Gli edifici di proprietà dello Stato e quelli di competenza demaniale sono la ricchezza della cittadina

Dai forti alla Polveriera, un patrimonio unico

Di Luca Delpozzo
g.b.

La Palazz­i­na stor­i­ca, la caser­ma XXX Mag­gio — sino a due anni fa sede del carcere mil­itare -, la Roc­ca di dan­tesca memo­ria, Forte Ardi­et­ti; poi il Padiglione Gran­di Uffi­ciali, Por­ta Bres­cia e Por­ta Verona, Forte Papa, la Polver­iera Ronchi e quel­la di Por­ta Bres­cia, il Man­drac­chio e la caser­ma XXV Aprile, attuale sede del­la scuo­la di Polizia. Il pri­mo elen­co riguar­da gli edi­fi­ci di pro­pri­età del­lo Sta­to e di per­ti­nen­za del min­is­tero del­la Dife­sa; il sec­on­do è, invece, quel­lo rel­a­ti­vo ai beni, sem­pre di pro­pri­età del­lo Sta­to ma di com­pe­ten­za del Demanio pub­bli­co. L’in­sieme dei nomi va a for­mare la parte pub­bli­ca di quel grande pat­ri­mo­nio stori­co e architet­ton­i­co che si tro­va a Peschiera del Gar­da: quel­lo in ques­tione, per la pre­ci­sione, è sit­u­a­to qua­si tut­to all’in­ter­no del­la cosid­det­ta Piaz­zaforte aus­tri­a­ca, che è per questo sta­ta sot­to­pos­ta a vin­co­lo. Sec­oli di sto­ria sono rin­trac­cia­bili e iden­ti­fi­ca­bili in questo grup­po di costruzioni che rac­con­tano di un arco di tem­po che va dal­la torre medievale che si tro­va all’in­ter­no del­la Roc­ca — che ospitò durante il suo esilio Dante, che per questo cita Peschiera nel­la Div­ina Com­me­dia — agli edi­fi­ci pri­ma del­l’e­poca veneziana, con i gran­di bas­tioni e le porte del­la fortez­za, e poi del­la roc­caforte aus­tri­a­ca com­po­nente del Quadri­latero di Radetzky.