Il sentiero attrezzato che sale allo Sperone: gallerie e trincee raccontano la storia

Da Biacesa, nell’alto Garda (283)

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Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Indi­ca­ta come «Roc­ca» sulle carte local­mente è det­ta Sper­one. Col nome di Sper­on era già cita­ta nel­l’At­lante Tirolese di fine ‘700 per cui uti­lizzer­e­mo questo ter­mine per indi­care la panoram­i­ca cima che se ne sta sopra valle del Ponale, a poca dis­tan­za dalle rive del Bena­co. Quassù durante la Grande Guer­ra s’è com­bat­tuto aspra­mente tra ital­iani e aus­triaci in battaglie carat­ter­iz­zate da vere e pro­prie imp­rese alpin­is­tiche. Su queste aspre balze oggi restano trin­ce­ra­men­ti, cam­mi­na­men­ti, case­mat­te, fer­i­toie. Ed è a vis­itare un facile per­cor­so attrez­za­to attra­ver­so una serie di gal­lerie aus­tri­ache che con­duce l’itin­er­ario di ques­ta set­ti­mana. Indis­pens­abile la lam­pa­da frontale; con­sigli­a­bile l’im­bra­catu­ra. Si parte da Biace­sa: dal­la parte alta del paese (frec­ce) si pas­sa accan­to ad alcune fontane e si rag­giunge il biv­io con le case Careg­na dove si va a sin­is­tra sal­en­do a larghi tor­nan­ti per una mulat­tiera sel­ci­a­ta. Si las­cia a sin­is­tra pri­ma la mulat­tiera per il Bochet dei Con­colì e poi il sen­tiero per Boc­ca Sper­one rag­giun­gen­do la Chieset­ta di S.Giovanni e il suc­ces­si­vo omon­i­mo bivac­co. Appe­na pri­ma di arrivare al bivac­co si prende a sin­is­tra (frec­ce) un sen­tiero che por­ta alla sin­is­tra del­la base del­la parete Sud del­lo Sper­one, nei pres­si del­l’im­boc­co d’u­na gal­le­ria. Si entra e ci si tro­va in pre­sen­za d’un vero e pro­prio labir­in­to di gal­lerie: i volon­tari del­la Sat di Riva han­no seg­nala­to il trac­cia­to, per cui non si può sbagliare. Ed è bene non inoltrar­si nelle gal­lerie lat­er­ali non seg­nalate; alcune sono peri­colose; in parte franate e tal­vol­ta sbu­cano d’im­provvi­so sug­li stra­pi­om­bi del­la parete Est del­lo Sper­one. Si seguono quin­di scrupolosa­mente le indi­cazioni sino a un poz­zo e si esce per una scala metal­li­ca sul ver­sante Ovest. Per sen­tiero ripi­do in parte roc­cioso (cavi metal­li­ci) si guadagna la cres­ta sudovest che si segue sino ad entrare nel­la suc­ces­si­va gal­le­ria. Usci­ti di nuo­vo all’aper­to (cavi) si giunge a un biv­io a 1030 m di quo­ta. Si tiene la destra e per un cam­mi­na­men­to (bol­li rossi) si rag­giunge la croce in leg­no del­la vet­ta. Splen­di­do il panora­ma tut­t’at­torno: sul lago, sul­la sot­tostante Cima Capi, sui Mon­ti del Gar­da al di là del­la Valle, sul Monte Altissi­mo di Nago. Un sen­tiero con cavi metal­li­ci scende sul­la cres­ta Nord. Poco sot­to, a destra, si stac­ca un sen­tiero seg­nala­to che attra­ver­so una trincea, una gal­le­ria e cam­mi­na­men­ti cop­er­ti, riporterebbe al biv­io 1030 m già super­a­to in sali­ta (è con­sigli­a­ta una digres­sione per andare a vis­itare anche ques­ta parte di per­cor­so). Tor­ni­amo alla cres­ta Nord. Il sen­tiero scende ripi­do (cavi) incon­tran­do una «fines­tra» nel­la roc­cia che guar­da ver­so i mon­ti di Riva. Si pros­egue tra panoram­i­cis­si­mi pog­gi accan­to a postazioni di guardia, gal­lerie, cav­erne e giun­gen­do, dopo un trat­to semi­pi­aneg­giante, a Boc­ca Sper­one dove si tro­va un biv­io. Si scende a sin­is­tra, si pas­sa accan­to a Mal­ga Degia­co­mi e si pros­egue su sen­tiero sino a ritrovare la mulat­tiera per­cor­sa in sali­ta, a valle del bivac­co S.Giovanni. Si scende a destra e si rien­tra a Biacesa.

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