Inaugurati gli impianti di Prada: «Turismo di qualità per risvegliare l’economia della zona». Brancher: «Va creato un collegamento fra tutte le strutture del Baldo»

Costabella, la bidonvia del sole

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Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Qua­si come un volo in delta­plano: sot­to l’az­zur­ro del lago, intorno un immen­so verde. Sul­lo sfon­do i grup­pi dell’Adamello e del Brenta, sot­to, il gol­fo di Salò e la peniso­la di Sirmione. Dietro le mal­ghe di Orti­gara, Orti­garet­ta e Val­vac­cara. Sul lato la Fagget­ta, un bosco di fag­gi infini­to, in alto le boc­che di Naole e il rifu­gio Chierego. Un silen­zio avvol­gente, solo il suono dei cam­panac­ci delle muc­che al pas­co­lo e il can­to dei gril­li, un’armonia tra uomo ed ambi­ente. E’ l’e­mozione che ti regala il viag­gio in cab­i­novia — e poi in seg­giovia -, da Pra­da fin lassù a toc­care con un dito il cielo sopra il Monte Bal­do. E’ l’e­mozione prova­ta da tut­ti ieri all’in­au­gu­razione degli impianti di risali­ta. Un sole splen­di­do ha accom­pa­g­na­to le moltissime per­sone pre­sen­ti all’even­to, insieme alle numerose per­son­al­ità del­l’in­tera provin­cia. Tut­ti insieme a scam­biar­si salu­ti lun­go le linee. I pri­mi a salire nel­la cab­i­na bipos­to, dopo il taglio del nas­tro, il sot­toseg­re­tario alle riforme, Aldo Branch­er, accom­pa­g­na­to dal pres­i­dente del­la soci­età Pra­da-Monte Bal­do srl, Mar­co Bis­ag­no. In sec­on­da postazione il sin­da­co di San Zeno di Mon­tagna, Adri­ano Peretti, con il pres­i­dente del­la Provin­cia, Elio Mose­le. Al segui­to l’ex sin­da­co Cipri­ano Castel­lani, il sin­da­co di Bren­zone, Gia­comi­no Simonel­li e poi via con i sin­daci di tut­ta la zona. Pre­sen­ti anche il sen­a­tore e sin­da­co di Peschiera, , il vicepres­i­dente del­la Provin­cia, Anto­nio Pas­torel­lo, gli asses­sori ai trasporti, Alber­to Martel­let­to e alla sicurez­za Gio­van­ni Codog­no­la. Insieme a loro anche l’industriale Gio­van­ni Rana e tan­ti altri anco­ra, impos­si­bile elen­car­li tut­ti. Era da lun­go tem­po che Pra­da non vede­va una fol­la così, accor­sa per l’oc­ca­sione. A bor­do delle cab­ine anche tan­ti cit­ta­di­ni che nel­l’in­cro­cio con le autorità lan­ci­a­vano salu­ti: «Sign­or sin­da­co, l’era ora!», «bel mesti­er avi fato!», per poi riv­ol­gere di nuo­vo gli occhi all’in­fini­to. Infat­ti, nei giorni par­ti­co­lar­mente ter­si, come quel­li dopo i tem­po­rali, a occhio nudo si pos­sono vedere il Monte Rosa, gli Appen­ni­ni e la lagu­na di Venezia. Sem­bra un sog­no e invece è di nuo­vo la realtà, che la ria­per­tu­ra degli impianti offre al tur­is­mo locale. Lo han­no det­to tut­ti, nei dis­cor­si di inau­gu­razione. Il sin­da­co di San Zeno Peretti, il pres­i­dente del­la Provin­cia Mose­le, il sen­a­tore Chin­car­i­ni, l’avvo­ca­to Bis­ag­no, un’ uni­ca voce: «Risveg­liare l’e­cono­mia del­la zona, con un tur­is­mo di qual­ità, real­iz­za­to con strut­ture nuove, che affon­dano radi­ci nel pas­sato recente di tut­ti». Mose­le ha ricorda­to quan­do sali­va un tem­po con la famiglia sul­la stor­i­ca seg­giovia. Chin­car­i­ni ha det­to: «Noi gio­vani di Peschiera e Castel­n­uo­vo, 30 anni fa si veni­va tut­ti in questo luo­go ad impara­re a scia­re». Branch­er ha sot­to­lin­eato che «bisogna ragionare in grande e creare un col­lega­men­to tra tutte le strut­ture del Bal­do. Una ric­chez­za così con un binomio tra lago e mon­tagna, sono in pochi ad aver­la». Il sin­da­co di Bren­zone Simonel­li si è improvvisato poeta, descriven­do l’aspet­to emozionale del luo­go: «Cer­cate di lavo­rare di fan­ta­sia e ascoltate la magia del pos­to, cir­conda­to dal ven­to, dal­l’ac­qua, dal verde e dal sole, in un’en­er­gia uni­ver­sale». E’ sta­ta forse quel­la magia a regalare all’in­au­gu­razione degli impianti una gior­na­ta così bel­la, che fino all’al­tro ieri era qua­si inim­mag­in­abile, ma non è sta­ta magia l’aria che scen­de­va dal Bal­do e che ha avvolto le per­sone che ci sono salite incon­tro. Infat­ti, l’aria del Bal­do è la vera miniera eco­nom­i­ca e già nel pri­mo rifu­gio Mon­di­ni, all’ar­ri­vo del­la cab­i­novia, si può trovare un grande ter­raz­zo con una vista impaga­bile, che da saba­to prossi­mo aprirà il locale, attrez­za­to con let­ti­ni e ombrel­loni per pren­dere il sole. Non c’è spi­ag­gia che ten­ga, al con­fron­to di un’ab­bron­zatu­ra di mon­tagna, ven­ti­la­ta e inten­sa. E’ pro­prio ques­ta una delle oppor­tu­nità che la soci­età Pra­da Monte Bal­do, vuole offrire al cliente. Con l’aria e il sole anche escur­sioni a pie­di o in bici­clet­ta e tan­ta gas­trono­mia tipi­ca. Uni­co neo, il prez­zo del bigli­et­to per per­sona: 12 euro anda­ta e ritorno per l’in­tero per­cor­so, 7 euro se ci si fer­ma a quo­ta 1500 metri, allo scam­bio tra bidon­via e seg­giovia. I bam­bi­ni sot­to il metro di altez­za non pagano. Il via agli impianti è sta­to benedet­to dal par­ro­co di San Zeno, don Graziano Benet­ti, accom­pa­g­na­to da don Elio Aloisi. Una preghiera e poi via tut­ti in car­roz­za, ver­so il cielo.

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