Venezia ha valutato una decina di proposte; ha vinto quella di quattro architetti di Rovigo e Roma. Lo studio di fattibilità che ha vinto il concorso regionale investe 32 miliardi

Così si rilancia l’economia del Baldo

05/05/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Antonella Traina

Un inves­ti­men­to di 32 mil­iar­di per lo svilup­po e la val­oriz­zazione del Monte e delle Pre­alpi garde­sane. L’ipotesi di spe­sa è con­tenu­ta in uno stu­dio di fat­tibil­ità che ha vin­to il ban­do di con­cor­so emana­to alla fine del­lo scor­so anno dal­la . Il prog­et­to è sta­to real­iz­za­to da una soci­età pro­fes­sion­ale com­pos­ta da quat­tro architet­ti, tre di Rovi­go e uno di Roma. «Al ban­do regionale ave­vano parte­ci­pa­to una deci­na di pro­fes­sion­isti», spie­ga Pao­lo Cat­toz­zo, uno degli architet­ti di Rovi­go, «e alla fine è sta­to scel­to il nos­tro elab­o­ra­to che ha già rice­vu­to l’approvazione da parte del Nucleo di val­u­tazione regionale. Attual­mente lo stu­dio dovrebbe essere in esame pres­so l’analogo ente nazionale che fa parte del Comi­ta­to inter­min­is­te­ri­ale per la pro­gram­mazione eco­nom­i­ca. L’approvazione dovrebbe avvenire entro un mese». Quat­tro gli inter­ven­ti giu­di­cati pri­or­i­tari nel­lo stu­dio. Il pri­mo prevede la trasfor­mazione del­la Vil­la Can­delpergher a Fer­rara di Monte Bal­do in un del­la sto­ria del ter­ri­to­rio, il sec­on­do riguar­da l’Orto botan­i­co di Novezzi­na che dovrebbe venire amplia­to e miglio­ra­to soprat­tut­to per quan­to riguar­da l’aspetto sci­en­tifi­co. A Con­tra­da Campedel­lo è pre­vista la real­iz­zazione di un Cen­tro di edu­cazione ambi­en­tale. L’ultimo inter­ven­to riguar­da invece l’escursionismo. Il prog­et­to prevede il recu­pero e la manuten­zione di 22 sen­tieri e tre mal­ghe per per­me­t­tere anche a chi ama il trekking di vis­itare il Bal­do. «Abbi­amo segui­to linee gui­da indi­cate dal­la Regione e che inter­es­sano tut­ta l’area del Bal­do, ma in par­ti­co­lare i ter­ri­tori di Fer­rara, Brenti­no Bel­luno e San Zeno di Mon­tagna», con­tin­ua Cat­toz­zo. I sin­goli prog­et­ti non sono svin­co­lati l’uno dall’altro. L’obiettivo finale infat­ti è quel­lo di dare un carat­tere organ­i­co a tutte le inizia­tive per miglio­rare l’offerta tur­is­ti­ca del Bal­do nel suo com­p­lesso e, insieme, creare anche nuove pos­si­bil­ità di occu­pazione per la gente che vive in mon­tagna. «Sec­on­do i nos­tri cal­coli», speci­fi­ca il por­tav­oce del­lo stu­dio vinci­tore, «questi inter­ven­ti dovreb­bero garan­tire cir­ca 150 nuovi posti di lavoro». I quat­tro prog­et­ti dovreb­bero venire real­iz­za­ti nell’arco di quat­tro anni, con un pre­ven­ti­vo di spe­sa glob­ale di 11 mil­iar­di. Altri 20 mil­iar­di, invece, sono pre­visti per poten­ziare l’intero set­tore tur­is­ti­co del­la zona ma per questi non vi è cop­er­tu­ra eco­nom­i­ca a breve ter­mine. «Nel nos­tro stu­dio abbi­amo pre­vis­to una com­parte­ci­pazione di pub­bli­co e pri­va­to per quan­to riguar­da i finanzi­a­men­ti, con 27 mil­iar­di a cari­co di enti pub­bli­ci e i restanti cinque di pri­vati». Total­mente a cari­co del pub­bli­co rimane invece l’attuazione degli inter­ven­ti, che si svol­gerà in due fasi. Nel­la pri­ma la Regione, insieme alle ammin­is­trazioni locali, coor­di­na i lavori e si occu­pa del reper­i­men­to dei fon­di e del­la stesura dei prog­et­ti pre­lim­i­nari. La sec­on­da fase, quel­la attua­ti­va, viene affi­da­ta alla Comu­nità mon­tana del Bal­do. «I tre i Comu­ni pre­si in con­sid­er­azione fan­no tut­ti parte di questo ente, per questo abbi­amo pen­sato che la Comu­nità stes­sa dovesse occu­par­si del­la ges­tione dei prog­et­ti», speci­fi­ca Cat­toz­zo, «infat­ti ha strut­ture tec­ni­co ammin­is­tra­tive che le per­me­t­tono di occu­par­si del­la prog­et­tazione esec­u­ti­va, cioè redazione dei prog­et­ti defin­i­tivi e gare d’appalto incluse». Il piano di svilup­po del set­tore tur­is­ti­co è sta­to elab­o­ra­to per miglio­rare la qual­ità dell’offerta del Monte Bal­do. Due i tipi di inter­ven­ti delin­eati: uno riguar­da il sis­tema tur­is­ti­co cosid­det­to del­la didat­ti­ca ambi­en­tale e cul­tur­ale, men­tre l’altro va a toc­care il sis­tema escur­sion­is­ti­co. Per quan­to riguar­da il sis­tema escur­sion­is­ti­co, lo stu­dio di fat­tibil­ità prevede lo svilup­po di attiv­ità sportive come trekking, ciclo­tur­is­mo e moun­tain bike, ippo­tur­is­mo, tor­ren­tismo e roc­cia, sci alpino, bird­watch­ing, ma anche la creazione di un cir­cuito enogas­tro­nom­i­co e il poten­zi­a­men­to delle strut­ture che per­me­t­tono il tur­is­mo stanziale. Per real­iz­zare questi obi­et­tivi sono pre­visti una serie di inter­ven­ti che com­pren­dono la sis­temazione di piazze e con­trade carat­ter­is­tiche, ma anche la manuten­zione e tabel­lazione di sen­tieri, l’ammodernamento degli impianti di risali­ta di Pra­da, la creazione di pun­ti di osser­vazione, di stazioni di sos­ta e di piste, per quan­to riguar­da bird­watch­ing, ciclo­tur­is­mo, ippo­tur­is­mo e trekking. Per lo sci alpino, invece, è pre­vis­to il rilan­cio del­la stazione di Novezzi­na, men­tre la val­oriz­zazione del­la Stra­da del , in Val­dadi­ge, è fon­da­men­tale per il cir­cuito enogas­tro­nom­i­co. La didat­ti­ca ambi­en­tale e cul­tur­ale invece si pro­pone di real­iz­zare un cir­cuito sul Bal­do per favorire la conoscen­za e lo stu­dio di ques­ta mon­tagna. Di questo sis­tema fan­no parte i quat­tro inter­ven­ti mirati. Gran parte delle pro­poste ripren­dono le indi­cazioni dell Piano pluri­en­nale di svilup­po elab­o­ra­to dal­la Comu­nità mon­tana del Baldo.

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