Appuntamento la prossima estate per il completamento del restauro del gioiello architettonico di Maderno, danneggiato dal terremoto del 2004

Così Sant’Andreatornerà a brillare

18/09/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Attilio Mazza

Sarà ria­per­ta entro la prossi­ma estate, dopo i restau­ri, la pieve di San­t’An­drea di Mader­no, il più impor­tante mon­u­men­to roman­i­co del­la Riv­iera e uno dei mas­si­mi esem­pi di architet­tura roman­i­ca-lom­bar­da. Venne fon­da­ta intorno all’XI sec­o­lo sulle rovine di un tem­pio ded­i­ca­to ad Apollo.L’insigne mon­u­men­to è chiu­so dal­la notte del 24 novem­bre 2004 quan­do venne lesion­a­to dal ter­re­mo­to che dev­astò numerosi edi­fi­ci riv­ieraschi. Il sis­ma rov­inò, infat­ti, l’abside, le navate lat­er­ali, la pri­ma cam­pa­ta e altre strut­ture. Per ques­ta ragione la chiesa è sta­ta dichiara­ta inag­i­bile, come avverte una scrit­ta aff­is­sa sul­la grande porta.«LA PARROCCHIA ha ritenu­to di dare la prece­den­za, abbas­tan­za gius­ta­mente, al recu­pero del­la casa canon­i­ca — ha dichiara­to un pro­fes­sion­ista di Mader­no -. Il ter­re­mo­to ha impres­so alla chiesa qua­si una rotazione su se stes­sa e ha bisog­no di lega­men­ti interni; è proibito entrare fino al com­ple­to ripristi­no. E man­cano i sol­di. Mi chiedo per­ché non sia sta­ta anco­ra lan­ci­a­ta una pub­bli­ca sot­to­scrizione alla quale non mancherebbe, cre­do, l’adesione degli abitanti».Dal can­to suo il con­sigliere provin­ciale e sin­da­co di Toscolano Mader­no, Pao­lo Ele­na, con­fer­ma che è sta­to demanda­to alla par­roc­chia l’uso del finanzi­a­men­to stanzi­a­to dal­la e gesti­to dal­la Curia di Bres­cia per il ripristi­no degli edi­fi­ci sac­ri lesion­ati dal ter­re­mo­to del 2004.«SANTANDREA è un mon­u­men­to che deve essere ria­per­to anche per­ché si trat­ta di un edi­fi­cio sacro di grande inter­esse cul­tur­ale. Abbi­amo fat­to la pro­pos­ta al par­ro­co, don Leonar­do Fari­na, di parte­ci­pare all’onere del restau­ro. La disponi­bil­ità dell’Amministrazione è sta­ta bene accol­ta. I per­me­s­si, ci ha infor­ma­to il par­ro­co, sono già sta­ti rilas­ciati. I lavori potreb­bero iniziare entro la fine di quest’anno, e l’antica pieve con­ti­amo pos­sa essere ria­per­ta per l’estate prossima».Il ter­ri­to­rio del­la Riv­iera van­ta edi­fi­ci sac­ri che sono dei veri musei, non anco­ra adeguata­mente val­oriz­za­ti anche ai fini tur­is­ti­ci. Si pen­si al Duo­mo di Salò, sul quale sono sta­ti recen­te­mente pub­bli­cati gli stu­di di Mon­i­ca Ibsen; alla lumi­nosa chiesa set­te­cen­tesca di Gar­done Riv­iera, prog­et­ta­ta dal lonatese Pao­lo Sora­ti­ni, già risana­ta dai dan­ni del ter­re­mo­to, inseri­ta in un con­testo ambi­en­tale di par­ti­co­lare pre­gio e ric­ca di opere d’arte; alla stra­or­di­nar­ia pieve roman­i­ca di Mader­no, appun­to; alla par­roc­chiale di Toscolano, defini­ta «la Cap­pel­la Sisti­na» di Andrea Celesti, grande pit­tore veneziano che trascorse larga parte del­la sua esisten­za a Toscolano.E quan­ti desiderassero pro­l­un­gare l’itinerario potreb­bero rag­giun­gere Gargnano e ammi­rare, pro­prio all’inizio del paese, la super­stite fac­cia­ta roman­i­ca del­la chiesa di San Francesco e soprat­tut­to lo stra­or­di­nario chiostri­no del Due-Tre­cen­to che nei capitel­li di alcune colon­nine tra­man­da la tes­ti­mo­ni­an­za più anti­ca del­la cul­tura dei limoni sul Garda.«E’ UN PATRIMONIO da val­oriz­zare, nat­u­ral­mente in accor­do con le autorità reli­giose — affer­ma anco­ra Pao­lo Ele­na -. Si potrebbe creare addirit­tura un cir­cuito che sarebbe sicu­ra­mente apprez­za­to dai fruitori del tur­is­mo reli­gioso e cul­tur­ale. Pro­prio nell’ottica di offrire ai tur­isti la pos­si­bil­ità di conoscere il grande pat­ri­mo­nio stori­co del nos­tro ter­ri­to­rio, abbi­amo vara­to l’operazione di recu­pero del­la , attra­ver­so una Fon­dazione, inizia­ti­va che sta riscuo­ten­do un grande suc­ces­so, anche per quan­to con­cerne il numero dei visitatori».–Il Comune ha anche parte­ci­pa­to all’onere del restau­ro delle gran­di tele di Andrea Celesti.«ESATTAMENTE. Abbi­amo affi­an­ca­to il par­ro­co di Toscolano, don Faus­to Pran­del­li, e l’Associazione “Andrea Celesti”, di cui è pres­i­dente Anto­nio Foglio, recu­peran­do “La strage degli inno­cen­ti” e pub­bli­can­do il vol­ume edi­to pochi mesi fa, in giug­no, dal­la Grafo con la doc­u­men­tazione delle immag­i­ni del restau­ro accom­pa­g­nate dai testi di Giuseppe Fusari, Francesco De Leonardis e del­lo stes­so restau­ra­tore Gian Maria Casel­la che si può con­sid­er­are uno spe­cial­ista in mate­ria al quale era­no state affi­date in prece­den­za altre impor­tan­ti tele del Celesti che si ammi­ra­no sem­pre nel­la nos­tra chiesa parrocchiale».ANCHE ANDREA CELESTI, pit­tore stra­or­di­nario, è anco­ra da risco­prire con una grande mostra. Nacque a Venezia nel 1637 e la leggen­da vuole sia sta­to con­dan­na­to all’e­silio in Ter­ra fer­ma, sul lago di Gar­da, ai con­fi­ni del­la Repub­bli­ca, per aver dip­in­to, attorno al 1666, il doge Nicolò Seg­re­do con le orec­chie d’asino.La Riv­iera diven­tò così la sua nuo­va patria. Ormai cinquan­tenne, sposò a Toscolano la veneziana Mar­ti­na Davagni; suo com­pare d’anel­lo fu l’am­i­co Sci­p­i­one Delai per il quale dip­inse le gran­di tele di una sala che oggi purtrop­po non esiste più, sman­tel­la­ta alcu­ni decen­ni orsono.