prog­et­to sicurez­za, sod­dis­fazione per il con­trib­u­to viene espres­sa dai sin­daci di Peschiera, Bar­dolino e Mal­ce­sine. «A Bar­dolino», dice Pietro Meschi, «il prog­et­to è un com­ple­ta­men­to di quan­to già esiste nel cen­tro stori­co. Vor­rem­mo piaz­zare tele­camere anche agli ingres­si del paese e nelle frazioni. Questo stru­men­to è un otti­mo deter­rente per i fur­ti e con­trasta benis­si­mo anche quel­la che è la vera emer­gen­za per noi, cioè gli atti van­dali­ci. Inoltre dare­mo il tele­laser alla polizia munic­i­pale e pre­si­dier­e­mo le strade per fare pre­ven­zione fino alle cinque del mat­ti­no nei week end estivi». Sul­la stes­sa lunghez­za d’onda , Peschiera: «Da tem­po abbi­amo instal­la­to sette tele­camere sia sul lun­go­la­go che ai mar­gi­ni esterni del paese. Siamo l’unico comune che sta adot­tan­do queste mis­ure anche con­tro la pros­ti­tuzione. Dob­bi­amo com­pletare il prog­et­to nel trat­to che va da San Benedet­to a Sirmione. Serve un’ulteriore pre­sen­za sul ter­ri­to­rio di vig­ili, polizia e . Questi sol­di sono d’aiuto». Infine, Giuseppe Lom­bar­di: «A Mal­ce­sine il prob­le­ma prin­ci­pale è il van­dal­is­mo. Met­ter­e­mo tele­camere all’uscita dei parcheg­gi di piaz­za Statu­to e Cam­po Grande». Il sin­da­co lan­cia un appel­lo: «Le tele­camere da sole non bas­tano. A Mal­ce­sine serve un incre­men­to dei cara­binieri che, nel­la locale stazione, sono insufficienti».