Dal nido in volo: omaggio a Caproni

24/08/2016 in Attualità
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Di Redazione

È un omag­gio a Gian­ni Caproni, uno degli Arcensi più illus­tri, ingeg­nere aero­nau­ti­co, impren­di­tore e pio­niere del­l’avi­azione le cui ges­ta sono nei lib­ri di sto­ria di tut­to il mon­do, e più in gen­erale al volo, sim­bo­lo del­la spin­ta umana ad andare oltre, a real­iz­zare i prog­et­ti più ambiziosi, ad inseguire i sog­ni, a super­are i pro­pri lim­i­ti. «Dal nido in volo», opera del comas­co Boris Proi­et­ti, rap­p­re­sen­ta un anti­co biplano in volo, destrut­tura­to come il dis­eg­no di un bam­bi­no, sem­plice e diver­tente come un gio­co, col­orato e dinam­i­co. L’opera dal­la mat­ti­na di lunedì 22 agos­to fa bel­la mostra di sé all’en­tra­ta del­l’asi­lo nido «Mil­le­col­ori» alle Braile.

L’opera, pre­vista dal­la legge provin­ciale n. 2 del 3 gen­naio 1983 («Norme per l’ese­cuzione di lavori pub­bli­ci di inter­esse provin­ciale»), è sta­ta scelta con un con­cor­so che si è con­clu­so lo scor­so 15 giug­no (con­seg­na degli elab­o­rati richi­esti) e il cui obi­et­ti­vo è la val­oriz­zazione del­l’in­gres­so del nuo­vo edi­fi­cio. Il ban­do ave­va per tema la figu­ra di Gian­ni Caproni, che nel­la sua vita den­sa di sfide e di suc­ces­si ha sem­pre dimostra­to una par­ti­co­lare atten­zione al mon­do del­l’in­fanzia, e prevede­va dimen­sioni e mate­ri­ali a scelta, con la richi­es­ta di un lin­guag­gio acces­si­bile a tut­ti. Altre richi­este: che l’opera si armo­nizzi con l’ed­i­fi­cio e con il con­testo ped­a­gogi­co, e che sti­moli l’in­ter­esse e la fan­ta­sia dei bam­bi­ni. Al vinci­tore è sta­to ris­er­va­to un pre­mio di 29.500 euro, com­pren­si­vo di tut­ti i costi di real­iz­zazione e di instal­lazione del­l’­opera.

La com­mis­sione giu­di­ca­trice, com­pos­ta dal­l’asses­sore alla cul­tura Ste­fano Miori (con fun­zione di pres­i­dente), Andra San­ti­ni (in qual­ità di diret­tore dei lavori del nuo­vo asi­lo nido), Patrizia Buo­nan­no (esper­to des­ig­na­to dalle asso­ci­azioni artis­tiche provin­ciali) e San­dro Flaim (per la Soprint­en­den­za ai beni cul­tur­ali), seg­re­tario Lucia Buri­go del Servizio opere pub­bliche del Comune di Arco, si è riu­ni­ta il giorno seguente alla sca­den­za, giovedì 16 giug­no, e all’u­na­nim­ità ha scel­to tra le 19 opere per­venute «Dal nido in volo» di Boris Proi­et­ti, con la seguente moti­vazione: «L’artista ha saputo inter­pretare con un’immagine con­tem­po­ranea le tem­atiche richi­este, pro­po­nen­do un’opera che è non solo un esplic­i­to omag­gio a Gian­ni Caproni, prog­et­tista di aerei, e alla sua pas­sione per il volo, sim­bo­lo di leg­gerez­za e fan­ta­sia, ben­sì anche un richi­amo al mon­do dell’infanzia e ai bam­bi­ni, per i quali lo stes­so Caproni ha sem­pre mostra­to atten­zione e affet­to. L’opera pro­pos­ta dall’artista unisce la rig­orosa tec­nolo­gia aero­nau­ti­ca con l’immaginazione infan­tile, real­iz­zan­do un aereo gio­coso dove l’elica diven­ta una giran­dola col­orata, che può ruotare anche con una leg­gera brez­za, la coda una biglia e la vor­ti­cosa trai­et­to­ria una lun­ga scia di col­ore. I mate­ri­ali pro­posti per la real­iz­zazione dell’opera, acciaio inox, allu­minio sati­na­to, lex­an acril­i­co, vetroresina, sono attuali e la scelta di ver­ni­cia­re la grande giran­dola e la scia in lex­an acril­i­co flessibile con ver­nice poli­ure­tan­i­ca bi-com­po­nente in tut­ti i col­ori dell’arcobaleno è un rifer­i­men­to all’asilo nido il cui nome è Mil­le­col­ori».

«Gian­ni Caproni è una figu­ra molto nota anche dalle nos­tre par­ti – spie­ga l’artista Boris Proi­et­ti – per­ché anche nel comas­co ave­va aper­to parec­chi sta­bil­i­men­ti, perfi­no mio suo­cero ci ha lavo­ra­to, com­pre­so durante la guer­ra, quan­do si pro­duce­vano arma­men­ti. Per l’opera ho pen­sato subito ad un aereo, uno dei suoi cele­bri biplani, ma l’ho trasfor­ma­to guardan­do­lo con gli occhi di un bam­bi­no e riducen­do­lo ai suoi ele­men­ti essen­ziali. Io di nor­ma lavoro con la ceram­i­ca ma in questo caso era chiaro che ci vol­e­vano mate­ri­ali legati alla tec­nolo­gia, allo­ra ho chiesto aiu­to ad un ami­co fab­bro che mi ha sup­por­t­a­to in tut­ta la real­iz­zazione».

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