La popolazione residente a Castiglione delle Stiviere sfiora ormai le 19.000 unità con un incremento annuo di 500 persone

Crescita demografica

Di Luca Delpozzo

La popo­lazione res­i­dente a Cas­tiglione delle Stiviere sfio­ra ormai le 19.000 unità con un incre­men­to ann­uo di 500 per­sone, il che sig­nifi­ca che a fine 2004 la cit­tad­i­na aloisiana rag­giungerà quo­ta 20 mila res­i­den­ti. I nati a Cas­tiglione nell’anno 2002 sono sta­ti 235 (124 maschi e 110 fem­mine) men­tre nel 2001 furono 185 (112 maschi e 73 fem­mine). I mor­ti nel 2002 assom­mano a 135 (57 maschi e 78 fem­mine) men­tre nel 2001 furono nove in più, ovvero 144 (69 maschi e 75 fem­mine). L’anno scor­so sono state accolte a Cas­tiglione ben 969 per­sone (furono 724 nel 2001, cioè 245 in meno) men­tre sono emi­grate 569 (era­no 660 nel 2001). Le famiglie res­i­den­ti nel 2002 sono pas­sate da 7077 (inizio anno) a 7278, con un incre­men­to di 201 nuclei, men­tre l’aumento nel 2001 fu cir­ca la metà, ovvero 110 nuclei. Chiara dunque la ten­den­za di una popo­lazione che cresce ten­den­zial­mente sem­pre più, anno dopo anno, men­tre calano i deces­si e le emi­grazioni. Un seg­nale che indi­ca come la cit­tà di Cas­tiglione ris­ervi buona accoglien­za e pos­si­bil­ità di lavoro a chi desidera trasferirvisi. Aumen­ta la popo­lazione degli immi­grati ed il numero dei ricon­giung­i­men­ti famil­iari. Questo il com­men­to dell’avvocato Fab­rizio Paganel­la in mer­i­to ai nuovi dati sta­tis­ti­ci :“ Le sta­tis­tiche demogra­fiche di fine anno con­fer­mano la capac­ità attrat­ti­va del nos­tro comune cos­ti­tui­ta da un mix invidi­a­bile: forza e diver­si­fi­cazione dell’apparato indus­tri­ale, vari­età del­la gam­ma dei servizi al cit­tadi­no e qual­ità del­la vita che viene con­sid­er­a­ta sod­dis­facente. Soprat­tut­to colpisce la pre­vi­sione che la nos­tra cit­tà abbia poten­zial­ità di svilup­po ulte­ri­ore negli anni a venire.La cresci­ta di una comu­nità pone sem­pre molti prob­le­mi agli ammin­is­tra­tori pub­bli­ci ma i “grat­ta­capi” dovu­ti alla cresci­ta sono sem­pre preferi­bili rispet­to a quel­li dovu­ti alla stag­nazione o al decre­men­to demografi­co di una comu­nità”.