I rappresentanti dell’Associazione geologica bresciana, con il prof. Piero Fiaccavento, hanno visitato le stazioni sismometriche sul monte San Bartolomeo di Salò e a Cima Rest di Magasa

Così si controllano i terremoti sul Garda

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Di Luca Delpozzo
se.za.

Sot­to la gui­da di Piero Fiac­caven­to, i rap­p­re­sen­tan­ti dell’Associazione geo­log­i­ca bres­ciana, diret­ta da Car­lo Fass­er, han­no vis­i­ta­to le due stazioni sis­mo­met­riche allestite dall’Istituto nazionale di geofisi­ca e vul­canolo­gia di Roma (Ingv) nel , per l’esattezza sul monte San Bar­tolomeo di Salò e a Cima Rest di Magasa.Il pro­gram­ma è sta­to ben arti­co­la­to e det­taglia­to. Fiac­caven­to ha descrit­to con dovizia di par­ti­co­lari gli stru­men­ti disponi­bili, e l’inserimento delle due stazioni a liv­el­lo nazionale. Assieme a Mario Ton­i­cel­li e a un col­lab­o­ra­tore, ha inoltre spie­ga­to le poten­zial­ità dell’Osservatorio astro­nom­i­co, mostran­do le attrez­za­ture, illus­tran­do il lavoro di mon­i­tor­ag­gio con la rel­a­ti­va doc­u­men­tazione archivis­ti­ca e fotografi­ca, for­nen­do pre­cisi chiari­men­ti. Prossi­mo appun­ta­men­to: quest’ estate, a Cima Rest, per dare un’occhiata al cielo e alle stelle.Sorto nel 1936, con decre­to leg­isla­ti­vo fir­ma­to da Gugliel­mo Mar­coni, allo­ra pres­i­dente del Con­siglio nazionale delle ricerche, nel 1999 l’Istituto nazionale di geofisi­ca ha allarga­to le com­pe­ten­ze alla vul­canolo­gia. Pro­muove attiv­ità di stu­dio, coor­di­na pro­gram­mi, svolge fun­zioni di con­trol­lo, for­nisce sup­por­to tec­ni­co alle ammin­is­trazioni pub­bliche, sorveg­lia il ter­ri­to­rio attra­ver­so una rete di sen­sori, col­le­gati in tem­po reale al cen­tro di acqui­sizione dati del­l’Eur, nel­la cap­i­tale. Lo scopo è duplice: comu­ni­care tem­pes­ti­va­mente alla la local­iz­zazione e l’en­tità di ogni even­to sis­mi­co; rac­cogliere infor­mazioni sci­en­ti­fiche di base per una migliore conoscen­za dei fenomeni.In totale le stazioni sono 180. Con­tengono un sen­sore, che trasfor­ma il movi­men­to del ter­reno in seg­nale elet­tri­co, suc­ces­si­va­mente ampli­fi­ca­to, e uti­liz­za­to per mod­u­lare una nota por­tante di fre­quen­za, com­pre­sa tra 600 e 3.060 Hz (ban­da fon­i­ca). Una stazione sis­mi­ca di buona sen­si­bil­ità deve pot­er reg­is­trare sia sposta­men­ti del ter­reno molto pic­coli, legati a ter­re­moti lon­tani, sia movi­men­ti più vis­tosi, che pos­sono rag­giun­gere veloc­ità del­l’or­dine dei centimetri/secondo. Anche il cam­po delle fre­quen­ze oscil­la tra le decine di Hertz e i milles­i­mi. Il col­lega­men­to tra San Bar­tolomeo di Salò e cima Rest con la cen­trale oper­a­ti­va di Roma è assi­cu­ra­to tramite satellite.

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