I paracadutisti accendono la Carica tra corti storiche e caffè alla viennese. Atterreranno domani alle 16 nel campo di calcio attiguo alla caserma dei carabinieri

Da oggi mestieri tradizionali e degustazioni di prodotti tipici

29/04/2001 in Manifestazioni
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Di Luca Delpozzo

Un bal­zo all’indietro nel tem­po di cen­to anni per riv­i­vere le usanze, le arti e i mestieri del nos­tri bis­non­ni. In Piaz­za Car­lo Alber­to, in corte Segat­ti­ni, corte Gel­met­ti e in corte Pio Ricovero oggi e domani si ter­rà la sec­on­da man­i­fes­tazione delle Cor­ti storiche: rasseg­na di arti e mestieri, all’interno delle inizia­tive pro­mosse in occa­sione del 153° anniver­sario del­la Car­i­ca dei . Il grup­po folk­loris­ti­co di Cavareno (Tn), for­ma­to da 40 fig­u­ran­ti in cos­tume, porterà a Pas­tren­go arti e lavori di un tem­po. Sarà pos­si­bile vedere con­ta­di­ni alle prese con il gra­no o la segala al momen­to del­la bat­ti­tu­ra. Il gra­no viene stes­so sull’aia (sul «somas») e per mez­zo di apposi­ti bas­toni cor­reg­giati (i «fieri»), i chic­chi ven­gono sep­a­rati dal resto del­la spi­ga. Il lavoro un tem­po veni­va svolto col­let­ti­va­mente, sera dopo sera: era un’occasione per stare insieme, conoscer­si, e spes­so nasce­vano nuovi amori. Un tem­po il fieno veni­va taglia­to con la falce, il gra­no e la segala con il fal­cet­to (la «sies­la», men­tre «sies­lar» era l’azione del­la mieti­tu­ra) che, ogni tan­to, anda­va bat­tuto e affi­la­to sul pos­to. Questo era com­pi­to dei più anziani. E quan­do gli attrezzi da taglio era­no da sis­temare, ecco entrare in sce­na operai spe­cial­iz­za­ti: l’arrotino, «el mole­ta», spes­so ambu­lante, il fab­bro, «el fer­ar», che con la sua for­gia e ped­ale costru­isce per i con­ta­di­ni attrezzi nuovi o ripara vec­chi. Un attrez­zo molto par­ti­co­lare è il ras­trel­lo; ser­vono tre tipi di leg­name: abete per il man­i­co, fag­gio per la tra­ver­sa del pet­tine, frassi­no per i den­ti, e un paziente lavoro. Per lavori com­p­lessi si ricorre al faleg­name («el tisler») che costru­isce mobili, porte e finestre; al «marangon», che real­iz­za i tet­ti delle case; «al rodar» che prepara le ruote dei car­ri, o il «pin­ter» che pro­duce le bot­ti di . Non man­cano abili arti­giani capaci di costru­ire ces­ti e ger­le. I lavori tipi­ca­mente fem­minili era­no molti per­ché a quel tem­po tut­to veni­va fat­to a mano: dal lavare, al cucire vesti­ti nuovi. Sarà pre­sente anche un grup­po musi­cale, capace di ripro­durre i bal­li, le cante e le filas­troc­che di un tem­po. Domani i pro­tag­o­nisti saran­no i para­cadutisti dell’associazione Anp d’Italia sezione di Lazise, pre­siedu­ta da Mar­cel­lo Rizzi. L’appuntamento è alle 16 e a dirigere i lan­ci dal cielo, con l’atterraggio nel grande cam­po di cal­cio attiguo alla caser­ma dei cara­binieri, sarà il diret­tore del­la scuo­la regionale di para­cadutismo Raf­fael­lo Ven­turi. È un ex uffi­ciale da poco con­gedatosi, appas­sion­a­to dei para­cadu­ti e dei lan­ci nel grande vuo­to. Sug­li spalti di Pas­tren­go ci sarà anche un pez­zo da novan­ta del mon­do del para­cadutismo: il tenente colon­nel­lo Piero Dal Fiume. Sarà lui il diret­tore di lan­cio del­la man­i­fes­tazione. «È moti­vo di van­to pot­er avere tra noi», spie­ga Rizzi, «il colon­nel­lo Dal Fiume. È uno dei per­son­ag­gi di questo mon­do, spes­so sconosci­u­to e sovente peri­coloso, al lim­ite del­lo sprez­zo del peri­co­lo, ma tal­vol­ta indis­pens­abile per una pos­i­ti­va azione bellica».

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