Gli ultimi eventi franosi nell’Alto Garda. Gli episodi più gravi a cavallo del 2000

Crolli, una lunga scia di paura. La Gardesana chiusa più volte

08/11/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Più che i cen­tri abi­tati, in pas­sato è sem­pre sta­ta la stra­da 45 bis che ha assis­ti­to, oltre a numerosi inci­den­ti mor­tali, soprat­tut­to sui ret­ti­linei fra Gargnano e Toscolano Mader­no, anche ad even­ti fra­nosi. Le pareti sovras­tan­ti la statale han­no spes­so river­sato sul­la car­reg­gia­ta ton­nel­late di mate­ri­ale, con gravi conseguenze.Il 3 feb­braio ’99, ad esem­pio, in ter­ri­to­rio di Riva, perse la vita un pen­sion­a­to di Arco, Gino Avaci­ni. Era­no le 9 del mat­ti­no, e il mal­cap­i­ta­to tran­si­ta­va a bor­do del­la sua Ape Car, diret­to a Limone. Dalle pen­di­ci del­la Roc­chet­ta si stac­cò una gigan­tesca frana, che can­cel­lò il per­cor­so del Ponale e la sot­tostante 45 bis. La suc­ces­si­va per­izia ordi­na­ta dal pm Fabio Biasi,eseguita dall´ingegner Enri­co Man­fri­ni e dal geol­o­go Lui­gi Fras­sanel­la, dimostrò che la trage­dia si pote­va evitare, se si fos­se presta­to mag­giore atten­zione alla manuten­zione e alla sicurez­za dell’arteria.È del novem­bre 2000 la frana che ha provo­ca­to la chiusura del trat­to fra Limone e Riva, con la neces­sità di effet­tuare i col­lega­men­ti medi­ante traghet­to. Il prob­le­ma è sta­to risolto alla radice. Sfrut­tan­do la pro­ce­du­ra del­l’im­pe­riosa urgen­za, la Provin­cia autono­ma di Tren­to è rius­ci­ta ad affi­dare in fret­ta alle ditte Colli­ni e Oberosler i lavori per la costruzione di una nuo­va gal­le­ria, lun­ga 960 metri, e real­iz­za­ta in tem­pi-record: appe­na sei mesi. Ad inau­gu­rar­la giunse addirit­tura il pres­i­dente del­la Repub­bli­ca, Car­lo Azeglio Ciampi, che sbar­cò dal piroscafo «Italia».Sempre a Limone ricor­diamo i 12–13mila metri cubi di ter­ric­cio e sab­bia del luglio 2001: metà trat­tenu­ti dalle bar­riere (i così det­ti «ombrel­li») costru­ite in questi anni, metà sce­si fino a lam­bire la Garde­sana. Sepolte una deci­na di auto­mo­bili parcheg­giate nel piaz­za­le del­l’ho­tel «Panora­ma», tutte di pro­pri­età di tur­isti tedeschi e bel­gi. Anco­ra pochi metri, e sarebbe sta­ta invasa la car­reg­gia­ta. Per i geolo­gi, il conoide di deiezione ha bisog­no, ogni tan­to, di scari­car­si. Ma l’impressione è che la natu­ra voglia ven­di­car­si degli sfre­gi subiti dal ter­ri­to­rio, trop­po cementificato.A Mader­no la frana più con­sis­tente degli ulti­mi tem­pi risale al novem­bre 2000, in local­ità Ruinat. Per tacere dei vari crol­li di minore entità, dis­sem­i­nati un po’ ovunque.SE.ZA.

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