Al via domani il nuovo servizio dell’Asl Il progetto va oltre l’assistenza domiciliare, riguarda 49 comuni dell’area gardesana e valsabbina e si svilupperà per tutto il 2003

Cure palliative a casa la nuova «frontiera»

30/11/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Salò

E’ sta­to pre­sen­ta­to a Salò il prog­et­to sper­i­men­tale del­l’Asl di Bres­cia sulle cure pal­lia­tive a domi­cilio, reso pos­si­bile gra­zie al sosteg­no eco­nom­i­co del­l’As­so­ci­azione garde­sana stu­dio e pre­ven­zione dei tumori (pre­siedu­ta da Ambro­gio Colom­bo), e nato dal­la prece­dente espe­rien­za di un grup­po di medici di Desen­zano, che nel 2001 han­no real­iz­za­to una sig­ni­fica­ti­va espe­rien­za. Riguar­da i pazi­en­ti che usufruis­cono del­l’as­sis­ten­za domi­cil­iare inte­gra­ta (cure per malati onco­logi­ci inguari­bili), i frag­ili (gran­di anziani o con patolo­gie impor­tan­ti), con malat­tie non sta­bi­liz­zate (sogget­ti affet­ti da demen­za o che pre­senti­no dolore cron­i­co severo non com­pen­sato) o a ris­chio (insuf­fi­cien­za res­pi­ra­to­ria, sta­to di coma e sta­ti veg­e­ta­tivi, in poli­chemioter­apia). Il prog­et­to, real­iz­za­to in col­lab­o­razione coi Dis­tret­ti numero 11 (Gar­da) e 12 (Valle Sab­bia), gui­dati rispet­ti­va­mente da Ange­lo Benedet­ti e Fiorel­la Cado­ria, mira a for­mare sul ter­ri­to­rio un team medico di assis­ten­za, che si inte­gri coi vari oper­a­tori: infer­mieri, servizio di assis­ten­za domi­cil­iare, volon­tari, famil­iari ecc. L’o­bi­et­ti­vo: ren­dere effi­cace e con­tin­ua la cura a domi­cilio per i pazi­en­ti che, pur pre­sen­tan­do una ges­tione com­p­lessa del­la loro malat­tia, desideri­no rimanere a casa, sem­pre che ciò sia pos­si­bile. Si è così real­iz­za­to un per­cor­so di for­mazione che, al momen­to, ha inter­es­sato 15 medici, i quali han­no segui­to un cor­so speci­fi­co per le cure pal­lia­tive. Questi san­i­tari saran­no reperi­bili a turno il saba­to e la domeni­ca e, se nec­es­sario, potran­no fornire alla guardia med­ica il sup­por­to tec­ni­co-sci­en­tifi­co tele­fon­i­co o recar­si diret­ta­mente a casa del paziente. Il prog­et­to coin­volge i 49 i comu­ni dei Gar­da e del­la Valle Sab­bia. Avrà anche il sosteg­no dei medici di famiglia che, attra­ver­so una sche­da speci­fi­ca, comu­nicher­an­no alla «postazione di con­ti­nu­ità assis­ten­ziale» la con­dizione clin­i­ca degli ammalati che abbiano bisog­no di cure pro­gram­mate. Si trat­ta, soli­ta­mente, di inter­ven­ti legati al con­teni­men­to del dolore, alla pros­e­cuzione del­la ter­apia, al con­trol­lo dei sin­to­mi. L’avvio del­l’inizia­ti­va è fis­sato per domani 1 dicem­bre. Dur­erà per l’in­tero 2003. Al ter­mine saran­no val­u­tati i risul­tati e prese le oppor­tune deci­sioni (in mer­i­to alla pros­e­cuzione e all’even­tuale allarga­men­to). Nel­l’im­me­di­a­to futuro sono pre­visti altri cor­si di for­mazione, des­ti­nati ai medici di famiglia inter­es­sati. Alla con­feren­za stam­pa era­no pre­sen­ti, tra gli altri, Ful­vio Lonati (diret­tore del dipar­ti­men­to dei servizi san­i­tari di base del­l’ASL di Bres­cia), Tar­ci­sio Mari­noni (respon­s­abile del­l’U­nità cure domi­cil­iari anziani), Fran­co Pini (coor­di­na­tore area assis­ten­za pri­maria dei dis­tret­ti 11 e 12), Gian Piero Mon­tag­no­li (coor­di­na­tore area assis­ten­za anziani dei due dis­tret­ti) e Pier Ange­lo Lora Aprile (coor­di­na­tore dei medici).