Viaggio sul Benaco tra curiosità, tradizioni e polemiche

Da San Felice a Lazise: il prete arriva in barca

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Alessan­dro Pasqui­ni , par­ro­co di Portese, frazione di S. Felice del Bena­co, ha pre­so pos­ses­so del­la sua nuo­va sede (Lazise) attra­ver­san­do il lago in bar­ca, scor­ta­to da una bis­sa. Giun­to nei pres­si del­lo stori­co edi­fi­cio del­la Dogana, è sta­to pre­so in con­seg­na e scor­ta­to da due imbar­cazioni «veneziane». Dopo l’alza­ta di remi in seg­no di salu­to, don Alessan­dro è sbar­ca­to e ha incon­tra­to il sin­da­co Luca Sebas­tiano, che gli ha con­seg­na­to la medaglia del Mil­lenario. Applausi del­la gente, assiepa­ta sul molo, musiche del­la ban­da, suono delle cam­pane. In chiesa, durante la mes­sa solenne, le voci del­la Schola can­to­rum. Sul­l’altare, all’of­fer­to­rio, sono sta­ti por­tati olio, , pane e pesce, i del­la Riv­iera. I Bagni­ni del­la Sns , la Soci­età nazionale di sal­va­men­to (una cinquan­ti­na, tra cui sette ragazze), si sono ritrovati a Peschiera per fare il bilan­cio del­la sta­gione. Il diret­tore Nico­la Soli­man ha ricorda­to i numerosi inter­ven­ti effet­tuati nel cor­so del­l’es­tate da Mal­ce­sine a Sirmione (dieci sono risul­tati fon­da­men­tali per sal­vare la vita ad altret­tante per­sone in procin­to di annegare). Sul­la spi­ag­gia del lido Belvedere, a S. Benedet­to di Lugana, è sta­ta instal­la­ta la pri­ma tor­ret­ta di avvis­ta­men­to, giu­di­ca­ta nec­es­saria per tenere sot­to con­trol­lo un buon trat­to di lago. I pre­sen­ti han­no ricorda­to il sub Adri­ano Busato, un mae­stro di immer­sione, mor­to nelle acque di Mal­ce­sine alcune set­ti­mane fa. Gli ver­rà ded­i­ca­ta una stat­ua. Barche seques­trate . La squadra nau­ti­ca dei di Peschiera ha ripreso i con­trol­li per accertare la rego­lar­ità di boe e ormeg­gi dis­lo­cati lun­go la spon­da veronese. Nel miri­no un’ampia fet­ta, sino a Castel­let­to di Bren­zone. Sono fini­ti nei guai un tedesco, un francese (ave­va parcheg­gia­to il moto­scafo in un canale), un milanese, un veronese e un… sei metri, pri­vo di motore. Come suc­cede per le auto­mo­bili col car­ro-attrezzi, le imbar­cazioni seques­trate sono state por­tate a Lazise, a dis­po­sizione dei pro­pri­etari. Una dit­ta spe­cial­iz­za­ta, è ques­ta la novità, ha vin­to l’ap­pal­to per effet­tuare il servizio di rimozione, che con­sente di lib­er­are l’ormeg­gio, restituen­do­lo al tito­lare. I respon­s­abili del­la vio­lazione rischi­ano la denun­cia penale e una sanzione com­pre­sa tra i due e i dod­i­ci mil­ioni. In alcune local­ità le liste di atte­sa sono lunghissime e ci vogliono anni pri­ma di ottenere uno spazio in acqua. Così molti si arran­giano. Col risul­ta­to che aumen­tano le boe abu­sive fuori dai por­ti. Scin­tille tra le bisse . Gian­fran­co De Isep­pi, il pres­i­dente di Ichtya, che per il ter­zo anno con­sec­u­ti­vo ha vin­to il , non ha parte­ci­pa­to alla cer­i­mo­nia finale di Sirmione in seg­no di protes­ta. In un’in­ter­vista, si è scaglia­to con­tro il bres­ciano Fran­co Poli, pres­i­dente del­la Lega, l’as­so­ci­azione che riu­nisce tut­ti i club remieri. «Anche se fos­se vero che il cam­pi­ona­to cos­ta 200 mil­ioni, chi lo dice dice sproposi­ti — ha dichiara­to De Isep­pi -. In fon­do tutte le spese ricadono sul­la dozzi­na di soci del Grup­po, a loro vol­ta spon­soriz­za­ti e sostenu­ti dalle rispet­tive ammin­is­trazioni comu­nali. Pri­ma di chiedere altri quat­tri­ni per far quadrare i bilan­ci, sarebbe più gius­to met­tere sul­la tavola i con­ti. Rug­gero Boschi e l’Aril. Il fiume più cor­to del mon­do, l’Ar­il, 172 metri, è diven­ta­to un’at­trazione. Nasce da una pol­la vici­no alla stra­da statale, a Mal­ce­sine, e si get­ta subito nel lago. Migli­a­ia i tur­isti stranieri che, sol­lecitati dalle guide, van­no a dare un’oc­chi­a­ta. D’es­tate la fior­it­u­ra di ranun­coli (una specie pro­tet­ta in molti sta­ti europei e che, per soprav­vi­vere, ha bisog­no di una tem­per­atu­ra fra i 13 e i 15 gra­di) lo fa ras­somigliare a un tap­peto verde. Tra gli altri motivi di attrazione seg­na­liamo la risali­ta delle trote, che qui trovano l’am­bi­ente ide­ale per la ripro­duzione, e il real­iz­za­to nel peri­o­do natal­izio. Ma la quan­tità di «ranun­cu­lus flui­tans» e il cat­ti­vo odore emana­to han­no provo­ca­to dis­a­gi e proteste di chi abi­ta lì vici­no. Nec­es­saria, quin­di, una dras­ti­ca potatu­ra, svoltasi dopo avere con­sul­ta­to esper­ti di botan­i­ca e il Soprint­en­dente di Verona, Rug­gero Boschi, ex di Bres­cia, che ha viva­mente rac­co­manda­to di tute­lare il pat­ri­mo­nio nat­u­rale. Altri, come il biol­o­go Daniele Zani­ni, assolvono invece il ranun­co­lo e sosten­gono che le puzze derivano dall’inquinamento.