Da Negri a Boni e Bassignani doppia mostra a Desenzano

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Di Luca Delpozzo
Mauro Corradini

Due mostre man­to­vane sul pae­sag­gio carat­ter­iz­zano la sce­na bena­cense: a palaz­zo Tode­s­chi­ni (Gal­le­ria Civi­ca) sono esposte le opere di otto artisti sul duplice tema del pae­sag­gio e del­la figu­ra: alla Gal­le­ria La Cor­nice sono allineati gli oli di San­dro Negri, che si muove sul­la natu­ra in posa e sul pae­sag­gio: «Silen­zi» è il tito­lo del­la sua recente ricer­ca. Tra gli artisti del grup­po (infor­male, non strut­tura­to) pre­sente in palaz­zo Tode­s­chi­ni sono noti in cit­tà Ange­lo Boni, che pochi anni fa ha espos­to nelle sale dell’Aa, e Fran­co Bassig­nani. Si muovono entram­bi sul pae­sag­gio, con una carat­ter­iz­zazione che li dif­feren­zia: più atten­to al vero, al par­ti­co­lare, mag­a­ri ingi­gan­ti­to, al sapore di memo­ria degli ogget­ti evo­cati, Ange­lo Boni, carat­ter­iz­za­to da un seg­no di grande effi­ca­cia ; più atten­to ai rit­mi cro­mati­ci del­la com­po­sizione, al sapore d’incanto del­la dimen­sione evoca­ti­va del pae­sag­gio reale, Fran­co Bassig­nani, inquadra­bile in quel­la modal­ità com­pos­i­ti­va che unisce spazio reale e spazio men­tale, per trascri­vere la ver­ità emo­ti­va delle cose. Due dimen­sioni, quel­la più di memo­ria e quel­la più evoca­ti­va, quel­la più ader­ente al vero e quel­la più accen­tu­a­ta sui rit­mi del­la com­po­sizione, fino alle soglie dell’informale, carat­ter­iz­zano anche il resto del grup­po di ami­ci espos­i­tori. Nelle opere degli artisti del sodal­izio alto man­to­vano emerge anche il per­cor­so ver­so la figu­ra, emer­gono gli accen­ti astrat­ti, viene crescen­do quel dis­sidio tra pre­lie­vo ed emozione, che è uno dei temi del sec­o­lo che abbi­amo appe­na chiu­so. Sono esposte le opere di Giuseppe Bot­turi, Mario Cal­zoni, Augus­to Morari, G. Piero Moret­ti, Ste­fano Nar­di e G.Carlo Zani­ni. Qua­si dietro palaz­zo Tode­s­chi­ni, nel­la gal­le­ria di Zac­chi — padre e figlio — in piaz­za Malvezzi 45, i Silen­zi di Negri. Un mon­do di mem­o­rie, qua­si un mon­do degli ulti­mi, rac­colto attra­ver­so una pit­tura cor­posa, dove la mate­ria crea immag­ine, sul­la lin­ea del­la lezione infor­male, trat­tenu­ta tut­tavia sulle soglie di una riconosci­bil­ità verosim­i­le, da cui Negri non vuole uscire. Un mon­do con­tadi­no, fat­to di lavoro e di silen­zi, di val­ori e di entu­si­as­mi, che sem­bra­no appartenere a altra epoca; è l’ultima immag­ine di un mon­do tra poco scom­par­so non solo dal­la vita ma anche dal­la nos­tra memo­ria. Con i val­ori che ad esso sono con­nat­u­rati. La mostra in palaz­zo Tode­s­chi­ni ter­mi­na il 28 otto­bre; quel­la nel­la gal­le­ria La Cor­nice il 30 ottobre.

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