Gli ambientalisti lanciano l’allarme: nella zona sud del lago distrutto dall’uomo gran parte dell’habitat naturale Situazione molto grave nella zona di San Vito a Colombare, complice una pala meccanica e l’inquinamento 

Così spariscono i canneti

28/11/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo
e.s. 

È allarme can­neti sul lago di Gar­da. Sono le asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste del bas­so lago a fare il pun­to delle situ­azioni a ris­chio, tutte ogget­to di esposti pre­sen­tati nelle ultime settimane.I prob­le­mi inter­es­sano soprat­tut­to la peniso­la cara a Cat­ul­lo ma anche il con­fi­nante comune di Desen­zano. In par­ti­co­lare nel miri­no del comi­ta­to per la tutela di Pun­ta Grò e del ter­ri­to­rio sirmionese e di altre asso­ci­azioni sono fini­ti i can­neti del­la zona San Vito a Colom­bare dis­trut­to nel­la parte cen­trale e quel­lo anti­s­tante via XXV Aprile che sarebbe sta­to can­cel­la­to con una pala meccanica.Ma vedi­amo la situazione.I can­neti cos­ti­tu­is­cono l’habitat nat­u­rale riv­ieras­co del lago di Gar­da. Un tem­po la loro dif­fu­sione era notev­ole. Le mod­i­fiche ambi­en­tali ma soprat­tut­to gli inter­ven­ti dell’uomo han­no prodot­to, in poco più di 50 anni, una dras­ti­ca rarefazione.Il cen­si­men­to dei can­neti del bas­so lago effet­tua­to dal Cen­tro di ril­e­va­men­to ambi­en­tale di Sirmione, con il con­cor­so di volon­tari, ha indi­vid­u­a­to, mis­ura­to e mon­i­tora­to con sis­tema gps, i can­neti sopravvis­su­ti. Quel­li pre­sen­ti sul­la cos­ta di Desen­zano sono 12 per una super­fi­cie di cir­ca 47.000 metri quadri. Le aree a can­neto di Padenghe sono invece 13 ed occu­pano 7.000 metri qua­drati. Il pri­ma­to spet­ta a Sirmione con ben 32 zone riv­ierasche che occu­pano qua­si 11 ettari d’areale.L’importanza dei can­neti e delle zone umide è presto spie­ga­ta. Cos­ti­tu­is­cono una ris­er­va ambi­en­tale preziosa. Per­me­t­tono infat­ti la vita ad uccel­li, ret­tili, anfibi, pesci, inset­ti, planc­ton e ben­thos, un insieme di forme di vita che viene defini­to con il ter­mine di bio­di­ver­sità. I can­neti del bas­so lago ospi­tano una ric­ca avi­fau­na e sono anche una dife­sa dalle ero­sioni del moto ondoso. Sono tut­ti pro­tet­ti dal­la legge regionale del 1977 sul­la tutela del­la flo­ra spon­tanea che dispone il divi­eto di dan­neg­gia­men­to o dis­truzione. Anche la legge inter­re­gionale sul­la pri­va­ta a motore prevede il divi­eto di acces­so a qual­si­asi imbar­cazione nelle zone man­tenute a can­neto e nel­la fas­cia ester­na di 300 metri.Ed è tenen­do con­to di questi rifer­i­men­ti che ieri mat­ti­na espo­nen­ti del Comi­ta­to per la tutela di Pun­ta Grò e del ter­ri­to­rio di Sirmione, del Comi­ta­to par­co delle che ha sede a Desen­zano e asso­ci­azione Roverel­la di Padenghe han­no fat­to il pun­to del­la situ­azione can­neti. In par­ti­co­lare han­no illus­tra­to quel­la che han­no defini­to la «con­t­a­m­i­nazione» di un can­neto dis­sec­ca­to e in parte dis­trut­to e, in altra zona la qua­si totale dis­truzione di una sec­on­da porzione di can­neto. Il caso più grave riguar­da la zona a lago in local­ità San Vito, sul ver­sante che guar­da Desen­zano del­la peniso­la sirmionese, pro­prio all’altezza di un grande cantiere edile. La seg­nalazione invi­a­ta all’Assessorato al ter­ri­to­rio ed a quel­lo all’ambiente del­la Provin­cia, al cor­po fore­stale, ai del Noe ed a quel­li di Sirmione oltre che al Comune, dice che «la porzione cen­trale del can­neto, pro­prio in cor­rispon­den­za dell’arrivo di una tubazione, si pre­sen­ta con­t­a­m­i­na­ta e con le piante com­ple­ta­mente disseccate».Lo evi­den­ziano le foto aeree scat­tate nel 2007 e nei mesi scor­si men­tre quelle riprese a ter­ra mostra­no la pre­sen­za di uno scari­co di acque reflue pro­prio all’interno del can­neto. La doc­u­men­tazione fotografi­ca è inte­gra­ta anche da un fil­ma­to. Più in det­taglio è sta­to spie­ga­to che il can­neto ave­va un’ampiezza di cir­ca 6.000 metri qua­drati e che, a causa del prob­a­bile sver­sa­men­to di sostanze inquinan­ti attra­ver­so una tubazione fotografa­ta, ben il 40 per cen­to del can­neto è sta­to dis­trut­to. Da qui la richi­es­ta di pro­cedere a con­statare il grave dan­no alla veg­e­tazione pro­tet­ta accer­tan­do le even­tu­ali respon­s­abil­ità. L’esposto è sta­to sot­to­scrit­to anche da Italia Nos­tra di Bres­cia, dal Cir­co­lo del lago di Gar­da di Legam­bi­ente, dall’Associazione Roverella.Una sec­on­da seg­nalazione riguar­da il can­neto posizion­a­to all’altezza dei civi­ci 58–60 di via XXV Aprile. Qui un’altra porzione di can­neto — seg­nala il Comi­ta­to — «è sta­ta qua­si total­mente dis­trut­ta con mez­zo mec­ca­ni­co». In questo caso viene chiesto alle autorità com­pe­ten­ti un inter­ven­to sanzion­a­to­rio così da cos­ti­tuire un deter­rente ai con­tinui attac­chi all’ambiente.