Apre sabato, con inaugurazione alle 11 in Rocca, la mostra "Culti nella preistoria delle Alpi", una raccolta di reperti e documenta-zioni interamente dedicati alla civiltà preistorica lungo l'arco alpino

Così pregavano i nostri antenati

07/06/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
D.P.

Qua­si un’an­tepri­ma di ciò che sarà, a breve, la sezione arche­o­log­i­ca per­ma­nente del Civi­co rivano. Apre infat­ti saba­to, con inau­gu­razione alle 11 in Roc­ca, la mostra “Cul­ti nel­la preis­to­ria delle Alpi”, una rac­col­ta di reper­ti e doc­u­men­ta-zioni intera­mente ded­i­cati alla civiltà preis­tor­i­ca lun­go l’ar­co alpino. La mostra ha già avu­to altre tappe in Italia e nei pae­si che si affac­ciano sulle Alpi, ed ora appro­da a Riva in una ver­sione riv­ista e cor­ret­ta per ren­der­la più vic­i­na alla realtà sto-rica ed arche­o­log­i­ca del­la nos­tra zona. Cir­ca 500 i reper­ti in mostra prove­ni­en­ti da diciot­to musei di Aus­tria, Ger­ma­nia, Liecht­en­stein, Svizzera e Italia. L’in­ter­esse per il nos­tro pat­ri­mo­nio arche­o­logi­co è notev­ole ed è cresci­u­to negli ulti­mi anni gra­zie a nuove cam­pagne di sca­vo come di quel­la di monte S. Mar­ti­no, tra Campi e Pran­zo, dove si con­ser­va quel­la che gli esper­ti anco­ra oggi definis­cono la più grande cit­tadel­la reti­co-romana delle Alpi. La mostra pro­pone un viag­gio ide­ale che esplo­ra gli aspet­ti ide­o­logi­ci, reli­giosi e cul­tuali delle popo­lazioni del­la tar­da età del Bron­zo alla rman­iz­zazione (pri­mo sec­o­lo a.C.). Ogget­ti votivi, immag­i­ni e ricostruzioni dei luoghi di cul­to e le poche (e per questo preziose) iscrizioni retiche e venetiche sono “le chi­avi” con le quali l’arche­olo­gia ten­ta di pen­e­trare nel­la sfera imma­te­ri­ale del­la vita di uomi­ni e donne che non han­no las­ci­a­to memo­ria scrit­ta di sé e del­la pro­pria visione del mon­do ter­reno e ultra­ter­reno. Si indi­vid­u­ano le forme tipiche del cul­to in luoghi votivi legati alle vette, all’ac­qua, al fuo­co, da cui appare imme­di­ata­mente il legame con un ambi­ente non facile da dom­inare. L’edi­zione rivana del­la mostra è sta­ta ampli­a­ta per evi­den­ziare ulte­ri­or­mente le te-sti­mo­ni­anze tren­tine e in par­ti­co­lare locali: dagli eccezion­ali rin­ven­i­men­ti delle stat­ue stele di Arco, ai reper­ti di S.Martino. Il Museo orga­niz­za anche altre inizia­tive di con­torno: attiv­ità didat­ti­ca per i bam­bi­ni, , un ciclo di con­feren­ze per l’es­tate. Men­tre a S. Mar­ti­no si ricom­in­cerà a scavare.

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