Procedono nei tempi previsti le opere di restauro della Chiesa madre. Nuovi interventi nel 2009

Così rifiorisce il Duomo

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Altro che fab­bri­ca di San Pietro. Per il restau­ro del Duo­mo di Desen­zano i lavori stan­no proce­den­do a pieno rit­mo nel rispet­to del pro­gram­ma pre­sen­ta­to ad aprile: con­sol­i­da­men­to strut­turale del­la cupo­la e del­la cap­pel­la del San­tis­si­mo, rifaci­men­to e restau­ro del­la fac­cia­ta, inizio del restau­ro dell’organo dei fratel­li Serassi.Entro fine mese, infat­ti, ver­ran­no tolte le impal­ca­ture e i teloni che coprono la chiesa madre del­la cit­tad­i­na, con­sacra­ta nel 1611 ma risalente a qualche sec­o­lo pri­ma (il duo­mo venne costru­ito per gra­di su un’antica pieve). Poi il 6 dicem­bre si ter­rà un solenne con­cer­to augu­rale all’interno del­la chiesa, che sarà anche l’occasione per illus­trare gli inter­ven­ti pre­visti nel 2009.INTANTO, i lavori fino­ra real­iz­za­ti han­no fat­to venire alla luce qualche sor­pre­sa. Come spie­ga a Bres­ciaog­gi l’architetto Gualtiero Rizzi, che fa parte insieme all’architetto Vale­rio Tinazzi ed altri pro­fes­sion­isti del pool tec­ni­co incar­i­ca­to dei lavori, «dal­la parte sot­tostante la gron­da del cam­panile, la parte più vec­chia del­la chiesa risalente al 1504, è affio­ra­ta una zona affres­ca­ta risalente allo stes­so peri­o­do che ritrae, sem­bra, dei vasi e delle fiamme su un fon­do col­or rosso».«Sulla fac­cia­ta supe­ri­ore del cam­panile, che dà su piaz­za Malvezzi, nel togliere lo stra­to d’intonaco recente è inoltre com­par­so — aggiunge Rizzi — un dis­eg­no di col­or rosso che ripro­duce lo stem­ma di Desen­zano (scu­do con due torri)».Niente di eccezionale, si badi bene, ma non è improb­a­bile che con i lavori anco­ra da real­iz­zare non affiori anco­ra qualche altra sor­pre­sa, a tes­ti­mo­ni­an­za di cosa pos­sa con­ser­vare, oltre al già pingue pat­ri­mo­nio artis­ti­co e cul­tur­ale, il Duo­mo cittadino.RICORDIAMO infat­ti che vi sono con­ser­vate opere del Tiepo­lo, di Andrea Celesti, Pao­lo Veronese, e anco­ra di Domeni­co Cig­naroli e Dona­to Zenone. Pro­prio il prossi­mo anno l’agenda dei lavori prevede il restau­ro delle pareti e delle volte nuove: chissà cosa potrà anco­ra uscire.Il com­p­lesso delle opere di restau­ro dovreb­bero ter­minare nel 2011, anno in cui ricorre il quar­to cen­te­nario del­la con­sacrazione del Duo­mo. C’è da credere che il ruoli­no di mar­cia ver­rà rispet­ta­to gra­zie all’impegno del par­ro­co don Gio­van­ni Paset­to e del comi­ta­to cit­tadi­no.