Il secondo periodo di ferma dal primo al 6 luglio. Per il resto dell’estate permessi a giorni alterni. È scattato il regolamento che mette fine alle liti tra professionisti e dilettanti

Da oggi è vietato pescare le sarde

Di Luca Delpozzo
Eugenio Cipriani

Atte­sis­si­mo dai pesca­tori, anche quest’anno, sul Gar­da, è arriva­to il momen­to del­la pesca delle sarde. In questo peri­o­do migli­a­ia sono i pesca­tori che, armati di can­na, durante le ore ser­ali o dal­la riva o dal­la bar­ca cer­cano di cat­turare l’agone, da noi più conosci­u­to col ter­mine dialet­tale di sar­da. La pesca del­la sar­da è dis­ci­plina­ta dal rego­la­men­to regionale numero 2 del 1999, inte­gra­to dal decre­to dell’amministrazione provin­ciale 53 del 2000 i cui prin­cipi sono sta­ti intera­mente recepi­ti anche dal rego­la­men­to del­la pesca recen­te­mente approva­to dal­la Provin­cia di Bres­cia; in provin­cia di Tren­to esiste invece una rego­la­men­tazione del­la pesca del­la sar­da leg­ger­mente diver­sa. La pesca dilet­tan­tis­ti­ca ver­so ques­ta specie è vieta­ta dalle 12 di oggi alle 12 del 10 giug­no e dalle 12 del pri­mo luglio alle 12 del 6 luglio e inoltre, durante il peri­o­do dal pri­mo giug­no al 31 luglio, dalle 12 del lunedì alle 12 del mart­edì e dalle 12 del mer­coledì alle 12 del giovedì. La pesca è con­sen­ti­ta con un mas­si­mo di tre canne e con un mas­si­mo com­p­lessi­vo di sei ami: il quan­ti­ta­ti­vo mas­si­mo gior­naliero per pesca­tore è di cinque chili, equiv­alen­ti a cir­ca 50 esem­plari. La pesca è con­sen­ti­ta sino ad un’ora dopo il tra­mon­to. La pesca pro­fes­sion­ale oltre che da oggi al 10 giug­no e dal pri­mo al 6 luglio è vieta­ta dalle 12 del mer­coledì alle 12 del giovedì (mer­coledì sera) e dalle 12 del saba­to alle 12 del­la domeni­ca (saba­to sera) nel peri­o­do com­pre­so tra il pri­mo giug­no e il 31 luglio. Durante quest’ultimo peri­o­do, dalle 12 del giovedì alle 12 del saba­to e dalle 12 del­la domeni­ca alle 12 del lunedì le reti per la sar­da devono essere calate non pri­ma di due ore pri­ma del tra­mon­to per essere recu­per­ate non oltre le nove del giorno suc­ces­si­vo. «In prat­i­ca», com­men­ta l’assessore al Servizio tutela fau­nis­ti­ca Camil­lo Pilati, «nul­la è cam­bi­a­to rispet­to all’anno scor­so, quan­do per la pri­ma vol­ta è sta­to appli­ca­to questo rego­la­men­to per la pesca del­la sar­da, appar­ente­mente tan­to com­p­lesso, ma in realtà indis­pens­abile per sal­va­guardare la specie dall’eccessivo pre­lie­vo». La nor­ma­ti­va adot­ta­ta si è riv­e­la­ta dunque effi­cace a lim­itare quei con­trasti esisten­ti prece­den­te­mente tra i pesca­tori sportivi e quel­li pro­fes­sion­isti. «L’obiettivo di con­tenere i con­trasti tra le due cat­e­gorie», com­men­ta anco­ra Pilati, «è sta­to in qualche modo rag­giun­to e riten­go che ques­ta sia la stra­da gius­ta da seguire. L’aver pre­dis­pos­to un rego­la­men­to uni­co tra le tre Province (sal­vo qualche pic­co­la dif­feren­za con la Provin­cia di Tren­to) ha cre­ato poi i pre­sup­posti per una ges­tione del pat­ri­mo­nio itti­co e del­la pesca più razionale e più vic­i­na all’utenza: il solo fat­to che quest’anno non è cam­bi­a­to nul­la rispet­to allo scor­so anno è indice del­la valid­ità del­la nuo­va nor­ma­ti­va e questo ben fa sper­are sul fat­to che in futuro le mod­i­fiche ed inte­grazioni da apportare saran­no mod­este ed alla por­ta­ta di tut­ti i pesca­tori; un aspet­to, quest’ultimo in pas­sato scarsa­mente pre­so in considerazione».