Si sistema il «Torcol», antico frantoio usato fino a una decina d’anni fa: spesa di 95 mila euro. Tappa di percorso storico con castello, torre e chiese

Crero, un museo per l’olio

26/11/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Parte il prog­et­to defin­i­ti­vo per il recu­pero dell’antico fran­toio di local­ità Crero, che diven­terà un vero e pro­prio museo dell’olio. Nuo­va vita entro pochi mesi per il Tor­col del Crero, come veni­va chia­ma­ta la strut­tura che avrebbe cir­ca tre­cen­to anni di età e che veni­va uti­liz­za­ta, fino ad alcu­ni decen­ni or sono, come tor­chio per la spremi­tu­ra dell’oliva e la pro­duzione di olio. E Crero, la frazione poco a nord di Tor­ri aggrap­pa­ta a metà col­li­na e da cui si gode un panora­ma sul Gar­da davvero moz­zafi­a­to, è una con­tra­da molto rino­ma­ta per i suoi oliveti e le sue olive. Al pun­to che, negli anni scor­si, un olio extravergine lì prodot­to in quan­tità non cer­to indus­tri­ale da un abi­tante di Tor­ri, Rober­to Con­soli­ni, era sta­to scel­to e pre­mi­a­to in rasseg­ne di liv­el­lo nazionale del set­tore, otte­nen­do un riconosci­men­to che lo pone­va ai pri­mi posti in Italia. Ques­ta strut­tura, che purtrop­po ver­sa oggi nel più totale degra­do e che l’usura del tem­po sta minan­do sin dalle fon­da­men­ta, è davvero par­ti­co­lare. Appartene­va infat­ti ad oltre una venti­na di pri­vati del­la con­tra­da, che la uti­liz­za­vano promis­cua­mente per la fran­gi­tu­ra delle olive ma pure come mag­a­zz­i­no, nei tem­pi più recen­ti. Oltre che dall’accesso prin­ci­pale, pos­to al pian ter­reno di una abitazione pri­va­ta, alla stan­za in cui si tro­va anco­ra la grande maci­na in pietra con la vas­ca si pote­va accedere anche da altre tre porte, col­lo­cate tutte nel­la stes­sa stan­za. Tutte le porte con­ducono a tre dis­tinte pro­pri­età pri­vate, seg­no inequiv­o­ca­bile dell’antico «pos­ses­so in con­sor­te­ria», che le famiglie del­la con­tra­da ave­vano ris­er­va­to al fran­toio. Il Tor­col, da almeno un decen­nio, sta aspet­tan­do di tornare agli antichi fasti. Già l’amministrazione comu­nale gui­da­ta dall’allora sin­da­co Alber­to Vedovel­li ave­va inizia­to le prog­et­tazioni ed ave­va manda­to avan­ti le pro­ce­dure per ottenere, dai ben ven­titre pro­pri­etari, la pos­si­bil­ità di ristrut­turare com­ple­ta­mente il Tor­col. È del dicem­bre 1998 infat­ti la delib­era del Con­siglio comu­nale con la quale veni­va accetta­ta la don­azione del­la pro­pri­età al Comune di Tor­ri, men­tre è del 2003 la delib­era di giun­ta che approva­va il prog­et­to preliminare.«Oggi final­mente», ha esor­di­to il sin­da­co , «pos­si­amo portare a ter­mine il lavoro che era sta­to già inizia­to dal­la prece­dente ammin­is­trazione e, entro l’estate 2007, i lavori di recu­pero del Tor­col di Crero potran­no essere fini­ti. È per noi una bel­la sod­dis­fazione dato che, durante questi mesi, abbi­amo potu­to com­pletare le acqui­sizioni del­la pro­pri­età da parte dei legit­ti­mi pro­pri­etari pri­vati, che vogliamo ringraziare uffi­cial­mente. Han­no infat­ti cedu­to a tito­lo gra­tu­ito la pro­pri­età, a pat­to che ven­ga recu­per­a­to il Tor­col e des­ti­na­to a sala espos­i­ti­va vis­itabile. Crero insom­ma avrà un vero museo dell’olio, con tan­to di maci­na in pietra e locale com­ple­to degli acces­sori e del­la cartel­lonis­ti­ca nec­es­saria a fare capire come avveni­va anti­ca­mente la fran­gi­tu­ra e la pro­duzione dell’olio di oli­va». Pochi giorni fa la giun­ta ha approva­to il prog­et­to defin­i­ti­vo per il Tor­col. «L’importo dei lavori», ha pros­e­gui­to il pri­mo cit­tadi­no, «è di cir­ca 95 mila euro e, se tut­to andrà bene, potremo inau­gu­rare il museo nel 2007, cioè a 101 anni esat­ti da una for­tis­si­ma grand­i­na­ta che ave­va mes­so in ginoc­chio in par­ti­co­lare pro­prio la frazione di Crero». Il prog­et­to illus­tra­to in munici­pio prevede il recu­pero com­ple­to del­la grande maci­na in pietra e del­la rel­a­ti­va vas­ca, pure in pietra, la ristrut­turazione delle travi in leg­no, la pavi­men­tazione con l’antico «gial­lo di Tor­ri», il recu­pero di un anti­co camino che pure si tro­va nel­la stan­za prin­ci­pale, ed infine pure la creazione di un bag­no pri­vo di bar­riere architet­toniche, con il ripristi­no com­ple­to degli spazi adi­a­cen­ti. «Una vol­ta ter­mi­nati i lavori», ha con­clu­so Pas­sionel­li, «potremo inserire anche il Tor­col in una sor­ta di cir­cuito muse­ale del paese, in cui tro­ver­an­no pos­to la Torre di re Beren­gario in piaz­za del­la chiesa, un vero mon­u­men­to stori­co acquis­ta­to poco più di un anno fa dall’amministrazione e che dovrebbe diventare una bib­liote­ca mul­ti­me­di­ale comu­nale, le varie chiesette sparse sul ter­ri­to­rio e, nat­u­ral­mente, il Museo del castel­lo scaligero, che rap­p­re­sen­ta oggi il sim­bo­lo di Tor­ri del Bena­co».

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