Sul Monte Bestone e Cima dei Sospiri splendidi «balconi» sull’azzurro Benaco

Da Vesio di Tremosine

02/01/2003 in Curiosità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Fausto Camerini

Un tran­quil­lo per­cor­so garde­sano su sen­tieri in parte seg­nalati, alla scop­er­ta delle belle e panoramiche mon­tagne a nordest del­l’al­topi­ano di Tremo­sine. Un itin­er­ario per tutte le sta­gioni, una diver­tente passeg­gia­ta tra i boschi del­l’Al­to Gar­da con sug­ges­tivi panora­mi sul sot­tostante Bena­co e sul­la cate­na del Monte inneva­ta. Il tragit­to è facile; solo in alcu­ni pun­ti tra i sen­tieri nel bosco è richiesto un min­i­mo di capac­ità d’ori­en­ta­men­to per l’assen­za di seg­nalazioni. Da Vesio, frazione di Tremo­sine, si prende la stra­da per la Val di Bon­do. Al piaz­za­le Angeli­ni (657 m) si devia a destra su una stra­da asfal­ta­ta che con­tor­na il ver­sante Sud del­la Dalvra Bas­sa e si parcheg­gia nei pres­si d’u­na cur­va a destra (local­ità For­naci). A sin­is­tra (frec­ce per Dal­co e Corno Vec­chia) parte una strad­i­na ster­ra­ta; la si abban­dona qua­si subito per un trat­turo che a destra rag­giunge un cam­po colti­va­to; un ripi­do sen­tiero non seg­nala­to risale il brul­lo pen­dio e por­ta alla croce in leg­no del Monte Bestone, for­mi­da­bile bal­cone panoram­i­co sul­l’Al­to Gar­da. Si ritor­na al cam­po colti­va­to, si pros­egue sul crinale per una trac­cia e si rag­giunge una sel­l­et­ta 780 m a Nor­dovest del Monte Bestone. Si las­cia a sin­is­tra la strad­i­na che tor­na a For­naci e si con­tin­ua a mez­za­cos­ta; poco più avan­ti sale da destra un sen­tiero da Limone; la strad­i­na diven­ta anch’es­sa sen­tiero e avan­za a mez­za­cos­ta ad attra­ver­sare un canalone roc­cioso alla tes­ta­ta del­la Val Pura. Si risale a zigzag sul­la ghi­a­ia del­l’op­pos­to ver­sante, si rien­tra nel bosco e si arri­va ad un quadriv­io, a cir­ca 900 m di quo­ta. Si prende a sin­is­tra un sen­tiero non seg­nala­to che rimon­ta il pen­dio sudori­en­tale del­la Cima dei Sospiri. Cir­ca 200 metri più in alto si val­i­ca una dor­sale poco sopra alla Boc­ca dei Sospiri; poche decine di metri più avan­ti si tro­va un altro biv­io dove parte a destra una vec­chia mulat­tiera di guer­ra che sale lenta e a lunghi tor­nan­ti nel bosco sino a rag­giun­gere la som­mità del­la Cima dei Sospiri che, per quan­to dis­tur­ba­ta un poco dal­la veg­e­tazione, per­me­tte allo sguar­do di spaziare ver­so il vici­no Monte Bestone, il Piz­zoc­co­lo, la Pun­ta Molv­ina, il Monte Caplone. Si ridis­cende lun­go la mulat­tiera al biv­io sot­tostante dove si con­tin­ua a destra. Poche decine di metri più avan­ti il sen­tiero finisce su una stra­da ster­ra­ta che riporterebbe a piaz­za­le Angeli­ni. E’ però più diver­tente, pri­ma di arrivare alla stra­da, deviare a sin­is­tra e scen­dere alla Boc­ca Sospiri. Da questo sel­vag­gio intaglio cir­conda­to dal­la veg­e­tazione si prende un sen­tiero che rimon­ta il crinale Nord del­la Dalvra Alta; poco sot­to la cima si abban­dona il sen­tiero per rag­giun­gere la som­mità, dove ci viene ripro­pos­to lo spet­ta­co­lo del lago. Tor­nati sul sen­tiero sot­tostante si scende ver­so sud­est e quan­do il sen­tiero si fa meno mar­ca­to si pun­ta in direzione d’u­na frana che indi­vid­ua la zona da dove erava­mo par­ti­ti. In breve si tor­na sul­la strad­i­na che ripor­ta a For­naci

Parole chiave: