La piscina comunale di Salò sta per essere rimessa a nuovo con una spesa di circa 800 milioni di lire.

Cospicuo intervento per la piscina comunale

18/06/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Silvia Musesti

La pisci­na comu­nale di Salò sta per essere rimes­sa a nuo­vo con una spe­sa di cir­ca 800 mil­ioni di lire. Sono già iniziati da un paio di set­ti­mane i lavori che ampli­er­an­no l’impianto nata­to­rio salo­di­ano, pun­to di rifer­i­men­to per gli «sportivi dell’acqua» di tut­ti i pae­si lim­itrofi garde­sani e dell’entroterra. Un impianto sporti­vo impor­tante per un’area, come quel­la bena­cense, nel­la quale la tradizione del nuo­to ha pro­fonde radi­ci. Ma veni­amo al prog­et­to di recu­pero del­la strut­tura. Si trat­ta dell’ampliamento dei due bloc­chi di spoglia­toi, quel­lo maschile e quel­lo fem­minile, posti ai lati esterni del­la costruzione. Il prog­et­to prevede la local­iz­zazione di stanzi­ni-spoglia­toi. Ai bag­ni ver­ran­no aggiun­ti dei nuovi servizi per dis­abili. Nel­la parte ante­ri­ore dove si tro­va l’ingresso all’area cop­er­ta ci sarà un nuo­vo spazio seg­rete­ria con annes­so sportel­lo di riven­di­ta bigli­et­ti, una palestra attrez­za­ta per gli atleti ed una sala riu­nioni. «È, inoltre, pre­vis­to l’adeguamento delle bar­riere architet­toniche — dice l’arch. Anna Gat­ti, dell’Ufficio tec­ni­co salo­di­ano — e la costruzione di una ram­pa d’accesso che con­sen­ta il pas­sag­gio delle car­rozzelle». Il lavoro sarà fat­to a stral­ci, per non creare prob­le­mi all’attività nata­to­ria, e dovrebbe essere ter­mi­na­to per la metà del prossi­mo gen­naio. «Le diverse tipolo­gie degli inter­ven­ti nec­es­sari — spie­ga Bernar­do Berardel­li, asses­sore ai Lavori Pub­bli­ci — han­no por­ta­to a sud­di­videre l’opera in tre appalti sep­a­rati, affi­dati a tre diverse ditte: una per l’impianto elet­tri­co, un’altra per l’idraulico ed una terza per le opere da mura­tore». Diret­tore dei lavori e coor­di­na­tore in fase di ese­cuzione degli stes­si è l’architetto Pao­lo Guarnieri. Da un paio di set­ti­mane è, inoltre, fun­zio­nante a pieno rit­mo l’area ester­na dell’impianto sporti­vo salo­di­ano. Con la «Fes­ta del­la mam­ma e del fan­ci­ul­lo», infat­ti, coro­n­a­men­to dei cor­si in preparazione al par­to nat­u­rale, di quel­li per i neonati (dai 5 mesi ai 3 anni) e delle lezioni per le sig­nore «in dolce atte­sa», sono state inau­gu­rate le vasche esterne ed il grande par­co che le con­tiene. Nei mesi inver­nali è sta­ta rifat­ta tut­ta la pavi­men­tazione attorno agli acqua-scivoli ed alle due piscine all’aperto, ed è sta­ta in parte ampli­a­ta la zona verde, che com­prende, oltre alle aree in erba, un cam­po bas­ket, due campet­ti di beach vol­ley ed uno di cal­cet­to. «Nel peri­o­do esti­vo — ricor­da Beppe Chi­ap­pi­ni, diret­tore delle piscine salo­di­ane — rester­an­no aperte anche le vasche interne, per sep­a­rare le attiv­ità didat­tiche da quelle ludiche». Intan­to si sta pen­san­do all’ipotesi di dare in ges­tione ad una soci­età sporti­va il campet­to di bas­ket adi­a­cente, ma ester­no, alle piscine «Due Pini». Attual­mente allo spazio di gio­co, anche se recin­ta­to, può entrare chi­unque, in modo incon­trol­la­to, e ciò crea parec­chi prob­le­mi di dis­or­dine sociale e di van­dal­is­mo. «Pen­si­amo che dar­lo in ges­tione a qual­cuno (a chi, come e quan­do non è sta­to anco­ra deciso) — dice Gabriele Cominot­ti, aAsses­sore allo Sport — pos­sa risol­vere sia la ques­tione del­la manuten­zione che quel­la del­la sorveg­lian­za». Sil­via Musesti