E' arrivata lo scorso maggio per lavoro, la nostra città le è subito piaciuta e ha preso casa: ora ha un esercito di amici Il soprano Victoria Mature è figlia del divo protagonista di tanti kolossal

Da Hollywood a Riva per cantare in Europa

24/11/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Si chia­ma Vic­to­ria. Ha 27 anni, una voce da sopra­no, lunghi capel­li neri e un sor­riso cal­do come il sole del­la Cal­i­for­nia, lo sta­to dove è nata e vis­su­ta. Da qualche mese non è raro incon­trar­la in cen­tro o al pub, ma Vic­to­ria non è una tur­ista qualunque: il suo cog­nome è Mature ed è figlia di un grande divo di Hol­ly­wood degli anni ’40 e ’50, Vic­tor, l’eroe buono e mus­coloso di tan­ti kolossal.Victoria che ha radi­ci ital­iane — i non­ni era­no di Pin­zo­lo e qui ha tan­ti par­en­ti — ha scel­to di vivere a Riva. Ques­ta vol­ta, dopo i molti viag­gi prece­den­ti con papa Vic­tor e mam­ma Loret­ta, a por­tar­la in Italia è sta­ta la pro­fes­sione di can­tante lir­i­ca. «Mio padre — spie­ga in un otti­mo ital­iano, sedu­ta al bar Maroni, tra i suoi cug­i­ni Emilio e Ange­lo Vis­con­ti — mi ha sem­pre spin­ta alla ricer­ca delle nos­tre radi­ci ital­iane. Lui ama­va questo Paese». È arriva­ta qui alla fine del­lo scor­so mag­gio, ha parte­ci­pa­to al con­cor­so inter­nazionale per gio­vani can­tan­ti liri­ci «Ric­car­do Zan­don­ai» e poi, ha can­ta­to durante Musi­caRi­va. È sta­to subito amore e Vic­to­ria, che per lavoro fa con­tin­u­a­mente la spo­la con gli States, ha deciso di eleg­gere Riva a pro­pria “base euro­pea”. «I pri­mi tem­pi — rac­con­ta — ho allog­gia­to all’ho­tel Luise. Mi face­vano sen­tire come a casa, ma alla fine mi sono decisa a pren­dere un appar­ta­men­to in cen­tro. Qui è tut­to mer­av­iglioso: la cit­tà, i panora­mi, il cibo, ma a colpir­mi è sta­to soprat­tut­to il calore del­la gente. Ad agos­to, poi, mi han­no entu­si­as­ma­to le atmos­fere del­la , le chi­as­sose frotte di bam­bi­ni mascherati da Pinoc­chio che pas­sa­vano sot­to la mia fines­tra, i fuochi d’ar­ti­fi­cio. Stu­pen­do». In men che non si dica, Vic­to­ria s’è ritrova­ta anche con un eserci­to d’am­i­ci con cui trascorre gran parte delle sue ser­ate. «Andi­amo in pizze­ria o al pub, soprat­tut­to al Lochness» rac­con­ta. «Qui — riv­ela, fat­tasi improvvisa­mente tim­i­da — ho trova­to anche il ragaz­zo». Una riv­e­lazione sfug­gi­ta­la inavver­ti­ta­mente, alla quale non c’è ver­so di aggiun­gere altri par­ti­co­lari. «Dico solo che è un rivano» glis­sa. Non bisogna dimen­ti­care, però, che Vic­to­ria è qui per lavoro. «A Musi­caRi­va — spie­ga — ho can­ta­to nel­la Car­men e, poi, ho segui­to dei cor­si di per­fezion­a­men­to con Miet­ta Sighele che, con il mar­i­to Veri­ano Luchet­ti, è sta­ta davvero disponi­bile e gen­tile. Sono due per­sone eccezion­ali». Intan­to, Vic­to­ria ha fat­to parec­chie audizioni in Italia (ne farà una per l’) e all’es­tero, ha avu­to il tem­po di tornare negli Usa e vin­cere la pri­ma fase del con­cor­so del Met­ro­pol­i­tan Opera di New York. In pro­gram­ma ha le altre due fasi e un’audizione per l’opera di San Fran­cis­co. Una car­ri­era promet­tente, insom­ma. Mai pen­sato di fare l’at­trice? «No, anche se, in fon­do, quan­do can­to sul pal­cosceni­co, recito anch’io. Con papà ho parte­ci­pa­to alla notte degli Oscar e a casa gira­vano i gran­di divi del­l’e­poca d’oro di Hol­ly­wood, ma io ho sem­pre ama­to la musi­ca». lo trascor­rerà qui a Riva: al cuor non si coman­da. Forse la rag­giungerà mam­ma Loret­ta per vedere di per­sona la stu­pen­da Riva descrit­tale da Victoria.

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