A una svolta l’annosa questione dello smaltimento delle precipitazioni Il nuovo progetto prevede di incanalare le acque verso il lago senza impiegare la grande vasca già creata e mai usata

Cunettone, pronta la soluzione per evitare allagamenti e guai

24/01/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

«Abbi­amo tenu­to — annun­cia il sin­da­co di Salò, — un incon­tro per trovare una soluzione al prob­le­ma del­lo smal­ti­men­to delle acque mete­oriche di Vil­la, Cunet­tone e din­torni, affi­dan­do all’ingeg­n­er Avanzi del­l’azien­da il com­pi­to di redi­gere un prog­et­to di mas­si­ma. In tem­pi bre­vi dovrei rice­vere l’e­lab­o­ra­to. Poi ci dare­mo da fare per reperire i finanzi­a­men­ti. Si par­la di una spe­sa di almeno 4–5 mil­iar­di di vec­chie lire. Un inter­ven­to da real­iz­zare a medio-lun­go ter­mine. Lo smal­ti­men­to avver­rà nel lago, lun­go il decliv­io delle Zette». Viene quin­di abban­do­na­ta l’ipote­si di incanalare le acque pio­vane a fian­co del­la stra­da che por­ta a Maner­ba e Desen­zano. Ma il grande vas­cone già sca­v­a­to tra Cunet­tone e Raf­fa servirà come «pol­mone» da uti­liz­zare in caso di deflus­si impre­visti. La vicen­da, che si trasci­na da anni, dovrebbe quin­di trovare uno sboc­co defin­i­ti­vo. L’ec­ces­si­va cemen­tifi­cazione, lega­ta alla costruzione dei capan­noni arti­gianali, di super­me­r­cati e attiv­ità com­mer­ciali e, sul­la col­li­na di Bura­go, delle case eco­nom­i­co popo­lari delle coop­er­a­tive, ha cre­ato numerose com­pli­cazioni, per cui gli abi­tan­ti devono con­vi­vere con gli allaga­men­ti. Una ques­tione che il Con­siglio comu­nale di Salò ha esam­i­na­to pure in occa­sione del­la dis­cus­sione sul bilan­cio. «Il tema è reale — ripete Rena­to Cobel­li, del­la Margheri­ta -. E a fine novem­bre il respon­s­abile Urban­is­ti­ca del munici­pio, Gio­van­ni Cia­to, ha avvi­a­to un provved­i­men­to, che mi per­me­t­to di ricor­dare. L’in­tero ter­ri­to­rio comu­nale di Salò riveste par­ti­co­lare fragilità dal pun­to di vista idro­logi­co, con situ­azioni di ris­chio per la pre­sen­za di numerosi cor­si e linee di implu­vio che, in occa­sione di for­ti pre­cip­i­tazioni, appor­tano gran­di quan­tità di acqua e di detri­ti. «Le strade si trasfor­mano in tor­ren­ti, che trasportano a valle enor­mi quan­tità di mate­ri­ali. La situ­azione è sta­ta evi­den­zi­a­ta in un incon­tro con la popo­lazione. Le urban­iz­zazioni dif­fuse non han­no tenu­to con­to del peri­co­lo nel tombina­re fos­sati e ridurre le sezioni dei rii. Le numerose asfal­tature han­no ridot­to le super­fi­ci per­me­abili, con l’ag­gravio di un accel­er­azione del­la veloc­ità del­l’ac­qua e quin­di del­la capac­ità di ero­sione. Sen­za dimen­ti­care la man­can­za delle manuten­zioni dei vari cor­si. «Il cam­bi­a­men­to del cli­ma con tem­po­rali di sem­pre mag­giore inten­sità in tem­pi ristret­ti ha mes­so in evi­den­za una serie di prob­le­mi, che non van­no igno­rati. Gli abi­tan­ti di Vil­la e Cunet­tone han­no man­i­fes­ta­to le loro pre­oc­cu­pazioni: temono che i peri­od­i­ci allaga­men­ti pos­sano in un futuro causare dan­ni mag­giori, come il deces­so avvenu­to a Raf­fa nell’89, quan­do un’anziana morì annega­ta nel­la pro­pria cam­era. Da qui la neces­sità di effet­tuare una pun­tuale ver­i­fi­ca delle situ­azioni, un con­fron­to aper­to fra tutte le par­ti inter­es­sate, pren­den­do in con­sid­er­azioni i piani attua­tivi ulti­mati, in cor­so o anco­ra in fase di istrut­to­ria: lot­tiz­zazione arti­gianale di Cunet­tone, com­par­to del Noce, Bura­go, Valene, inter­ven­ti di edilizia eco­nom­i­ca-popo­lare, ecc. Cia­to intende aprire pro­ced­i­men­ti ammin­is­tra­tivi per ver­i­fi­care se gli impeg­ni assun­ti sono sta­ti man­tenu­ti». Cobel­li, a suo tem­po respon­s­abile del­l’Uf­fi­cio tec­ni­co, aggiunge che «la soluzione non con­siste nel costru­ire vasche di lam­i­nazione (o pozzetti) per scari­care l’ac­qua sot­to ter­ra. La pri­ma ipote­si è di far­la defluire fino al lago, all’al­tez­za del cimitero, scen­den­do dalle Zette. Ma pri­ma di cementare ulte­ri­or­mente il ter­ri­to­rio fac­ciamo uno stu­dio serio delle tombi­na­ture». Gian­lui­gi Pez­za­li, del­la Fiamma tri­col­ore: «Nel­l’ot­to­bre ’99 pre­sen­tai un’in­ter­pel­lan­za su ques­ta zona ad alto ris­chio: Vil­la, Cunet­tone, Valene, fino alla Raf­fa. La mag­gio­ran­za rispose che, aven­do appe­na pre­so in mano il gov­er­no di Salò, avrebbe esam­i­na­to la ques­tione nel 2000». Vin­cen­zo Zam­bel­li, diessi­no: «Di questo tema si dis­cute da un sac­co di tem­po. E io, per le critiche espresse sul­la lot­tiz­zazione a Cunet­tone, mi sono pre­so anche una denun­cia alla Procu­ra del­la Repub­bli­ca, archivi­a­ta imme­di­ata­mente. Ma dove sono fini­ti i 700 mil­ioni stanziati dalle prece­den­ti ammin­is­trazioni?». «I sol­di sono sta­ti uti­liz­za­ti per lo smal­ti­men­to delle acque bianche», repli­ca l’asses­sore Nico­la Scot­ti. Alber­to Colom­bo, asses­sore all’E­colo­gia: «Nel 1980 c’era un prog­et­to del­l’ingeg­n­er Tagliaro. Nel ’94 l’ing. Veronese ne pre­dis­pose uno diver­so. Ma il comune di Pueg­na­go non vuole rice­vere le acque del­la vas­ca di lam­i­nazione». Il sin­da­co Cipani, di Forza Italia: «Il prob­le­ma dura da almeno tren­t’an­ni, ed è serio. In segui­to alle istanze del­la popo­lazione, ora l’ab­bi­amo pre­so decisa­mente in mano, con l’o­bi­et­ti­vo di risolver­lo. La nos­tra strate­gia parte dal provved­i­men­to del­l’Uf­fi­cio tec­ni­co, e prevede il coin­vol­gi­men­to di tut­ti quan­ti devono anco­ra inter­venire su quel ter­ri­to­rio. Dei 150 mila euro stanziati per le prog­et­tazioni 2004, ne spender­e­mo 15 mila per questo stu­dio, come pro­pos­to da Cobelli».

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