Un diluvio d’acqua, accompagnato da raffiche che hanno raggiunto i 100 chilometri l’ora. La grandine come proiettili, alberi sradicati, cantine allagate

«Da dieci anni mai vento così forte»

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Poco più di 20 mil­limetri di piog­gia cadu­ti sul baci­no del Gar­da la sera di mer­coledì, un acquaz­zone accom­pa­g­na­to da for­tis­sime raf­fiche di ven­to che, in alcu­ni pun­ti, han­no rag­giun­to i 100 kmh. E da gen­naio ad oggi la stazione di MeteoG­a­r­da instal­la­ta a Sirmione ha fat­to reg­is­trare 166,7 mm. di piog­gia, che dif­fi­cil­mente diver­ran­no a fine anno i 641 mm. del 2004 o i 670 mm. del 2002. I dati elab­o­rati dal cen­tro mete­o­ro­logi­co MeteoG­a­r­da, che allinea ben otto stazioni com­ple­ta­mente autom­a­tiz­zate dis­sem­i­nate sull’intero baci­no garde­sano (nel solo mese di mag­gio scor­so il sito meteogarda.it è sta­to vis­i­ta­to da oltre 200 mila nav­i­gan­ti) non fan­no dunque ben sper­are per i liv­el­li del lago. Il pas­sag­gio tem­po­rale­sco dell’altra sera ha get­ta­to scom­piglio e pau­ra in par­ti­co­lare nell’area del gol­fo di Salò e Gar­done Riv­iera e sul­la spon­da cen­trale veronese (Bar­dolino, Gar­da). Oltre cinquan­ta gli inter­ven­ti effet­tuati dai Vig­ili del Fuo­co e dai Volon­tari del Gar­da di Salò per allaga­men­ti di scant­i­nati, piante srad­i­cate, grondaie volate via dai tet­ti, alberi o rami fini­ti sulle strade per for­tu­na sen­za provo­care vit­time o dan­ni con­sis­ten­ti. La grand­i­na­ta si è abbat­tuta con par­ti­co­lare vio­len­za sul gol­fo di Salò e nell’entroterra. Il pri­mo pas­sag­gio tem­po­rale­sco, come spie­ga a Bres­ciaog­gi il fonda­tore e respon­s­abile di MeteoG­a­r­da Diego Bianchi «si è gen­er­a­to sul­la Fran­ci­a­cor­ta coin­vol­gen­do Bres­cia con una forte grand­i­na­ta attorno alle 19 ed abbat­ten­dosi sul Gar­da attorno alle 20 con raf­fiche che, alla stazione di Gargnano, abbi­amo mis­ura­to oltre i 25 metri/sec. (90 kmh.). La stazione di Salò veni­va col­pi­ta da una grand­i­na­ta, men­tre il nucleo più inten­so del for­tu­nale attra­ver­sa­va il lago attrat­to dai rilievi del Monte Bal­do ed abbat­ten­dosi sul­la cos­ta veronese con anco­ra mag­giore inten­sità di gran­dine e di ven­to: la stazione di Bar­dolino alle 20,02 regsi­tra­va una raf­fi­ca di 28,8 m/sec., pari a 100 kmh». Riprende Diego Bianchi: «In dieci anni di reg­is­trazioni non ave­va­mo ripor­ta­to un val­ore così inten­so, esclu­so quel­lo del­la trom­ba d’aria dell’agosto 2002 con 36 m/sec. alla stazione di Sirmione». Però mer­coledì sera in molti abi­tan­ti del lago è tor­na­to alla mente il dram­mati­co e dis­as­troso for­tu­nale di tre anni fa. I 20 mil­limetri di piog­gia non han­no cer­to risolto il grave deficit idri­co. Per il meterol­o­go Diego Bianchi il futuro per il Gar­da, sot­to questo aspet­to, non è dei più rosei. «Si sta ver­i­fi­cam­do una trop­i­cal­iz­zazione del nos­tro cli­ma e certe val­u­tazioni fat­te in con­veg­ni inter­nazion­ali le sti­amo mis­uran­do sul­la nos­tra pelle. Ci tro­vi­amo sem­pre più spes­so a par­lare di anti­ci­cloni di matrice africana e gli episo­di di rot­tura come quel­lo trascor­so seno sem­pre più dirompen­ti». Occorre, insom­ma, che esper­ti ed autorità tro­vi­no la soluzione otti­male per i liv­el­li del lago e per l’irrigazione delle cam­pagne. Le pre­vi­sioni per la pri­ma quindic­i­na di luglio sono però buone: ritorner­e­mo alla nor­mal­ità, quin­di con l’anticiclone delle Azzorre ben più mite. Infine, le pre­vi­sioni sul Gar­da nei prossi­mi giorni. Oggi pos­si­bili rovesci locali o tem­po­rali meno inten­si ed un con­seguente lieve calo del ter­mometro, seguirà un week end più cal­do (con punte non oltre i 30°) ed asso­la­to in atte­sa di un prob­a­bile nuo­vo peg­gio­ra­men­to per la set­ti­mana entrante. Il cen­tro for­nisce dati meteo in diret­ta dalle stazioni (quat­tro nel bres­ciano e quat­tro nel veronese) con immag­i­ni dele web­cam, pevi­sioni, bol­let­ti­ni ai nav­i­gan­ti, ecc.

Parole chiave: