Sapori nuovi e tradizionali dell’uva gardesana

Custoza e Bardolino superstar al Vinitaly

07/04/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
se.za.

Passerel­la, oggi al di Verona, dei vini del­la spon­da veronese del . In mat­ti­na­ta toc­cherà al Cus­toza, nel pomerig­gio al . Si com­in­cia alle 11 con il «Supe­ri­ore» e il «Pas­si­to», modi diver­si di gustare il Cus­toza. Il loro dis­ci­pli­nare è sta­to approva­to dal Comi­ta­to nazionale lo scor­so 21 mar­zo, di con­seguen­za saran­no in ven­di­ta dal­la prossi­ma . Sta­mane è pos­si­bile ass­apo­rar­li in antepri­ma: L’u­vag­gio è il soli­to del bian­co tradizionale e del­lo spumante: Treb­biano toscano (dal 20 al 40%), Gar­gane­ga (dal 20 al 40%), Treb­bianel­lo (dal 5 al 30%), Fer­nan­da, Mal­va­sia, Ries­ling ital­i­co, Pinot bian­co e Chardon­nay, da solo o con­giun­ta­mente in una per­centuale oscil­lante fra il 20 e il 30. Il «Supe­ri­ore» rap­p­re­sen­ta un ulte­ri­ore pas­so avan­ti dei pro­dut­tori ver­so l’ec­cel­len­za qual­i­ta­ti­va. Il dis­ci­pli­nare prevede infat­ti una mag­giore selezione nel vigne­to, con un mas­si­mo di 12 ton­nel­late per ettaro, addirit­tura il 20% in meno di quel­la ammes­sa per il bian­co di Cus­toza nor­male. Peri­o­do di mat­u­razione: almeno cinque mesi. Il «Pas­si­to» risco­pre e val­oriz­za una prat­i­ca tradizionale. Il quan­ti­ta­ti­vo con­sen­ti­to è di 5 ton­nel­late per ettaro, che dovrà essere il frut­to di un’at­ten­ta cer­ni­ta. L’u­va sarà quin­di appas­si­ta sui solai. L’im­mis­sione al con­sumo, non pri­ma del pri­mo set­tem­bre suc­ces­si­vo a quel­lo del­la vendem­mia. Alle 15 il con­veg­no orga­niz­za­to dal Con­sorzio di tutela del Bar­dolino sul «Supe­ri­ore docg» (a denom­i­nazione di orgine con­trol­la­ta e garan­ti­ta). Inter­ver­ran­no Mar­co Zaninel­li, com­mis­sario stra­or­di­nario del­l’Apt del lago (par­lerà del­la «Qual­ità del tur­is­mo lega­to alla qual­ità del »), Clau­dio Valente (Cam­era di com­mer­cio, indus­tria, agri­coltura), Fabio Pog­gi (pres­i­dente del­la Asso­ci­azione strade del vino e del­l’o­lio), Giuseppe Degli Alber­ti­ni (pres­i­dente del Con­sorzio), Dominique Del­teil, francese (respon­s­abile sci­en­tifi­co del­l’Is­ti­tut coop­er­atil du vin di Mont­pel­li­er). Con 220 mila ettolitri, il Bar­dolino è diven­ta­to uno dei più impor­tan­ti doc ital­iani. Tre anni fa alcu­ni pro­dut­tori (la Cav­alchi­na e Gor­go di Cus­toza, Colle dei cipres­si di Cal­masi­no, Gior­gio Pog­gi di Affi, Le Fraghe di Cavaion, Vil­la Medici di Som­macam­pagna, Giv di Pas­tren­go, Costa­doro, Guer­ri­eri Riz­zar­di, Valle­selle e Fratel­li Zeni di Bar­dolino) si sono resi disponi­bili ad attuare un prog­et­to pilota: in col­lab­o­razione con l’Icv di Mont­pel­li­er, sot­to la direzione del­l’ingeg­n­er Jacques Rousseau e del­la Del­teil, sono sta­ti scelti uvag­gi di «Corv­ina» e «Rondinel­la» molto meno pro­dut­tivi, ma in gra­do di avere mag­giore con­cen­trazione zuccherina.

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