Da Lazise a Sirmione a nuoto in 5 ore e mezzo

16/08/2015 in Attualità
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Di Sergio Bazerla
Sergio Bazerla

Ha attra­ver­sato il da Lazise a Sirmione in 5 ore e mez­za. Una impre­sa che Domeni­co Righi di Lazise, 59 anni com­piu­ti, ha real­iz­za­to tut­to da solo ” appog­gia­to” sola­mente dal figlio Mar­co che lo segui­va da vici­no a bor­do di una imbar­cazione. Un sog­no real­iz­za­to dopo aver­lo cul­la­to per molti anni.

Domeni­co Righi è par­ti­to in una mat­ti­na­ta soleg­gia­ta e limp­i­da di questo cald­is­si­mo agos­to, pre­cisa­mente da local­ità Sen­tieri, zona campeg­gio Du Parc. Ha nuo­ta­to alacre­mente, ma in misura cal­co­la­ta e pre­cisa per ben 5 ore ed oltre giun­gen­do alla fonte Boio­la di Sirmione qua­si in sur­plasse. Stan­co ma soddisfatto.

E’ sta­ta una impre­sa, paro­la molto grossa ­ spie­ga riden­do Domeni­co Righi, pro­pa­gan­dista medico una lau­rea in tas­ca ­ che ho volu­to real­iz­zare dopo molti ripen­sa­men­ti, ma deciso a com­pier­la sta attra­ver­sa­ta del lago da Lazise a Sirmione. Era una idea che mi frulla­va in tes­ta da anni. Mem­o­re ­ con­tin­ua Righi ­ di una sor­ta di impre­sa leggen­daria, ovvero una leggen­da qua­si met­ro­pol­i­tana, che sen­ti­vo in paese fin da ragazz­i­no. L’im­pre­sa com­pi­u­ta da Bruno Olivet­ti, appe­na ven­tenne, nel­l’im­me­di­a­to dopoguerra.”

Bruno Olivet­ti, da tut­ti conosci­u­to in paese finche era in vita, con il vezzeg­gia­ti­vo di “Bruno Belo”, di pro­fes­sione oper­a­tore eco­logi­co. E’ dece­du­to acci­den­tal­mente, pro­prio nelle acque del lago, poco più che cinquan­tenne, anni orsono, per una fatale con­ges­tione. Era un per­son­ag­gio, a suo modo. Almeno così lo ricor­dano le cronache ed alcu­ni anziani del paese. Per cer­ti ver­si una sor­ta di mito.

Si gli anziani ne parla­vano di ques­ta nuo­ta­ta del Bruno ­ spie­ga Memi Romag­no­li ­ ma di fat­to gran che di stori­co non è rimas­to. Pare che alla tra­ver­sa­ta, sec­on­do ” i si dice” fos­se sta­to accom­pa­g­na­to da alcu­ni Pesca­tori. Prob­a­bil­mente ” I Raine”, ovvero i pesca­tori Per­inel­li, qua­si tut­ti defunti.”

Si mio zio ­ inter­viene Gio­van­ni Olivet­ti ­ era un nuo­ta­tore. Almeno così si dice­va in famiglia in pas­sato. E pare pro­prio che ques­ta attra­ver­sa­ta l’ab­bia com­pi­u­ta. Una sor­ta di bra­va­ta, di scommes­sa. Nul­la di più sappiamo. ”

Domeni­co Righi, mem­o­re di ques­ta ” leggen­da” avvenu­ta appun­to appe­na con­clusa la guer­ra, non l’ha mai dimenticata.

E’ sta­to un vol­er ricor­dare quel bel per­son­ag­gio ­ con­clude Righi ­ che mi ha fat­to scattare ques­ta mol­la. L’ho com­pi­u­ta in sor­di­na, da solo, pro­prio per evi­tarne una pub­bli­ciz­zazione che mi avrebbe sicu­ra­mente stordi­to. Ho nuo­ta­to al mat­ti­no pro­prio per­ché in acqua ci sono meno osta­coli, meno prob­a­bil­ità di inci­dente, di incro­cia­re imbar­cazioni o altro. E’ anda­ta bene e sono molto sod­dis­fat­to. Tut­to qui. Una sor­ta di scommes­sa con me stes­so alla soglia dei 60 anni. Ora la face­vo ora o mai più.”

Ser­gio Bazerla

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