L’invaso di Molveno e altri 10 impianti idroelettrici influiscono insieme al Sarca sulle piene del Garda. Possono buttare nel bacino, con lo scolmatore che scarica il fiume Adige e con l’acqua piovana, più di quanto fa defluire la diga di Salionze.

Da domani parte la tre giorni dedicata alla cucina mantovana

29/12/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
a.p

Un grande spet­ta­co­lo pirotec­ni­co saluterà a Gar­da l’arrivo del pri­mo giorno del ter­zo mil­len­nio. A mez­zan­otte del 31 dicem­bre si accen­der­an­no i fuochi: li pro­por­rà la Ape Par­ente di Melara, già pro­tag­o­nista nei giorni scor­si di una sin­go­lare dis­fi­da che ha vis­to con­frontar­si per il tra gli olivi due ditte spe­cial­iz­zate. E aspet­tan­do la mez­zan­otte si farà anche il karaoke in piaz­za, gui­dati da Rino Con­der­curi. Trop­po fred­do per stare allìaper­to? Allo­ra si può optare per il ten­done ris­torante: i cuochi di Ostiglia servi­ran­no una cena tradizionale, con risot­to alla pilota come piat­to forte. «Ripeti­amo», dice il vicesin­da­co Fabio Gag­gia, «la fine d’anno in piaz­za. Lo scor­so anno ha avu­to un suc­ces­so incred­i­bile. Ci aspet­tava­mo 600 per­sone, ma ne sono arrivate 10 mila. Gli alberghi dove si svol­ge­va il cenone han­no sospe­so la fes­ta a mez­zan­otte per dar modo di ammi­rare i fuochi sul lun­go­la­go. Gli operai del comune dovet­tero lavo­rare tut­to il pri­mo gen­naio per rip­ulire il lun­go­la­go dai resti del­la fes­ta. Quest’anno lo spet­ta­co­lo sarà anco­ra più affasci­nante». I tec­ni­ci del­la Ape Par­ente non las­ciano trapelare niente. «Assi­curo solo che ci sarà da diver­tir­si», ha taglia­to cor­to Romual­do Par­ente. Se tut­tavia dob­bi­amo basar­ci su quan­to han­no fat­to vedere una deci­na di giorni fa, ci sarà da restare a boc­ca aper­ta. Chi ha assis­ti­to allo spet­ta­co­lo dal lun­go­la­go non ha avu­to nep­pure il tem­po di applaudire: i lan­ci effet­tuati dal por­to sono sta­ti con­tinui e rapidis­si­mi. Fan­ta­siose bombe han­no las­ci­a­to cadere pic­coli para­cadute coi fuochi legati. Stra­or­di­nario il gran finale, coi clas­si­ci sali­ci dorati che esplode­vano sia nel cielo che sul­la super­fi­cie del lago. Non è un caso che ques­ta dit­ta sia sta­ta pro­tag­o­nista del­la fes­ta del Reden­tore e del 2000 di Venezia e abbia vin­to con­cor­si a Cit­tà del Capo, Toron­to, Van­cou­ver, Valen­cia. Tra i pro­tag­o­nisti del­la fine d’anno garde­sano c’è anche Ostiglia con la sua cuci­na. Già a par­tire da domani e fino al pri­mo gen­naio Gar­da si trasfor­ma in una sor­ta di depen­dance del Po. «Dal Po al Lago: Ostiglia a Gar­da» s’intitola infat­ti la tre giorni pro­pos­ta da ques­ta local­ità man­to­vana, che fu già sul­la riv­iera un anno fa per la pri­ma edi­zione del Natale tra gli olivi. Per tutt’e tre le gior­nate, sia a pran­zo che a cena, sot­to il ten­done ris­torante del lun­go­la­go ver­rà servi­ta cuci­na man­to­vana. Il 30 dicem­bre c’è anche spazio per la musi­ca: sarà l’ottima corale di Ostiglia a pro­porre brani d’opera al palaz­zo dei con­gres­si. Il pri­mo gen­naio, invece, la musi­ca è affi­da­ta ai garde­sani: alle 15 suona la Pic­co­la fan­fara di Gar­da. (a.p.)

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