I produttori della sponda bresciana abbastanza soddisfatti nonostante le avversità meteorologiche. Il minor raccolto in Valtenesi per la grandinata compensato dall’Alto lago

Dal Garda olio di ottima qualità

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Di Luca Delpozzo
Carlo Bresciani

È di otti­ma qual­ità l’olio di oli­va pron­to per essere immes­so sul mer­ca­to, prodot­to sul­la spon­da bres­ciana del lago di Gar­da, anche se in quan­tità ridot­ta rispet­to al soli­to, in segui­to alla grand­i­na­ta di agos­to che ha col­pi­to gran parte del­la Valte­n­e­si, zona ques­ta di notev­ole impor­tan­za per la grande quan­tità di piante di uli­vo esisten­ti. Se la Valte­n­e­si è sta­ta forzata­mente meno gen­erosa che nel pas­sato, almeno nel­la fas­cia inter­es­sa­ta alla grand­i­na­ta che ha col­pi­to la parte cen­trale del ter­ri­to­rio (Pueg­na­go, Polpe­nazze, Moni­ga e Maner­ba in par­ti­co­lare), il rac­colto è sta­to abbon­dante e con una resa molto inter­es­sante su tut­to l’alto Gar­da, dove le olive sulle piante era­no così numerose che anco­ra si sta proce­den­do in alcu­ni pun­ti alla loro rac­col­ta. Un fat­to questo molto impor­tante che ha per­me­s­so di man­tenere una media pro­dut­ti­va sul­la spon­da bres­ciana del Gar­da di tut­to rispet­to nonos­tante le avver­sità mete­o­ro­logiche. Da quan­to abbi­amo potu­to sapere dai pro­dut­tori, il prez­zo dell’olio immes­so in com­mer­cio non dovrebbe cam­biare rispet­to allo scor­so anno. «Si trat­ta di un olio che ha una acid­ità molto buona — ha det­to , pro­dut­tore di Pueg­na­go dove riveste la car­i­ca di sin­da­co, dopo essere sta­to per parec­chi anni pres­i­dente dell’Associazione inter­provin­ciale pro­dut­tori olivi­coli lom­bar­di (Aipol). — Quin­di si trat­ta di olio tut­to extravergine». Diego Pasi­ni, pro­dut­tore di Raf­fa e pres­i­dente del Con­sorzio Gar­da clas­si­co, fa notare come non ci vol­e­va asso­lu­ta­mente la sfor­tu­na­ta par­ente­si mete­o­ro­log­i­ca di agos­to sul­la Valte­n­e­si, per­ché si trat­ta­va di una anna­ta pro­dut­ti­va favorevolis­si­ma. «Sti­amo comunque investen­do con la mes­sa a dimo­ra di nuovi uliveti (recen­te­mente 220 nuove piante han­no aumen­ta­to la nos­tra azien­da agri­co­la in questo set­tore), sti­amo curan­do di più la rac­col­ta e la moli­tu­ra che si può dire è istan­ta­nea alla rac­col­ta. Tut­to questo per­ché il prodot­to finale meri­ta, come del resto pos­si­amo con­statare anche quest’anno. Il nos­tro prodot­to sul Gar­da è sem­pre di grande qual­ità». Giampi­etro Avanzi, pro­dut­tore e pro­pri­etario in quel di Maner­ba di uno dei fran­toi più mod­erni: «La quan­tità nel­la nos­tra zona è ridot­ta, ma la qual­ità è otti­ma sot­to tut­ti gli aspet­ti. C’è da dire che quest’anno abbi­amo imp­ie­ga­to più man­od­opera che non nel pas­sato, per­ché anche nel­la zona col­pi­ta dal­la gran­dine, le olive dal­la parte oppos­ta a quel­la bat­tuta dai chic­chi, sono rimaste sul­la pianta. solo che per rac­coglier­le, il tem­po imp­ie­ga­to è prati­ca­mente lo stes­so che per la pianta intera. Ques­ta è la ragione per la quale forse qualche pic­co­lo ritoc­co sul prez­zo bisogn­erà far­lo, pro­prio per la spe­sa in più sostenu­ta». Gio­van­ni Maz­zol­di, pres­i­dente del­la Coop­er­a­ti­va di San Felice e dell’Aipol, affer­ma che la gen­erosa pro­duzione di olive dell’Alto Gar­da bres­ciano, ha reso meno oneroso in gen­erale lo sbal­zo di pro­duzione del­la Valte­n­e­si. «L’olio è comunque di otti­ma qual­ità, ed anche questo ripa­ga, in parte almeno, i sac­ri­fi­ci dei pro­dut­tori».

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