L’Azienda Ospedaliera di Desenzano del Garda si è data, fra gli altri compiti, anche quello di rendere sempre migliori gli standard del servizio offerto ai cittadini

Da tutta Italia a Desenzano per “capire” le malattie autoimmuni

Di Luca Delpozzo

L’Azienda Ospedaliera di Desen­zano del Gar­da si è data, fra gli altri com­pi­ti, anche quel­lo di ren­dere sem­pre migliori gli stan­dard del servizio offer­to ai cit­ta­di­ni. La salute è bene pri­mario e fon­da­men­tale e, spie­ga in propos­i­to il diret­tore gen­erale dell’Azienda, dot­tor Ange­lo Fos­chi­ni, “sono pal­pa­bili in questo sen­so i miglio­ra­men­ti pres­soché quo­tid­i­ani del­la nos­tra attiv­ità. Si va dal­la pro­gres­si­va riduzione dei ricov­eri impro­pri, in par­ti­co­lare quel­li com­por­tan­ti una degen­za da zero a un giorno allo lo svilup­po delle inizia­tive atte ad aumentare la capac­ità di attrazione del­l’uten­za prove­niente da altre regioni, cosa perse­gui­ta anche con la cresci­ta del liv­el­lo di spe­cial­iz­zazione delle strut­ture di cura”. “Dei suc­ces­si su ques­ta lin­ea – pre­cisa a sua vol­ta il diret­tore san­i­tario azien­dale, pro­fes­sor Alfon­so Castel­lani — ci si com­in­cia ad accorg­ere anche alla luce del­la cresci­ta delle casis­tiche carat­ter­iz­zate da mag­giore com­p­lessità e incre­men­to del­la per­centuale dei drg con peso supe­ri­ore alla media regionale”. Il tut­to sen­za con­tare la com­p­lessi­va e felice rior­ga­niz­zazione delle strut­ture di ricovero e cura, pur dis­lo­cate su un ampio ter­ri­to­rio, che si mostra in gra­do di assi­cu­rare al meglio l’erogazione delle fun­zioni mediche, chirur­giche e riabil­i­ta­tive di base nei tre poli ter­ri­to­ri­ali di rispet­ti­va per­ti­nen­za. Questo è il quadro nel quale si fa sen­tire la sod­dis­fazione di chi, pure in mez­zo a dif­fi­coltà qua­si mai per­cepite dal­la popo­lazione, ma non per questo meno pesan­ti, è parte atti­va nel proces­so di adegua­men­to delle strut­ture dell’Azienda Ospedaliera alle esi­gen­ze dei cit­ta­di­ni e del ter­ri­to­rio, adegua­men­to che ha già toc­ca­to liv­el­li di eccel­len­za rag­guarde­voli. Ed è il quadro nel quale si inserisce, come ulte­ri­ore momen­to di cresci­ta, l’iniziativa volu­ta, pro­mossa e orga­niz­za­ta dal pro­fes­sor Bruno Milane­si, pri­mario del Dipar­ti­men­to di anal­isi dell’AO di Desen­zano del Gar­da (cinque lab­o­ra­tori nei tre pre­si­di dell’Azienda), anche nel­la sua qual­ità di con­sigliere nazionale del­la Soci­età Ital­iana di med­i­c­i­na di lab­o­ra­to­rio. Si trat­ta di un cor­so spe­cial­is­ti­co res­i­den­ziale, nell’ambito del pro­gram­ma di for­mazione per­ma­nente – per questo atti­va è sta­ta, nel­la real­iz­zazione, l’opera del servizio di For­mazione e Aggior­na­men­to dell’Azienda, diret­to dal­la dot­tores­sa Rossel­la Goglioni — sul tema impor­tan­tis­si­mo del­la “Diag­nos­ti­ca di lab­o­ra­to­rio delle malat­tie autoim­mu­ni sis­temiche”. Si è tenu­to nel­la sede del Cen­tro Con­gres­si dell’hotel Olive­to, a Desen­zano, dal 24 al 26 set­tem­bre ed era riv­olto ai medici che, per altro, han­no rispos­to da tut­ta Italia con grande atten­zione ed inter­esse: a fronte di 25 posti disponi­bili, infat­ti, le richi­este di iscrizioni sono state oltre ses­san­ta. “Per questo – ha pre­cisato con legit­ti­ma sod­dis­fazione il prof. Milane­si – abbi­amo dovu­to prevedere una repli­ca del cor­so fra un mese circa”.Il pro­gram­ma dei tre giorni è sta­to inten­so e alta­mente qual­i­fi­ca­to, sia per gli argo­men­ti, sia per la pre­sen­za, fra i rela­tori, di stu­diosi fra i mas­si­mi in Italia.Ricordiamo che l’immunologia è una bran­ca del­la biolo­gia che stu­dia i fenomeni rel­a­tivi all’immunità ed è una scien­za rel­a­ti­va­mente gio­vane che nasce alla fine del sec.XVIII, con gli stu­di di E Jen­ner sul vaio­lo vac­ci­no, che portò alla sper­i­men­tazione del­la pri­ma vac­ci­nazione. Nei due sec­oli suc­ces­sivi, ma soprat­tut­to negli ulti­mi decen­ni, l’immunologia come anche la biochim­i­ca e la genet­i­ca mol­e­co­lare, han­no avu­to un grande svilup­po. Basti pen­sare all’importanza delle vac­ci­nazione che pre­ven­gono numerose malat­tie, alcune del­la quali sono state in prat­i­ca debel­late come il vaio­lo e la poliomielite. I pro­gres­si dell’immunologia han­no avu­to un gran riscon­tro prati­co nel­la diag­nosi di molte malat­tie con gli anti­cor­pi mon­o­clon­ali, che sono di cor­rente impiego in tut­ti i lab­o­ra­tori ; infine ci sono buone prospet­tive di uti­liz­zare, in futuro, l’immunoterapia, soprat­tut­to nel cam­po dei tumore, come modal­ità ter­apeu­ti­ca da affi­an­care alle altre già esisten­ti: chirur­gia e chemioterapia.Su questo sfon­do si par­la di autoim­mu­nità come patolo­gia che può dipen­dere o da alter­azioni delle cel­lule immuno­com­pe­ten­ti (lin­foc­i­ti) oppure da cam­bi­a­men­ti del­la cos­ti­tuzione degli anti­geni pro­pri, oppure anco­ra dal­la mes­sa allo scop­er­to di anti­geni gen­eral­mente nascosti (per esem­pio sostanze intra­cel­lu­lari ) che, se ven­gono liberati nel­la cir­co­lazione, ven­gono con­siderati come ele­men­ti estranei all’organismo. Ne con­segue che le malat­tie autoim­mu­ni sono pro­ces­si mor­bosi causati da una rispos­ta del sis­tema immu­ni­tario diret­ta con­tro nor­mali com­po­nen­ti dell’organismo, che sono riconosciute come sostanze estra­nee da anti­cor­pi prodot­ti dall’organismo stesso.Si com­prende facil­mente come, con­tro le con­seguen­ti patolo­gie, sia fon­da­men­tale la pos­si­bil­ità di una diag­nosi cor­ret­ta, com­ple­ta e tem­pes­ti­va attra­ver­so le anal­isi di laboratorio.