Sabato 4 inaugurazione alle ore 17,00 con la presenza dell'artista

Dal 4 al 26 febbraio la personale di Athos Faccincani “L’immensità della luce” alla Gran Guardia di Verona

03/02/2017 in Attualità, Mostre
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Di Luigi Del Pozzo

L’artista è sta­to chiam­a­to ad esporre le sue opere nel­la strepi­tosa cor­nice di Palaz­zo del­la Gran Guardia di Verona (Piaz­za Brà 1). L’inaugurazione si svol­gerà saba­to 4 Feb­braio alle 17,00 alla pre­sen­za dell’artista. In espo­sizione ci saran­no cir­ca 70 dip­in­ti ad olio su tela che illus­tra­no i quarant’anni di attiv­ità del Mae­stro e a trenta­sei dal­la mostra sul­la Resisten­za a cui parte­cipò  l’allora Pres­i­dente del­la Repub­bli­ca San­dro Per­ti­ni.

[…]  “In ques­ta espo­sizione a Verona Athos Fac­cin­cani non mancherà di trasmet­tere, attra­ver­so le sue opere, un sen­so pro­fon­do di solar­ità e vital­ità, in cui realtà e fan­ta­sia si vestono di col­ori vibran­ti e la natu­ra appare gen­erosa.Nel­la sua pit­tura “sem­plice e leg­gi­bile” – come Fac­cin­cani stes­so la definisce – luce e col­ore irrompono in forme riconosci­bili che qua­si sem­bra­no dan­zare, davan­ti allo sguar­do dell’osservatore, ad un rit­mo anti­co ed ances­trale”. […] Ques­ta è una parte del pen­siero del sin­da­co Flavio Tosi.

Athos Fac­cin­cani nasce a Peschiera del Gar­da il 29 Gen­naio 1951. Già da bam­bi­no ded­i­ca molte ore al dis­eg­no e alla pit­tura, ma deve fare mol­ta atten­zione e far­lo di nascos­to, in can­ti­na, per­ché la madre è pro­fon­da­mente con­traria alla prat­i­ca di tut­to ciò che si pos­sa con­sid­er­are artis­ti­co. Per fare i com­pi­ti e stu­di­are si alza alle quat­tro del mat­ti­no, per­ché il pomerig­gio, seg­re­ta­mente e all’oscuro dei suoi gen­i­tori, è con­sacra­to all’arte: fa il pic­co­lo di bot­te­ga di artisti quali Gui­di, Seibezzi, Novati; maestri che non gli inseg­nano solo le varie tec­niche pit­toriche, ma gli trasmet­tono anche il cor­ag­gio di portare avan­ti le pro­prie pas­sioni e a credere nel pro­prio tal­en­to. È affi­an­can­do loro che Athos capisce che l’arte non può che essere parte inte­grante del­la sua vita, e che vuole diventare un pit­tore.

Dopo il diplo­ma Athos com­in­cia a dedi­car­si alla pit­tura a tem­po pieno, i suoi lavori gio­vanili di stile espres­sion­ista ritrag­gono spes­so per­son­ag­gi cupi e pie­gati dal peso del­la sof­feren­za. Per appro­fondire lo stu­dio del­la figu­ra egli entra nel mon­do delle carceri, degli emar­ginati e negli ospedali psichi­atri­ci. Athos riesce a far pro­pria la sof­feren­za altrui e a trasmet­ter­la sul­la tela. Il gio­vane artista com­in­cia a vendere le sue prime opere e a fare le sue prime mostre. Non pas­sa molto tem­po che qual­cuno nota la forza e l’intensità espres­si­va dei suoi quadri e gli com­mis­siona lavori più impor­tan­ti e gli offre spazi sem­pre più pres­ti­giosi dove esporre.

Alla fine degli anni ‘70 affronta il lavoro più impor­tante del­la sua pre­coce car­ri­era: gli viene com­mis­sion­a­ta una mostra sul­la Resisten­za; le sue Per­son­ali ricevono la visi­ta del Pres­i­dente del­la Repub­bli­ca San­dro Per­ti­ni che, col­pi­to dal­la forza dei sen­ti­men­ti che i dip­in­ti di Athos gli trasmet­tono e com­pli­men­tan­dosi per aver rap­p­re­sen­ta­to la guer­ra sen­za aver pre­so posizione, se non quel­la di un uomo dal­la sen­si­bil­ità stra­or­di­nar­ia, lo nom­i­na Cav­a­liere del­la Repub­bli­ca. Ques­ta per l’artista è una grande con­fer­ma dal pun­to di vista lavo­ra­ti­vo, ma dal pun­to di vista umano deve affrontare un peri­o­do di crisi inte­ri­ore per­ché con­frontar­si con tan­to dolore e sof­feren­za lo ha tur­ba­to nel pro­fon­do.

Per qua­si un anno non si avvicin­erà più ad un cav­al­let­to.

Il Mae­stro invi­ta tut­ti alla cer­i­mo­nia inau­gu­rale e, ovvi­a­mente, a vistare la mostra stes­sa.

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