Quindici bimbi di Briansk sono ospiti di famiglie del comprensorio Garda-Baldo. La presidente dell’associazione Arcobaleno: «Pochi mezzi, ma tanti volontari»

Dalla Bielorussia per dimenticare Chernobyl

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Di Luca Delpozzo
San Zeno di Montagna

Sono arrivati i bam­bi­ni bielorus­si per la ses­ta vol­ta con­sec­u­ti­va. Sono in 15: tre maschi­et­ti e 12 fem­min­uc­ce. Tut­ti giun­gono dal­la Bielorus­sia e più pre­cisa­mente dal­la cit­tà di Bri­an­sk, accom­pa­g­nati da Ana­tolij Koro­tov, una gui­da rus­sa che par­la molto bene l’italiano e che coor­di­na da anni gli arrivi dei ragazz­i­ni sulle rive del . Sono giun­ti all’aeroporto di Malpen­sa con un volo diret­to del­la com­pag­nia di bandiera ital­iana ed a San Zeno ed a Coster­mano sono giun­ti con un pull­man del­la Baldense Viag­gi di Lui­gi Con­so­lati. È da anni che Con­so­lati mette a dis­po­sizione gra­tuita­mente i pro­pri mezzi per trasportare i ragazzi che proven­gono dal­la zona del dis­as­tro nucleare di Cher­nobyl. L’azione Italia-Rus­sia è coor­di­na­ta da cir­ca un decen­nio dall’associazione Arcobaleno, una Onlus rego­lar­mente iscrit­ta al reg­istro regionale del volon­tari­a­to sor­ta alcu­ni anni fa pro­prio per gestire l’ospitalità dei bam­bi­ni col­pi­ti dalle radi­azioni di Cesio 137 a fronte del dis­as­tro nucleare rus­so. A pre­siedere l’associazione ed a tenere con­tat­ti fre­quen­ti con Koro­tov c’è fin dal­la sua cos­ti­tuzione la sig­no­ra Daniela Cres­sot­ti, nati­va di Bren­zone ma sposa­ta a San Zeno e pronta a com­bat­tere la sua battaglia per la salute dei ragazz­i­ni rus­si. «Abbi­amo volu­to con tutte le nos­tre forze che i ragazzi di Bri­an­sk giungano nell’area del Gar­da anche quest’anno, anche se le nos­tre risorse finanziarie sono sem­pre meno con­sis­ten­ti. Del resto», spie­ga Cres­sot­ti,« la nos­tra asso­ci­azione vive di volon­tari­a­to e di finanzi­a­men­ti di gente gen­erosa, che ci sta dan­do una mano.» «Anche ques­ta oper­azione è buona e va bene, ma l’ospitalità è impor­tante. È molto impor­tante», spie­ga Daniela Cres­sot­ti,« per­ché i ragazzi devono seguire una ali­men­tazione ric­ca e diver­si­fi­ca­ta, e la cosidet­ta dieta mediter­ranea offre loro la pos­si­bil­ità di espellere, attra­ver­so le urine, buona parte del Cesio 137 accu­mu­la­to. Questo con­sente di abbas­sare il liv­el­lo di radioat­tiv­ità e di favorire il ripristi­no di molti anti­cor­pi nec­es­sari per le difese immu­ni­tarie». Stu­di ese­gui­ti, di recente, con­fer­mano che la per­ma­nen­za dei sogget­ti «cosid­det­ti radioat­tivi», che comunque non sono peri­colosi per l’immunità dei nos­tri ragazz­i­ni, por­ta gli stes­si ad un recu­pero delle difese immu­ni­tarie supe­ri­ori al 30/50 per cen­to delle attuali. «Con questi sep­pur bre­vi peri­o­di di per­ma­nen­za», spie­ga anco­ra Cres­sot­ti,« il fisi­co degli ado­les­cen­ti riesce a rigener­ar­si e moltissi­mi di loro super­a­no la crit­ic­ità del­la leucemia, del can­cro alla tiroide, delle for­tis­sime bron­chi­ti e delle pol­moni­ti inver­nali. Rag­giun­gono, molto spes­so, l’età adul­ta con per­centu­ali che super­a­no il novan­ta per cen­to. «C’è poi », spie­ga anco­ra la pres­i­dente di Arcobaleno,« il con­tat­to con i nos­tri figli, con la realtà eco­nom­i­ca ital­iana, ric­ca sì di benessere, ma rigi­da in una attiv­ità lavo­ra­ti­va e non assis­ten­ziale, da loro vis­su­ta qua­si quo­tid­i­ana­mente. È uno scam­bio inter­cul­tur­ale molto inten­so, anche se lim­i­ta­to ad un solo mese all’anno». Molti dei ragazzi giun­ti nel com­pren­so­rio Bal­do Gar­da conoscono già l’ambiente e conoscono le famiglie ospi­tan­ti. Per la qua­si total­ità è la terza o quar­ta vol­ta che ven­gono in Italia. Sono tut­ti ospi­tati da famiglie con figli, col­lo­cate nel com­pren­so­rio. Vivono in famiglia e parte­ci­pano alla attiv­ità del­la stes­sa. Sovente han­no con­tat­ti con il grup­po e com­pi­ono escur­sioni e attiv­ità ricre­ati­va assieme. In questi giorni, fino alla fine del mese di agos­to, saran­no ospi­ti di Caneva­World, del­la asso­ci­azione ris­tora­tori di Lazise, del­lo Yacth Club di Tor­ri, del par­co acquati­co Rio Val­li di Cavaion Veronese. La parten­za per la ter­ra di orig­ine è pre­vista per il 26 agos­to con un volo Ali­talia da Malpensa.

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