COMITATI GARDESANI DA SEMPRE CHIEDONO DI CAMBIARE IL PROGETTO DELLA LINEA

«Così si salveranno le colline del lago»

14/01/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Anche nel bas­so Gar­da lo sposta­men­to a sud del trac­cia­to per l’ è sem­pre sta­ta indi­ca­ta, dai Comi­tati civi­ci sor­ti con­tro il prog­et­to del­l’in­fra­strut­tura, come l’u­ni­ca soluzione che avrebbe con­sen­ti­to la sal­va­guardia del­l’area delle colline moreniche. Una soluzione che sarà ogget­to del­l’in­con­tro pub­bli­co orga­niz­za­to per oggi pomerig­gio, alle 17, a Palaz­zo Tode­s­chi­ni di Desen­zano (Bres­cia) dalle Fed­er­azioni provin­ciali dei Ver­di di Verona, Bres­cia e Man­to­va sul tema « (Treni alta veloc­ità): il prog­et­to gen­erale, le ricadute locali». L’ipote­si di cui si tor­na a par­lare in questi giorni, dunque, è sta­ta caldeg­gia­ta per anni dai cit­ta­di­ni ma non è mai sta­ta pre­sa in seria con­sid­er­azione dai prog­et­tisti del­la lin­ea. «Ques­ta pro­pos­ta è sta­ta avan­za­ta non so quante volte, in tutte le occa­sioni che abbi­amo avu­to di inter­loquire con i respon­s­abili del prog­et­to», spie­ga Ser­gio Mag­gi del Comi­ta­to sor­to a Peschiera per la sal­va­guardia del San­tu­ario del Frassi­no e del ter­ri­to­rio. «E insieme a noi l’idea è sta­ta por­ta­ta avan­ti, anche se in momen­ti diver­si e non da tut­ti, dagli ammin­is­tra­tori locali. «Il mas­si­mo che abbi­amo ottenu­to, come rispos­ta, è sta­to sen­tir dire dai prog­et­tisti che non ave­vano mai pen­sato a un trac­cia­to dif­fer­ente dal pri­mo dis­eg­na­to sem­plice­mente per­ché nes­suno glielo ave­va mai chiesto». Molti i pun­ti crit­i­ci indi­vid­uati nel trac­cia­to orig­i­nale, dis­eg­na­to a ridos­so del­l’au­tostra­da, in par­ti­co­lare per il ter­ri­to­rio di Peschiera: l’area del San­tu­ario mar­i­ano e del laghet­to del Frassi­no — Sito di inter­esse comu­ni­tario -, che i treni attra­versereb­bero in parte in gal­le­ria; la dis­truzione di almeno un ter­zo del­la pro­duzione del ; l’in­tero pae­sag­gio delle colline moreniche. «Per non par­lare del­la dif­fi­coltà di far con­vi­vere un cantiere, pre­vis­to sul­la car­ta di otto anni, con un’area già attra­ver­sa­ta da strade, autostra­da e rete fer­roviaria nor­male». «Abbi­amo sem­pre pen­sato», con­tin­ua Mag­gi, «che per ren­dere più effi­ciente il traf­fi­co fer­roviario tra e Venezia sia molto più utile il poten­zi­a­men­to delle linee esisten­ti. Ma anche questo è un dis­cor­so che non è mai sta­to pos­si­bile portare avan­ti con chi ave­va e ha il potere di decidere sul trac­cia­to». A Mag­gi si unisce Emilio Crosato, pres­i­dente del Comi­ta­to pro­mo­tore del Par­co delle , che si sem­pre dichiara­to con­trario alla real­iz­zazione, da Mon­tichiari (Bres­cia) a Verona, del­la lin­ea ad Alta veloc­ità a fian­co del­l’au­tostra­da A4. «E’ uno spi­raglio di luce appren­dere che, quan­to meno, si sta tor­nan­do a dis­cutere del dis­eg­no del­la Tav: un’­opera inutile, per­ché ucciderebbe il ter­ri­to­rio in nome di un ipoteti­co traf­fi­co di mer­ci e di passeg­geri tut­t’al­tro che cer­to. E poi», con­tin­ua Crosato, «un’­opera faraon­i­ca, per impat­to di cantiere e costi; e con­sideran­do le con­dizioni in cui viag­giano i treni delle nos­tre linee nor­mali, sarebbe utile che qual­cuno si doman­dasse se vale davvero la pena pen­sare di inve­stire così tan­ti sol­di per la Tav non pen­sare, invece, ad ammod­ernare l’in­tero sis­tema trasportis­ti­co fer­roviario». Crosato rib­adisce, quin­di, il no del suo Comi­ta­to all’Al­ta veloc­ità «ma è chiaro che, se pro­prio deve essere fat­ta, è meglio che ques­ta nuo­va lin­ea sia sposta­ta a sud delle colline moreniche, dove creerà cer­ta­mente meno dis­truzione di siti e aree pregiate».